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domenica, Luglio 21, 2024

“Misurare il riutilizzo”. Dal Wef un vademecum e i primi test per standard comuni di valutazione

Il World Economic Forum ha lanciato l’iniziativa Consumers Beyond Waste per individuare standard comuni ed efficaci di misurazione e reporting che consentano di monitorare i progressi fatti nella diffusione di modelli di consumi orientati al riuso

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Redazione EconomiaCircolare.com

L’era del riutilizzo è già iniziata. Nonostante qualche resistenza e timori emersi anche a seguito del varo della proposta di Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (in sigla inglese PPWR), il passaggio a modelli di produzione e consumo orientati al riutilizzo di imballaggi e contenitori e al conseguente bando del monouso appare ormai inesorabile. Se sarà una nicchia di mercato marginale e ininfluente o se invece prenderà il sopravvento rispetto all’attuale sistema focalizzato sulla riciclabilità del packaging dipende da una serie di variabili ancora non pienamente valutabili. Un punto fermo è il quadro giuridico attuale, con la gerarchia europea dei rifiuti che antepone il riutilizzo al riciclo in quanto strategia che previene la produzione di rifiuti. A questo si affiancano gli obiettivi contenuti nel PPWR e le trattative in corso in sede Onu per dar vita a un accordo globale vincolante contro l’inquinamento da plastica.

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Misurare il riutilizzo: l’iniziativa Consumers Beyond Waste

Il World Economic Forum, prendendo atto dello slancio che a livello globale stanno assumendo scelte di enti pubblici e aziende private orientate verso il riutilizzo, ha lanciato l’iniziativa Consumers Beyond Waste (CBW, in italiano “consumatori oltre i rifiuti”), volta a individuare standard comuni ed efficaci di misurazione e reporting che consentano di monitorare i progressi fatti nella diffusione di modelli di consumi orientati al riuso.  L’obiettivo è quello di dar vita a un quadro armonico che favorisca una più rapida diffusione di queste pratiche, scongiurandone la frammentazione ed evitando il ricorso a criteri di misurazione non coerenti tra loro. Dall’altro lato, l’impegno dell’iniziativa è quello di testare sul campo l’efficacia di questi standard, coinvolgendo dall’inizio grandi aziende che producono o commercializzano imballaggi, catene della grande distribuzione, associazioni ambientaliste come Greenpeace e Wwf e la Ellen MacArthur Foundation.

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Le due metriche prese in considerazione per i primi test

Nel corso del 2023 l’obiettivo di CBW è quello di testare tramite le imprese coinvolte due metriche per misurare il riutilizzo: una metrica riguarda la misurazione del riutilizzo in base all’efficienza, vale a dire il numero di cicli d’uso che un contenitore riesce a raggiungere durante l’intero ciclo di vita; l’altro misuratore invece riguarda il volume o unità di prodotto, cioè i litri, chili o le quantità che vengono trasportate complessivamente da un sistema di riutilizzo o ricarica.

L’anno appena iniziato sarà l’occasione per testare queste metriche, verificarne gli eventuali limiti e arrivare gradualmente a un sistema di misurazione solido e standardizzato, nella consapevolezza che già un risultato di riutilizzo pari al 10% del totale degli imballaggi potrebbe comportare una riduzione del 50% dei rifiuti plastici che finiscono nei nostri mari. Le prove riguarderanno fette più o meno grandi del mercato complessivo delle imprese coinvolte, a seconda dei casi: Unilever, ad esempio, testerà il riutilizzo su una selezione di prodotti per la cura della casa e della persona a livello globale, mentre Walmart si concentrerà sul suo nuovo progetto pilota di riutilizzo con Loop in Arkansas, dove i consumatori avranno un assortimento di prodotti consegnati in contenitori riutilizzabili tramite Walmart+ InHome.

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Linee guida sulle informazioni da condividere con la coalizione

CBW ha sviluppato un playbook, contenuto nel documento “Misurare il riutilizzo. Sviluppare un approccio standardizzato per la misurazione e il reporting del riutilizzo” (qui il Pdf in inglese) con l’obiettivo di supportare imprese e ONG per eseguire la strategia di test. Ad esempio, i dettagli forniti vanno dall’elenco delle componenti dell’imballaggio e dei tipi di plastica da testare (ad es. bottiglie e contenitori, plastica PET), fino a esempi di calcolo dettagliati a livello di prodotto in tutte e quattro le modalità di riutilizzo. Parallelamente, per garantire che le indicazioni pervenute durante la fase di test siano condivise, il manuale delle possibili strategie fissa anche linee guida chiare su quali informazione le imprese coinvolte dovranno riportare alla coalizione nel corso della sperimentazione (ad esempio sfide chiave, lezioni apprese, approcci di calcolo).

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Un’opportunità per imprese e decisori pubblici

Testare le metriche nel corso di quest’anno, con momenti di confronto trimestrali e verifiche mensili, significherà per le imprese coinvolte trovarsi in una posizione di vantaggio nell’adozione di modelli di riutilizzo su larga scala quando le politiche e i regolamenti, come PPWR o il Trattato globale sulla plastica, saranno finalizzati nel 2024/2025. Il documento di primo orientamento messo a punto dalla coalizione Consumers Beyond Waste, insieme agli esiti della sperimentazione in corso, saranno anche un fondamentale strumento di orientamento e riflessione per il decisore politico.

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