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venerdì, Luglio 12, 2024

Il riuso che non lascia indietro nessuno: a Palermo la storia Poderosa dell’Albergheria

Nella prima puntata del podcast di A Sud e Tuba, prodotto da Fandango in collaborazione con Economiacircolare.com, c'è la storia del mercato dell'usato di Palermo. Una realtà complessa ma affascinante dove esigenze e bisogni si accompagnano a pratiche di economia circolare. E con le donne protagoniste

Alessandro Coltré
Alessandro Coltré
Giornalista pubblicista, si occupa principalmente di questioni ambientali in Italia, negli ultimi anni ha approfondito le emergenze del Lazio, come la situazione romana della gestione rifiuti e la bonifica della Valle del Sacco. Dal 2019 coordina lo Scaffale ambientalista, una biblioteca e centro di documentazione con base a Colleferro, in provincia di Roma. Nell'area metropolitana della Capitale, Alessandro ha lavorato a diversi progetti culturali che hanno avuto al centro la rivalutazione e la riconsiderazione dei piccoli Comuni e dei territori considerati di solito ai margini delle grandi città.

Nel centro storico di Palermo, nel quartiere dell’Albergheria, la lambretta azzurra è l’ambasciatrice dello sbarazzo, quell’operazione di sgombero che porta via da appartamenti, magazzini e cantine tutti gli oggetti ritenuti ormai inutilizzabili e da buttare.

Si congedano così i vecchi arredi, i soprammobili di un parente che non c’è più, le radio degli anni Cinquanta, le poltrone dei nonni, i giradischi dei genitori, le scarpe troppo strette. Intere costellazioni di oggetti rischiano spesso di sprofondare nei cassonetti e nelle isole ecologiche, trovando una discarica come epilogo comune.

Ma alle spalle dei banchi di frutta del celebre mercato di Ballarò c’è chi sta scrivendo un finale alternativo per la merce degli sbarazzi: sono le venditrici e venditori del mercato dell’usato dell’Albergheria, dove ogni mattina viene messa in pratica un’economia circolare che è anche una storia di protagonismo femminile.

Leggi anche: A Palermo gli Stati generali del riuso: puntare sul mercato dell’usato per contrastare la povertà

La storia Poderosa delle donne dell’Albergheria

A raccontarla è Margherita Sauro – per tutti Cetty – dell’associazione Sbaratto, un collettivo composto da chi anima il mercato dell’Albergheria e da chi a Palermo si occupa di ambiente e di questioni sociali. La storia di Cetty apre la serie Poderosa, femminile, sostenibile, circolare – il podcast di A Sud e Tuba, prodotto da Fandango in collaborazione con Economiacircolare.com. Da ventisei anni Cetty monta i suoi banchi all’Albergheria, ha assistito all’evoluzione del mercato e racconta il quartiere senza alcuna patina, contribuendo ad allontanare tante retoriche inservibili sui luoghi dei margini.

In Poderosa, grazie alla voce di Cetty, la vivacità dei suoni del mercato dell’Albergheria non diventa un feticcio; non c’è un’esaltazione folcloristica o una romanticizzazione delle bancarelle con la merce di seconda mano. “Questo mercato è nato come abusivo, per questo abbiamo creato un’associazione, per tutelarci, per tutelare il quartiere e per richiedere una regolamentazione. In questi anni il numero di donne nel mercato è aumentato. Qui le donne hanno trovato una svolta, uscendo anche da quei criteri che puntano a escluderle da alcuni lavori. Qui non è così, non è questa la regola”, spiega Cetty nella prima puntata di Poderosa.

All’inizio il mercato veniva montato solo il fine settimana, poi diventa quotidiano e dinamico quanto quello delle frutta e dei generi alimentari. “Ho cresciuto i mie tre figli in questo mercato. È un mercato nato da persone che non sapevano come andare avanti. Qui capisci che anche le cose banali possono essere utili alle altre. Anche le donne qui trovano un punto per guadagnare qualcosa”.

Ascolta la storia di Cetty e del mercato dell’Albergheria nella prima puntata di Poderosa

Quando lo sbaratto fa rima con riscatto

L’organizzazione delle mercatare è stata fondamentale per garantire indipendenza economica ad alcune di loro. In un quartiere che fa i conti con la sottrazione dei servizi pubblici, e con uno stato sociale sempre più sfumato e intangibile, Sbaratto cerca di offrire risposte alle disuguaglianze economiche, affronta la questione del reddito e della disoccupazione come problemi collettivi, allontanando l’idea che la povertà sia la conseguenza di scelte personali.

Se si ascoltano con attenzione le parti in cui Cetty restituisce le complessità di gestione di uno spazio che lotta per il suo riconoscimento possiamo capire il percorso di autodeterminazione alla base del mercato. Ci sono le difficoltà, le storie di vita complicate e contorte, ma le parole di Cetty non conducono verso la dimensione del vittimismo, indirizzano invece verso un sentimento di comunità in cui si è soggetti in relazione, in cui l’altro non viene mani scartato.

Il mercato dell’usato è uno spazio di possibilità, dove l’eccedenza è una ricchezza che può stare in circolo, è occasione di incontro, di libero scambio di merci, di crescita di conoscenze tra chi vende e chi acquista. Reprimere, allontanare o addomesticare non sono opzioni per chi monta i banchi dell’Albergheria, lo spazio per una bancarella si trova sempre. “Le donne hanno avuto molto volte un ruolo attivo, in molti casi sono state più tenaci degli uomini, anzi quando ci sono litigi o battibecchi tra mercatari, spesso siamo noi a intervenire”, specifica Cetty.

Nella puntata di Poderosa scopriamo anche i tentativi di bloccare l’esperienza del mercato dell’usato: dopo una convenzione firmata da Sbaratto, dal Comune di Palermo e dalla municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti, le mercatare e i mercatari sono in attesa di un rinnovo e di un completo riconoscimento della loro esperienza. Essere collocati fuori dal diritto può comportare l’ingresso in una dimensione maggiormente precaria, in cui spesso le tutele appaiono inconsistenti e le leggi finiscono soltanto per colpire chi offre una risposta alle disuguaglianze sociali con un’occasione di reddito e con una di acquisto.

In uno spazio poroso come il mercato dell’Albergheria la solidarietà resta un fattore riconoscibile, in grado di contrastare prevaricazione e fenomeni di criminalità. La presenza delle donne continua invece a spezzare consuetudini, rifiutando la pretesa di dover stare a casa o ai margini del quartiere, loro continuano a organizzarsi, a sistemare gli stalli, a mantenere in circolo oggetti e corpi. Nell’idea di riuso dell’Albergheria non ci sono sottoprodotti, niente viene buttato, e nessuno viene lasciato indietro.

Leggi anche: ‘Poderosa’ diventa un podcast. Sei storie circolari e femministe

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