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mercoledì, Settembre 22, 2021

11 cose da sapere per essere ecosostenibili anche con gli animali domestici

Si calcola che in Italia ci siano 60 milioni di animali domestici. Una tendenza rafforzata dalla pandemia che lascia aperta una domanda: come fare per rendere questa scelta ecosostenibile? A partire da un corretto conferimento dei rifiuti di ciò che riguarda il mondo degli amici animali, ecco tutto quello che c'è da sapere

Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

Gli animali d’affezione sono presenti nelle case di milioni di italiani o sarebbe quasi il caso di dire che, nel Belpaese, nelle case degli animali di affezione vivono milioni di persone. Si calcola, infatti, che nel nostro paese ce ne siano oltre 60 milioni di esemplari con una impennata legata al lockdown del 2020.

Assieme ad essi entrano in casa – a seconda della specie e della grandezza – anche cibo, cucce, acquari, gabbie, giochi e tanti altri oggetti.  Spesso coloro i quali si accingono ad adottare, per la prima volta, un animale si trovano di fronte a nuovi dubbi, che riguardano, ad esempio, la gestione più ecosostenibile dei nuovi ospiti domestici e la corretta raccolta differenziata dei rifiuti che iniziano ad essere prodotti. Ecco quindi alcuni consigli di economia circolare dedicati agli amati animali domestici.

Leggi anche: Giochi ecosostenibili, 9 idee di economia circolare per bambini e animali

Attenzione al traffico illegale di animali

La prima importante regola riguarda la scelta dell’amico animale. Canili e gattili, ad esempio, sono troppo spesso pieni di gatti e cani che cercano una nuova casa. Se, tuttavia, decideste di acquistare il nuovo amico, controllate l’origine della cucciolata: il traffico di animali è purtroppo florido [a tal proposito vi consiglio di leggere  “Cani, Falchi, Tigri e Trafficanti” scritto da Ermanno Giudici e Paola D’Amico ed edito da Sperling & Kupler].

Qualora, invece, vi trovaste nella impossibilità di continuare ad ospitare il vostro animale domestico, premuratevi di trovargli una nuova famiglia: liberarlo in natura è sempre sbagliato sia perché rischiate di condannarlo a morte sia per le conseguenze che tale atto potrebbe produrre sull’ecosistema (pensiamo ai cani inselvatichiti o alle tartarughe alloctone che hanno invaso molti laghi).

Cibo locale e biologico

Come avviene normalmente per gli umani, anche per cani e gatti è opportuno adottare una alimentazione composta da alimenti green. Esistono, infatti, cibi biologici e ogm free. Inoltre va sempre posta attenzione ai chilometri che le confezioni di cibo e gli ingredienti che lo compongono hanno percorso prima di arrivare dentro la ciotola del vostro amico.

Occhio ai saponi e ai detergenti

Lozioni per la pulizia del pelo, degli occhi o spray per la cuccia non sono tutti uguali: anche per questi prodotti, come avviene per quelli della cura della persona, esistono esemplari realizzati solamente con sostanze vegetali, senza coloranti, parabeni e petrolati.

Giocattoli green per amici a 4 zampe

Non si vive di sola pappa: anche gli animali vogliono divertirsi. Per far giocare i nostri amici a quattro zampe non servono per forza giocattoli di plastica, ma, ad esempio, potreste crearne alcuni riutilizzando oggetti che ormai non usate più o, mettendo insieme  vecchie corde e qualche pezzo di cartone ricorrendo alla vostra fantasia e a qualche tutorial pubblicato su internet, potrete davvero sbizzarrirvi e far diventire il vostro adorato compagno. Chi, invece, non ama il fai da te potrà sempre fare acquisti mirati controllando con attenzione i materiali usati. Sono, ad esempio, in commercio giochi masticabili per i cani realizzati con gomma naturale, o tiragraffi e torrette in cartone ondulato per far arrampicare gli amici felini.

Qualche novità circolare arriva anche dall’altra parte dell’Oceano: l’azienda americana West Paw, da anni, produce giochi per animali domestici davvero particolari perchè pensati non solo per far divertire i migliori amici dell’uomo ma anche per essere il più possibile in armonia con l’ambiente. I giocattoli vengono realizzati utilizzando materie derivanti da riciclo. Recentemente la linea si è arricchita con l’arrivo del Seaflex, una miscela di plastica riciclata che, in parte, è stata ripescata dagli oceani grazie alla collaborazione con la Oceanworks. Prima ancora del riciclo la West Paw propone il riuso: se il vostro amato amico si è stufato del gioco, potrete riconsegnarlo e, dopo essere stato igienizzato, verrà messo a disposizione di un altro fortunato animale.

Second hand, first choice

Spesso lo shopping per il vostro fido è davvero costoso. Un altro modo per fare acquisti sostenibili, per il pianeta e il portafoglio, è rappresentato dai negozi second hand. Ovviamente questo suggerimento va ben oltre i giochi e riguarda ciotole, cucce e tutto il necessario. Potrete letteralmente trovare un mondo, dall’acquario dei pesci alla casetta per il cane, pagarlo meno e ridurre l’impatto ambientale per l’ambiente.

Leggi anche: I negozi dell’usato ai tempi del Covid, intervista ad Alessandro Giuliani

Dove lo butto?

Ogni giorno, di fronte ad un rifiuto o comunque ad un oggetto da gettare, ci ritroviamo a porci una serie di quesiti su quale sia il cassonetto giusto nel quale conferirlo. Questi dubbi si manifestano anche – o forse soprattutto – quando il “proprietario” del rifiuto è l’amico peloso.

Eccoci quindi a rispondere a domande e curiosità pur sottolineando che, in ogni caso, considerate le tante diverse regolamentazioni locali, è buona norma consultare il portale o gli opuscoli del Comune ove ci troveremo a risiedere.

Deiezione canine: dove vanno conferite?

Pur essendo innanzitutto un dovere civico, la raccolta delle feci canine è un obbligo di legge il cui mancato assolvimento espone i trasgressori ad una multa. Ciononostante sono ancora troppe le persone che “dimenticano” di recuperare i bisogni dei loro cani. Non sempre, però, chi adempie questo obbligo sa come liberarsi correttamente del rifiuto. A differenza di quanto possa pensarsi, non va gettato nella frazione umida della raccolta trattandosi, infatti, di rifiuto non  differenziabile, come chiaramente riportato sul portale dell’AMA a Roma, sull’opuscolo AMSA a Milano e infine sull’app Junker. A volte, come avviene in alcune aree destinate proprio agli amici cani, esistono degli appositi cassonetti.

Sabbietta della lettiera dei gatti: dove si getta?

Quando, invece, si parla dei bisogni dei gatti, l’argomento rifiuto si identifica con la sabbietta da lettiera: ne esistono diversi tipi. Alcuni esemplari sono realizzati appositamente per felini allergici, altri, invece, sono profumati ed esistono infine anche quelli compostabili.

In ogni caso, salvo che non sia specificatamente indicata la loro compostabilità, in relazione al corretto smaltimento, la regola generale prevede il conferimento nella frazione secca. Spesso, infatti, tali sabbie – così come avviene per i tappetini igienici in plastica o in carta assorbente – a causa della potenziale presenza di germi e batteri, debbono essere gettate nel bidone dell’indifferenziato.

Non è una bufala: alcuni gatti sanno usare il wc!

Avete mai visto il film “Ti presento i miei”? Se la risposta è positiva, probabilmente ricorderete “Sfigatto”, il fenomenale felino capace di usare il water. La scena ricalca una pratica che si sta sempre più diffondendo: quella di insegnare ai gatti ad usare il wc, eliminando così lettiere, sabbiette e cattivi odori.

Specifichiamo subito che non tutti i gatti sono in grado di attuare questa pratica, anche perché è nella loro natura l’istinto di scavare per sotterrare le proprie deiezioni. Dovrete valutare, magari di concerto col veterinario, l’opportunità di iniziare il vostro felino a questa attività. Se scoprirete che il vostro pelosetto non è riottoso, con una buona dose di pazienza, potreste riuscire nella missione magari con qualche supporto. Esistono, infatti, dei riduttori specifici che, man mano, riescono a guidare il micio ad abituarsi al wc. Tra le accortezze da adottare, ricordate di non abbassare la tavoletta: i gatti non sanno ancora alzarla (né premere il pulsante dello sciacquone).

Cibo avariato o scaduto, cosa fare

È avanzato del cibo o è scaduto? Come avviene per il cibo destinato alla nutrizione umana, si può conferire nell’umido e anche, in quantità modeste, nella compostiera domestica, ma ricordate di sotterrarlo con cura onde evitare di attrarre animali selvatici.

Contenitori di cibo per animali: come fare la differenziata

Le confezioni possono essere di varia natura e sarà quindi importante analizzare singolarmente le indicazioni riportate e, possibilmente, fare gli acquisti in base alla riciclabilità dei contenitori. La proverbiale scatoletta potrà essere differenziata nell’alluminio mentre le confezioni in plastica potranno essere differenziate solo se tale possibilità è chiaramente indicata altrimenti vanno riposte nell’indifferenziato. Pur non essendo poi obbligatorio lavare i contenitori prima di gettarli, certamente sarà indicato eliminare i residui.

Ciotole, collari e pettorine

Con il passare del tempo ogni oggetto si può rompere. La ciotola ad esempio, anche se è di plastica, andrà buttata nell’indifferenziato. Il collare e il guinzaglio, anche se di stoffa o in corda, seguiranno lo stesso tragitto. Se invece semplicemente non vi servissero più, invece di gettarli nel secchio, rivendeteli o regalateli.

Cucce, acquari, gabbie e altri oggetti ingombranti

Ogni rifiuto che supera una certa dimensione non può finire nella frazione secca del porta a porta ma nemmeno nella raccolta stradale. È quindi obbligatorio conferire tutti i rifiuti ingombranti all’isola ecologica e, in generale, ai centri di raccolta designati. In città come Roma, nel corso di molte domeniche durante l’anno, sono organizzate iniziative come “La tua città non è una discarica”, nate proprio per consentire ai cittadini di conferire tali oggetti in spazi individuati all’interno dei singoli municipi.

Leggi anche: Il sorpasso dell’artificiale sulla materia vivente. Il Cnr: “Serve una svolta circolare”

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