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venerdì, Aprile 19, 2024

Design riparabile, 5 idee per scegliere oggetti di arredo con una vita (quasi) eterna

Tornano i nostri “Oscar del design circolare”, l’appuntamento con i migliori suggerimenti per aprirsi al mondo del design e dell’arredo in chiave circolare e sostenibile. Oggi scopriamo 5 idee per scegliere oggetti che siano riparabili e, dunque, con una lunga vita

Maurita Cardone
Maurita Cardone
Giornalista freelance, pr e organizzatrice culturale, ha lavorato per diverse testate tra cui Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia. Abruzzese trapiantata a New York dove è stata vicedirettore di una testata italiana online, attualmente è corrispondente dagli USA per Artribune oltre a collaborare con diversi media italiani e non. Si occupa di temi sociali e culturali con particolare attenzione alle intersezioni tra arte e attivismo.

Progettare per la circolarità significa tante cose. Lo ricordiamo spesso qui su EconomiaCircolare.com. Quando si parla di design, circolare può voler dire creare da rifiuti, rigenerare componenti, progettare per evitare l’obsolescenza programmata, ma anche comprare usato, scambiare o affittare. Insomma, le possibilità sono infinite  e di questa varietà abbiamo provato a tenere conto quando vi abbiamo proposto i nostri oscar della circolarità

Un po’ alla volta stiamo esplorando ognuna di queste categorie. Una delle cose cruciali è che i nostri oggetti siano riparabili e che quindi la loro vita non finisca quando si rompe una parte dell’oggetto ma che quella parte possa essere sostituita, riparata eccetera.

Vediamo allora quali sono le opzioni a disposizione del consumatore che voglia assicurarsi di mettersi in casa oggetti che non debbano finire nella spazzatura al primo problema. 

Se il divano cambia pelle: Costume di Magis

Un divano completamente modulare, facile da riparare, trasformare e riciclare a fine vita. Progettato dal designer tedesco Stefan Diez per Magis, il divano Costume è costituito da diversi elementi modulari, assemblati senza l’uso di colle, che possono essere combinati in diverse configurazioni, seguendo le semplici istruzioni fornite sul manuale del prodotto: sedute, ottomane e braccioli sono unità singole che si agganciano tra di loro grazie a un particolare sistema ad incastro che utilizza elementi di connessione appositamente studiati dal designer. I singoli elementi possono essere acquistati separatamente per modificare o ampliare il divano. La struttura è in polietilene riciclato e riciclabile. Completamente sfoderabile grazie ai passanti elastici agganciati al fondo, il divano può cambiare pelle ogni volta che lo si desidera. 

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Foto: Magis

Leggi anche: Arredare circolare, la top 5 dei mobili usati dal vintage al design

Luce eterna: Oplight di Flos

Anche Flos, l’iconico marchio di illuminazioni made in Italy, ha raccolto la sfida della circolarità e, con Oplight, propone una lampada pensata per consumare poco e durare nel tempo. Progettata dal designer inglese Jasper Morrison, Oplight è un’applique composta da una placca di alluminio pressofuso e da un diffusore in policarbonato, i cui componenti sono assemblati senza l’utilizzo di colle, rendendola quindi facile da smontare e riparare, nonché da riciclare una volta arrivata a fine vita. Ma la fine vita potrebbe non arrivare mai per questa lampada, perché ha all’interno una scheda led a basso consumo che, a differenza della maggior parte delle illuminazioni in commercio, non è incollata al dissipatore e può così essere facilmente sostituita, garantendo a Oplight una vita potenzialmente eterna. 

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Foto: Flos

Leggi anche: Arredare senza lasciare traccia: cinque oggetti di design che non diventeranno mai rifiuti

Componi il tuo giardino: Lafuma Mobilier

Per quelli di noi che hanno la fortuna di avere un terrazzo o un giardino, arredare significa anche trovare mobili in grado di resistere ai fenomeni atmosferici. Ma resistenza non deve significare rinunciare alla durabilità e alla circolarità, anzi: proprio dove i mobili si rovinano di più è necessario trovare soluzioni che ne prolunghino la vita. Ci pensa Lafuma Mobilier che, come si legge sul sito internet dell’azienda, “si adopera per contrastare l’obsolescenza programmata e la cultura dell’usa e getta”. Le sedie a sdraio, i lettini e le poltrone da giardino di questo marchio francese sono realizzati con tele facilmente estraibili e sostituibili con i tanti modelli disponibili online, a prezzi contenuti (un altro aspetto importante per l’azienda). L’azienda offre anche una vasta scelta di parti di ricambio che consente di sostituire o aggiungere braccioli, poggia piedi, cerniere, ruote, lacci e connettori: sul sito web, tutte le istruzioni per una facile e rapida sostituzione.

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Foto: Lafuma Mobilier

Leggi anche: Arredare con i rifiuti: la top 5 del design da materiali di scarto

Riparare è un gioco: Playwood

Il segreto della riparabilità è la modularità. Più modulari sono i componenti degli oggetti che entrano nelle nostre case più quegli oggetti saranno longevi. Su questo semplice principio si basa l’idea dietro Playwood che consente a chiunque di diventare designer e costruire mobili completamente personalizzati grazie a un innovativo sistema di assemblaggio e a decine di tutorial. Il concetto è semplice: se connessi nel modo giusto, i pannelli in compensato sono tutto quello che serve per creare qualsiasi pezzo di arredamento. Ispirandosi al mondo dei giochi e delle costruzioni, l’italiana Playwood ha così brevettato un connettore che consente di assemblare pannelli in decine di configurazioni, trasformandoli in tavoli, sedute, scaffali e tanto altro. Potenzialmente modificabili all’infinito questi mobili sono altrettanto facili da smontare e, quando non servono più, tornano ad essere niente più che una pila di pannelli di compensato e giunture in plastica, facilmente riutilizzabili per nuovi progetti. Tutto quello che serve, è un po’ di fantasia. In mancanza della quale, tuttavia, si possono seguire le indicazioni di uno dei tanti manuali presenti sul sito web dell’azienda.

Per fare un tavolo ci vuole un libro: How to repair everything

Se è vero che le aziende possono (e devono) fare tanto per rendere più riparabili i propri prodotti, è anche vero che i consumatori possono giocare un ruolo da protagonisti nella rivoluzione della riparabilità. Come? Imparando a riparare tutto il riparabile. Per questo abbiamo voluto inserire in questa lista anche un libro, un manuale che insegna a riparare oggetti di uso quotidiano. How to repair everything: a green guide to fixing stuff dell’autore inglese Nick Harper é una guida ricca di istruzioni che insegna a riparare arredi e piccoli elettrodomestici di ogni genere, dal microonde al tostapane, dalla TV al WC. Se in inglese a scuola avevate 3, esiste anche un’opzione nostrana, seppure con un focus più specifico, Riparare (quasi) ogni cosa. Come aggiustare gli oggetti di uso quotidiano con l’elettronica e la stampa 3D di Paolo Aliverti: da qualche parte bisogna pur iniziare! 

Leggi anche: Riparabile, rigenerato e usato: i nostri Oscar del design circolare

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