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venerdì, Aprile 19, 2024

“Una miniera in ogni casa”. Nella ricerca Ipsos-Erion il difficile rapporto tra gli italiani e i Raee

Teniamo in casa dispositivi guasti o in disuso, una vera e propria miniera di materiali che, se recuperati, farebbero bene all’ambiente e all’economia. I dati nella ricerca Ipsos-Erion disegnano però un quadro difficile: “1 intervistato su 6 dichiara di aver smaltito i Raee in modo inappropriato”

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Redazione EconomiaCircolare.com

Otto italiani su 10, per la precisione l’81%, tengono in casa un apparecchio elettronico ma non lo utilizzano. E nel 61% dei casi conservano anche device e altre apparecchiare guaste. Ma quando decidono di buttarle via il problema rischia di diventare anche più grosso: il 40% dei giovani tra 18 e 26 anni, ad esempio, mette il caricabatterie fuori uso nel contenitore della plastica o dell’indifferenziato. Segno che sulla sensibilizzazione rispetto al destino delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita, i cosiddetti Raee, c’è ancora mota strada da fare.

La conferma (con i dati appena citati) arriva dalla ricerca, presentata oggi a Milano in concomitanza con l’International e-waste day, dal titolo “QRAEE e RPA. Livelli di conoscenza, opinioni e comportamenti. Cosa nascondono nei loro cassetti gli Italiani?”. L’indagine (puoi scaricarla qui), realizzata da Ipsos per conto di Erion su un campione di 1.400 cittadini italiani dai 18 ai 75 anni, è stata presentata nel corso dell’evento “Greenwashing. La musica deve cambiare”, organizzato per festeggiare i due anni del sistema multi-consortile no profit di responsabilità estesa del produttore e del nostro magazine, EconomiaCircolare.com.

Ipsos Erion
Dati e grafica rapporto “RAEE e RPA. Livelli di conoscenza, opinioni e comportamenti. Cosa nascondono nei loro cassetti gli Italiani?”

Perché teniamo apparecchi guasti in casa?

“Raee e Rpa, i rifiuti di pile e accumulatori sono una miniera strategica di materie prime critiche: non riciclarli rappresenta un grave danno per lo sviluppo dell’economia del nostro Paese, che sta già attraversando un complesso periodo di crisi” commenta Danilo Bonato, direttore generale di Erion.

Ognuno di noi, infatti, conserva in casa 9 apparecchi in disuso o guasti per le ragioni più disparate: stando all’indagine di Ipsos, il 39% degli intervistati pensa di poterlo riparare, mentre per il 30% si potrebbero utilizzare le parti di ricambio; il 23% dichiara ancora di non conoscere la corretta procedura di smaltimento e per il 15% è complicato raggiungere un centro di raccolta. Ma di quali oggetti si tratta in particolare? Per il 33% si tratta di vecchi cellulari, per il 23% di caricabatterie e per il 17% di laptop. Quanto alle batterie, più di 1 italiano su 2 dichiara di avere in casa pile e batterie esauste.

Leggi anche: “Materie prime critiche dal riciclo dei RAEE possono essere una leva strategica per il Paese”

Raee, questo sconosciuto

Una vera e propria miniera di materiali che, se recuperati, farebbero un gran bene all’ambiente e all’economia. Purtroppo però, se non restano chiusi nei cassetti di casa questi oggetti vengono spesso smaltiti in maniera errata: del 63% di intervistati che si sono liberati di almeno un Raee negli ultimi 12 mesi, 1 su 6 dichiara di averlo fatto in modo inappropriato, gettandolo nel sacco dell’indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica. Ai primi posti per conferimento scorretto ci sono asciugacapelli (22%), tostapane e frullatore (20%), nonché caricabatterie per cellulari (18%). Questo nonostante il 79% dichiari di conoscere i rischi ambientali di un errato conferimento.

Sono i giovani (18-26 anni) a collezionare più Raee rispetto alla media degli italiani: l’89%, infatti, dichiara di avere almeno un apparecchio elettrico o elettronico ormai in disuso e il 73% di non essersene disfatto anche se rotto. Basso, anche, il livello di conoscenza e consapevolezza in materia: solo il 26% dei giovani sa cosa significa l’acronimo Raee e il 32% ancora non conosce le criticità ambientali legate a uno scorretto conferimento.

Un gap informativo che porta a gravi conseguenze: 4 giovani su 10 si sono liberati del proprio carica batterie gettandolo nel sacco dell’indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica. Anche in tema pile e batterie esauste, i giovani risultano poco informati e sensibilizzati: soltanto il 39% conosce i rischi di uno sbagliato conferimento e il 70% le tiene in casa anche una volta scariche.

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Le responsabilità dei cittadini

“Occorre maggiore informazione, questo è chiaro – riprende Danilo Bonato –. È importante però che ci sia anche più responsabilità da parte di noi cittadini nello sfruttare maggiormente i servizi a disposizione per conferire le apparecchiature non più utilizzate o non più funzionanti: tenerle dimenticate nei cassetti, in soffitta o in cantina è esso stesso un gesto contro l’ambiente. Bisogna invertire questa tendenza”. Informazione, sensibilizzazione e una maggiore presenza di punti di raccolta sono le linee di intervento che i cittadini chiedono per valorizzare al meglio le loro piccole “miniere domestiche” e scongiurare i rischi ambientali ad esse collegate. Secondo la ricerca commissionata da Erion, infatti, il 35% degli italiani chiede di aumentare le iniziative di comunicazione e le campagne informative, mentre il 32% vorrebbe veder riportate sui prodotti informazioni chiare circa le modalità di conferimento del rifiuto. Tra i principali incentivi alla corretta dismissione, invece, spicca la presenza di un punto di raccolta vicino a casa (28%).

L’indagine di Ipsos ha messo sotto i riflettori anche le nostre condotte domestiche in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti. Purtroppo l’attenzione degli italiani su questo fronte è in calo rispetto al 2021: quest’anno infatti è l’80% degli intervistati a dichiarare di fare spesso la differenziata, mentre lo scorso anno era l’85%. Aumenta invece del 7% il numero delle persone che dichiara di differenziare spesso Raee e Rpa. Inaspettatamente cala del 14% anche chi dichiara che preferisce riparare un oggetto piuttosto che acquistarne uno nuovo, scendendo al 39% del campione, mentre sharing, noleggio e acquisto di prodotti riciclati e ricondizionati piacciono di più ai giovani.

Scarica il report della ricerca

Leggi anche: Il caro materie prime? Influenza anche raccolta e riciclo dei RAEE. Ecco perché

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