sabato, Maggio 28, 2022

Riciclo dei Raee: a che punto siamo e quali ostacoli restano da rimuovere

Il sistema multiconsortile Erion presenta a Roma il “Libro Bianco sui Raee”: proposte organizzative e normative per migliorare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. L’economia circolare come alternativa alla carenza di materiali e alla dipendenza dalle importazioni

Tiziano Rugi
Giornalista, si è occupato per anni di cronaca locale per il quotidiano Il Tirreno Ha collaborato con La Repubblica, l’agenzia stampa Adnkronos e la rivista musicale Il Mucchio Selvaggio. Attualmente scrive per il blog minima&moralia, dove si occupa di recensioni di libri e dirige il quotidiano online "Il caffè di Baia Domizia". Ha collaborato con la casa editrice il Saggiatore e con Round Robin editrice, per la quale ha scritto il libro "Bergamo anno zero"

L’aumento dei prezzi delle materie prime nel post pandemia. Poi il rischio di shock negli approvvigionamenti legati alla guerra in Ucraina e all’inasprimento dei rapporti commerciali con la Russia. La transizione digitale e quella ecologica dell’Unione europea, che molto spesso vanno di pari passo, rischiano il blocco.

Con il calo delle importazioni di nichel, litio, platino, palladio e titanio dalla Russia e dall’Ucraina, tra i principali produttori al mondo, almeno nel breve periodo scarseggeranno materiali fondamentali per realizzare molte apparecchiature elettriche ed elettroniche. E diventerà più costoso produrle: negli ultimi dodici mesi il prezzo dell’alluminio è aumentato del 74%, il ferro ha registrato aumenti del 105% da settembre 2020.

Eppure, un’efficace raccolta dei Raee, i rifiuti elettrici ed elettronici, permetterebbe di recuperare molti materiali semplicemente con il riciclo. Il problema è che in Italia mancano alcune premesse, sostiene Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion Weee, consorzio dedicato alla gestione dei Raee: “Lo Stato da anni fatica nell’attuare azioni di miglioramento, sia per quanto riguarda la normativa che per quanto concerne l’enforcement. Intanto l’Unione europea preme giustamente per risultati concreti: una raccolta di Raee almeno a 10 kg pro capite all’anno (il 65% dell’immesso sul mercato, ndr), mentre l’Italia è appena a 6 kg”.

Quanto si può ricavare dal riciclo dei Raee?

Si discute di questo nel convegno organizzato da Erion oggi a Roma, partendo dal “Libro Bianco sui Raee”, una serie di proposte organizzative e normative portate all’attenzione delle istituzioni ed elaborate dagli attori del sistema Raee italiano: produttori, distributori, aziende di igiene urbana, impianti di trattamento.

Per avere un’idea concreta della posta in gioco, dal riciclo di 1.000 tonnellate di rifiuti elettronici domestici si possono ricavare circa 900 tonnellate di materie prime seconde, equivalenti al peso di due Freccia Rossa. Nel dettaglio: oltre 500 tonnellate di ferro, più di 130 tonnellate di plastiche, circa 100 tonnellate di vetro, 80 tonnellate di cemento, 25 tonnellate di rame, 20 tonnellate di alluminio, 10 di legno e 15 di altri materiali. Un notevole risparmio di materiali, e anche di energia: oltre 1,5 milioni di kWh ogni 1.000 tonnellate di Raee gestiti. Un’operazione che evita di immettere nell’atmosfera quasi 7.000 tonnellate di CO2.

Economia circolare. L’importanza strategica dei Raee
Economia circolare. L’importanza strategica dei Raee

A che punto siamo con la raccolta?

I dati relativi al 2021 sulla raccolta di Raee in Italia non sono però incoraggianti, sebbene ci siano notizie positive, visto che si è registrata una crescita del 5,3 per cento in confronto all’anno precedente (circa 19mila tonnellate in più). In tutto, in Italia sono state raccolte 385mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e la raccolta media pro-capite per abitate pari a 6,46 kg è del 5,5 per cento superiore al 2020.

Oltre un terzo della raccolta complessiva riguarda la categoria R2 “grandi bianchi”: lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche (129.535 tonnellate). Numeri in crescita anche per la categoria R1, nella quale rientrano frigoriferi e condizionatori (99.595 tonnellate) e R5 (lampade a risparmio, neon: 2713 tonnellate), mentre la raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), nel quale sono inclusi computer e smartphone, ha segnato una battuta d’arresto, con un calo dell’1,4 per cento (77.308 tonnellate).

La vera sorpresa è stata l’impennata della categoria R3, televisori e monitor: più 22 per cento, per un totale di 76.108 tonnellate. Il motivo dell’exploit? L’introduzione da parte del governo del bonus tv: ci sono stati settemila ritiri di vecchi televisori in più rispetto ai duecentomila del 2020. Se vogliamo però vedere il bicchiere mezzo vuoto, sta qui la ragione del +5,3 per cento nella raccolta, visto che due terzi delle tonnellate aggiuntive sono proprio televisori.

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Le proposte del Libro Bianco

 D’altro canto il dato getta una luce su una delle possibili strategie sui cui puntare per raggiungere gli standard europei. E, infatti, nel Libro Bianco, una parte è dedicata alle misure di incentivazione. Sia nella forma dei contributi, come avvenuto con il bonus tv, “una dinamica sicuramente positiva che, per la modalità prevista, ha favorito l’incremento dei flussi legali”, secondo il Centro di coordinamento Raee.

Sia favorendo forme di raccolta domiciliare e micro-raccolta, ad esempio “riconoscere la possibilità di raccogliere su base volontaria Raee di piccolissime dimensioni anche a distributori di prodotti non elettrici ed elettronici, con deroghe nelle autorizzazioni alla raccolta e al deposito”, oppure “introdurre semplificazioni per il deposito di tali tipologie di rifiuti presso luoghi ad alta frequentazione” come scuole e uffici postali.

Proprio alla semplificazione è dedicata la parte più corposa del Libro Bianco. Troppe inefficienze e mancanza di incisività nel sistema della raccolta che secondo il rapporto sarebbero risolvibili con la sburocratizzazione. In particolare nei confronti degli impianti di trattamento dei rifiuti, sfruttando gli strumenti dell’autocertificazione e della digitalizzazione, facilitando così anche gli adempimenti a carico delle imprese.

Una razionalizzazione normativa, secondo gli autori del Libro Bianco, è necessaria inoltre per quanto riguarda il trasporto transfrontaliero dei rifiuti. Si invitano gli Stati europei a riconoscere reciprocamente i requisiti previsti degli altri Paesi membri, senza bisogno di conseguire altri titoli richiesti dalla nazione di transito o arrivo. Lo stesso nel caso in cui diversi adempimenti siano previsti a livello locale, imponendo lo scambio di dati e informazioni per velocizzare le pratiche.

Sempre legato alla tracciabilità, il Libro Bianco affronta il problema del Free-Riding, ovvero i venditori online che non soddisfano gli obblighi ambientali, amministrativi e finanziari di Responsabilità Estesa del Produttore, attraverso misure di sanzione e controllo per contrastare i flussi paralleli di Raee. Si legge nel libro Bianco: “Obbligo per i venditori e le piattaforme di vendita online di dichiarare l’avvenuto versamento del contributo ambientale sui singoli beni; migliore regolazione degli obblighi di ritiro secondo la pratica dell’Uno contro Uno per gli operatori e le piattaforme online che vendono prodotti a distanza”.

Economia circolare. L’importanza strategica dei Raee
Andrea Fluttero

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Informare i cittadini per una buona differenziata dei Raee

Come in tutti gli ambiti della raccolta differenziata, a fare la differenza restano soprattutto i comportamenti dei singoli cittadini. Quindi il successo o meno, oltre alle semplificazioni e razionalizzazioni normative, che sicuramente sono fondamentali, dipende da una corretta comunicazione rivolta alle persone. Se alcune Regioni come la Valle d’Aosta in tema di raccolta Raee superano gli standard europei e altre sono in difficoltà, significa che c’è spazio per informare e migliorare. Non tutti sanno, ad esempio, che lo smartphone può essere consegnato direttamente al rivenditore per lo smaltimento.

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