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sabato, Aprile 13, 2024

Prodotti sfusi e alla spina, pubblicate le graduatorie dei beneficiari dei fondi

Il viceministro Gava: “Misura di grande rilievo sperimentale per riduzione imballaggi”. I dubbi di Sfusitalia

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Redazione EconomiaCircolare.com

Il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza energetica (MASE) ha pubblicato le graduatorie delle imprese che nel 2022 hanno fatto richiesta di contributo, a titolo di rimborso, per la vendita di prodotti sfusi o alla spina. La legge clima (141/2019) ha stanziato 40 milioni di euro totali per le annualità 2021 e 2022 da mettere a bando come un contributo economico a fondo perduto per “esercizi commerciali di vicinato di media e grande distribuzione finalizzato alla predisposizione di spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina o per l’apertura di nuovi negozi che abbiano previsto esclusivamente la vendita di prodotti sfusi”.

Il contributo prevede un rimborso pari alla spesa sostenuta fino a un importo massimo di 5.000 euro, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. In totale sono stati ammessi a finanziamento 178 esercizi commerciali in tutta Italia.

“Siamo in presenza di una progettualità che, numeri a parte, è chiaramente di grande rilievo sperimentale – ha commentato il viceministro del MASE Vannia Gava -. Questo bando permetterà, infatti, non solo di verificare l’impatto sulla prevenzione dei rifiuti urbani ottenuto dal cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori attraverso l’uso dei prodotti sfusi, ma anche di testare il livello di sensibilizzazione su tali tematiche e rilevare i principali ostacoli incontrati dagli esercenti per una sua diffusione su larga scala, sì da mettere a punto, di concerto, una strategia finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli imballaggi non utili”.

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Le graduatorie

Una prima graduatoria, quella relativa alle domande per le spese effettuate nel 2020, è stata pubblicata con il decreto del 03 agosto 2022 del Direttore della Direzione Generale Economia Circolare dell’allora Ministero della Transizione ecologica. La seconda graduatoria, relativa alle spese sostenute nel 2021, è stata pubblicata con decreto del 22 dicembre 2022 del Direttore della Direzione Generale Economia Circolare del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Sono 178, come abbiamo detto, i soggetti ammessi a beneficiare dei finanziamenti. Un numero che qualche dubbio lo fa venire: 5mila euro (il contributo massimo) moltiplicato per 178 fa infatti 890mila euro, e non 40 milioni. Qualcosa dunque non torna.

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I limiti

Ci spiega Ottavia Belli, Ceo di Sfusitalia, che promuove i negozi sfusi italiani: “Il sostengo ai negozi sfusi è una misura molto importante: non c’era mai stato un bando con finanziamenti dedicati ai negozi dello sfuso. È stato un primo importante esperimento, un primo step”. Tutte rose e niente spine, dunque? Non proprio, perché nel bando e nelle relative procedure Belli rileva “grandi limiti”.

Il primo: la scarsa attenzione a raggiungere i potenziali destinatari dei finanziamenti. Spiega infatti: “La maggior parte dei negozi che ha partecipato lo ha fatto grazie al nostro aiuto, altrimenti non lo avrebbero saputo”. Su un totale di 40 milioni di euro, infatti, secondo Sfusitalia, “solo 550 mila euro sono stati assegnati”. Meno del 2%. La questione, infatti, è che “il bando non è stato promosso, non c’è stata una adeguata campagna di comunicazione. Molti negozi, poi, sono stati esclusi perché avevano effettuato le spese l’anno prima o due anni prima” del 2020.

Altro problema: entrare nelle graduatorie non è sufficiente, pare: “Solo pochissimi negozi tra quelli in graduatoria hanno ricevuto i fondi, nonostante la prima graduatoria sia stata pubblicata i primi di agosto”. A ricevere i fondi, specifica Belli, sarebbe stato il 5-10 % circa dei beneficiari del bando relativo alle spese del 2020. Poi c’è la questione delle domande rigettate. “Alcune ‘sfuserie’ hanno visto la propria domanda rigettata senza ricevere spiegazioni esaurienti”.

E ora che fine faranno quei 39 milioni e mezzo stanziati dal decreto clima per sostenere lo sfuso ma che i bandi non sono riusciti ad attribuire? “Non bisogna trarre l’errata conclusione che non ci sono negozi sfusi o che i negozi sfusi non abbiano bisogno di aiuti – sottolinea la Ceo di Sfusitalia -. Per ciò questi fondi dovrebbero essere utilizzati per un altro bando, ma che questa volta copra anche le spese pregresse e garantisca un ammontare maggiore: 5.000 euro sono poco più di niente. Dico questo anche in vista del nuovo regolamento sulla riduzione degli imballaggi e alla luce degli oltre 700 milioni di euro versati dall’Italia per la plastic tax europea. Spero che questi soldi rimangano nel settore altrimenti li pagheremo come multa all’Unione europea”.

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