fbpx
venerdì, Ottobre 22, 2021

L’Europarlamento approva la risoluzione sul diritto alla riparazione. “Ora va cambiato il sistema”

Con una serie di obblighi per le case produttrici di dispositivi elettrici ed elettronici. il parlamento europeo ha approvato una risoluzione che rafforza il Right to Repair. Un passo in avanti contro l'obsolescenza programma e la riduzione dei rifiuti Raee. Il prossimo passo spetta alla Commissione

Economia Circolare
Redazione EconomiaCircolare.com

L’Unione Europea muove un altro passo in avanti per il riconoscimento del right to repair, il diritto alla riparazione: con 395 voti favorevoli, 95 contrari e 207 astenuti, mercoledì 25 novembre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per garantire ai consumatori lo smontaggio, la riparabilità e l’allungamento della vita utile dei prodotti elettrici ed elettronici.

Smartphone, televisori, lavatrici frigoriferi, tutti oggetti che difficilmente riusciamo a riparare. Il guasto di un singolo componente si traduce spesso con lo smaltimento del prodotto, perché non possiamo smontare e riparare le componenti di un elettrodomestico o di un cellulare. Ma il voto dell’Europarlamento parla chiaro: bisogna rimuovere gli ostacoli che impediscono la riparazione e il riutilizzo dei prodotti.

Un’indice di riparabilità e più informazioni sul prodotto

Migliorare la riparabilità e prolungare la durata dei prodotti, incoraggiare scelte di consumo sostenibili e promuovere una cultura del riutilizzo. Questi gli obiettivi fissati dalla risoluzione di mercoledì scorso. Obiettivi che richiedono una serie di cambiamenti sistematici “dalla produzione e dagli appalti pubblici alla pubblicità e alla gestione dei rifiuti”, si legge nel comunicato a margine della votazione.

Vai allo speciale riparatori: Riparare? Allunga la vita (ai prodotti) e ridisegna il sistema

Per realizzare questi obiettivi la risoluzione approvato dal Parlamento UE prevede una serie di prescrizioni per le case produttrici. Tra questi troviamo l’introduzione di un’etichetta obbligatoria, ben visibile sulla confezione del prodotto e in grado di fornire informazioni sul grado di riparabilità e sulla durata stimata di ciò che abbiamo acquistato.  Leggendo questo tipo di etichetta il consumatore potrà ragionare se acquistare o meno un apparecchio elettronico, senza rischiare di comprare un prodotto destinato a diventare obsoleto in poco tempo.

Su questo punto il Parlamento specifica che l’etichettatura dovrebbe includere un  “punteggio di riparabilità, e potrebbe assumere la forma di un indice delle prestazioni ambientali, tenendo conto di diversi criteri nell’arco dell’intero ciclo di vita dei prodotti in funzione della categoria di prodotto. Una disposizione che in Francia entrerà in vigore dal prossime gennaio attraverso “l’indice de réparabilité”, ossia una scala da 0 a 10 che segna il grado di riparabilità sulla confezione di una lavatrice, di un frigorifero o di un qualunque altro tipo di dispositivo elettronico.

LEGGI ANCHE: La pagella della riparabilità, dalla Francia il contributo per ridurre i RAEE

Informazioni e disponibilità dei ricambi

Ma c’è di più: per rendere efficace e praticabile il diritto alla riparazione, il testo del Parlamento sottolinea che al momento dell’acquisto di prodotto elettronico, il consumatore deve poter accedere facilmente a ulteriori informazioni, come quelle sulla disponibilità dei pezzi di ricambio, sul costo medio delle componenti che si possono sostituire e anche – si legge nel testo – “tempi approssimativi raccomandati per la consegna e la riparazione”.  Inoltre, le case produttrici devono impegnarsi a rendere leggibili e accessibili le istruzioni per riparare e smontare un prodotto. Negozi, rivenditori di apparecchiature elettronici, centri di assistenza e consumatori, tutti i cittadini devono essere messi in condizione di poter riparare il prodotto acquistato.

Leggi anche: Pacchetto Ecodesign, quegli emendamenti pericolosi per il diritto a riparare 

Questa ambizione, ricordano gli europarlamentari che hanno votato a favore della proposta della commissione Imco, oltre a essere un sostegno fondamentale alla riduzione dei RAEE, è anche una volontà della maggioranza dei cittadini europei, come sottolinea del resto un recente sondaggio dell’Eurobarometro: il 77% dei cittadini dell’UE preferirebbe riparare i propri dispositivi invece di sostituirli e il 79% ritiene che i produttori dovrebbero essere legalmente obbligati a favorire la riparazione dei dispositivi digitali o la sostituzione delle loro singole parti.

Ora parola alla Commissione

Il prossimo passo spetta alla Commissione che dovrà quindi recepire queste linee guida e renderle operative. Il Parlamento europeo – si legge nel testo della votazione – invita la Commissione a dare prova di una forte ambizione politica in sede di elaborazione, adozione e attuazione delle future proposte pertinenti, tra cui quella volta a mettere a disposizione dei consumatori gli strumenti idonei in vista della transizione verde e quella concernente un’iniziativa in materia di prodotti sostenibili, che dovrebbero essere pienamente in linea con gli obiettivi dell’UE”.

L’elaborazione delle norme che renderanno operativo il contenuto di questa votazione spetta dunque all’Esecutivo comunitario, che probabilmente si esprimerà su questo argomento nei prossimi mesi. Intanto, questa votazione consegna strumenti importanti nella lotta all’obsolescenza programmata e permette all’Europa di concretizzare il suo cammino verso l’economia circolare.

© Riproduzione riservata

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie