mercoledì, Dicembre 10, 2025

“No ad obiettivi troppo ambiziosi”, chiede la proposta di relazione del Parlamento Ue sul regolamento veicoli fuori uso

La bozza di relazione del Parlamento europeo, redatta dagli eurodeputati Jens Gieseke (Commissione ambiente) e Paulius Saudargas (Commissione mercato interno), vuole “migliorare la chiarezza e la coerenza della proposta, eliminare gli oneri amministrativi superflui. Ma no ad obiettivi troppo ambiziosi che l'industria fatica a raggiungere”

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Meno burocrazia, no ad obiettivi troppo ambiziosi che potrebbero mettere in difficoltà le aziende. Sembrano essere queste le parole d’ordine della nuova legislatura europea. E la bozza di relazione sul Regolamento veicoli fuori uso, preparata dagli eurodeputati Jens Gieseke (Commissione ambiente) e Paulius Saudargas (Commissione mercato interno), non si discosta da questa linea. Il testo, si legge, punta a “migliorare la chiarezza e la coerenza della proposta, eliminare gli oneri amministrativi superflui”. Ma gli eurodeputati sono netti: “No ad obiettivi troppo ambiziosi che l’industria fatica a raggiungere”. Viene così ridotta, ad esempio, la quota minima di plastica riciclata. E anche per gli altri materiali si propone di considerare non solo il riciclo dei rifiuti post-consumo ma anche quello degli scarti pre-consumo.

Nel progetto di relazione, i co-relatori Jens Gieseke e Paulius Saudargas sottolineano che “la definizione di obiettivi chiari fornisce all’industria automobilistica la chiarezza e l’orientamento necessari verso la circolarità, aiuta a ridurre la dipendenza dalle materie prime e a ridurre l’impronta di carbonio del settore automobilistico”. Tuttavia, “mettono in guardia dal fissare obiettivi troppo ambiziosi che l’industria fatica a raggiungere a causa della carenza di materiali o dei limiti tecnologici”. Questa è la cifra del documento che verrà sottoposto al voto dalla plenaria del Parlamento UE.

veicoli fuori uso
Foto: Canva

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Le innovazioni proposte 

Per garantire che gli obiettivi siano “ragionevoli e realistici”, i co-relatori propongono “di adattarli in base a ciò che è fattibile per l’industria”. Vediamo in cosa consiste questo adattamento.

Meno plastica riciclata (ed entra anche il riciclo chimico). Si propone una riduzione e una rimodulazione degli obiettivi di contenuto di plastica riciclata nei veicolo. Dal 25% previsto dalla Commissione Ue si passa al 20%, includendo nel calcolo del contenuto minimo riciclato anche la plastica biobased e dei rifiuti di plastica pre-consumo. Nella bozza di relazione, l’obiettivo del contenuto riciclato a circuito chiuso (closed loop, cioè plastica dalle automobili riciclata per fare nuove componenti di automobile) viene ridotto dal 25 al 15 per cento. Infine, i due relatori propongono che anche i polimeri ottenuti da riciclo chimico dovrebbero essere contabilizzati ai fini della quota di prodotto riciclato.

Qualità del riciclo e riciclo closed loop. Il testo sottolinea “l’importanza di garantire l’alta qualità dei materiali riciclati, in particolare dei rottami di acciaio, alluminio e rame”. Tuttavia, si legge nella relazione, ciò deve essere ottenuto “riducendo l’obiettivo del ciclo chiuso o non imponendo regolamenti eccessivi ai riciclatori, in quanto regole troppo prescrittive potrebbero ostacolare l’innovazione e l’efficienza dei processi di riciclaggio”.

Si apre al riciclo pre-consumo. Se per il calcolo di contenuto riciclato la Commissione limitava la presenza di scarti pre-consumo – “che di solito hanno la stessa impronta di carbonio della materia prima primaria” – Jens Gieseke e Paulius Saudargas vorrebbero invece che anche il pre-consumo fosse considerato. Per l’acciaio, ad esempio, si chiede di includere “da rottami ferrosi pre-consumo e post-consumo, comprese le famiglie di prodotti in acciaio al carbonio e acciaio inossidabile, piatti e lunghi, che devono essere presenti e incorporati nei tipi di veicoli”. E la stessa apertura viene indicata per “alluminio e sue leghe, magnesio e sue leghe, neodimio, disprosio, praseodimio, terbio, samario o boro”.

Meno burocrazia. “La semplificazione e la chiarezza sono fondamentali per ridurre gli oneri amministrativi, pur mantenendo elevati standard ambientali e di sostenibilità” spiega il testo. Le modifiche apportate dai co-relatori “mirano a snellire il quadro normativo senza comprometterne l’efficacia. Pertanto, gli obblighi di comunicazione non necessari, come la strategia di circolarità per ogni tipo di veicolo, saranno limitati a requisiti ragionevoli”. La strategia di circolarità proposta dalla Commissione Ue resta invece per i produttori.

Sostanze chimiche pericolose.  Quanto alle sostanze chimiche pericolose impiegate nei veicoli, i co-relatori puntano a ridefinire l’elenco delle molecole da tenere sotto controllo. Mentre la Commissione Ue ha fatto riferimento alla “Chemicals Strategy for Sustainability” (che chiede che le sostanze chimiche che destano preoccupazione siano “ridotte al minimo e sostituite per quanto possibile, eliminando gradualmente quelle più dannose per gli usi non essenziali” nei prodotti di consumo) la proposta di relazione del Parlamento europeo indica per i veicoli una sorta di eccezione: la Commissione Ue assistita dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) dovrebbe redigere un nuovo elenco si sostanze “applicabili specificamente ai veicoli”.

Veicolo usato o da rottame? Per evitare che veicoli fuori uso – ei fatti dei rifiuti – circolino in Europa e verso Paesi extra Ue spacciati per veicoli usati che possono ancora svolgere la propria funzione, la Commissione europea ha proposto che “il proprietario di un veicolo che intende trasferire la proprietà di un veicolo usato deve in particolare dimostrare che il veicolo non è un veicolo a fine vita. Per valutare lo status di un veicolo usato, il proprietario del veicolo, gli altri operatori economici e le autorità competenti dovrebbero verificare se sono soddisfatti alcuni criteri che determinano se il veicolo in questione è un veicolo fuori uso o meno”. Nella proposta di relazione del Parlamento, invece, il solo responsabile resta il proprietario che” deve indicare” che non si tratti di un veicolo fuori uso.

veicoli fuori uso
Foto: Canva

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