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mercoledì, Aprile 17, 2024

Rivoluzioni e mondi al rovescio: lo Sponz Festival dell’Alta Irpinia che rende fertile la Terra

"Come li Pacci" (come i pazzi) è il titolo dell’ultima edizione del Sponz Festival, il festival dedicato alle aree interne che si terrà dal 20 al 27 agosto nell’Alta Irpinia, sotto la cura artistica del musicista Vinicio Capossela

Carlotta Indiano
Carlotta Indiano
Classe ‘93. Giornalista freelance. Laureata in Cooperazione e Sviluppo e diplomata alla Scuola di Giornalismo della Fondazione Basso a Roma. Si occupa di ambiente ed energia. Il suo lavoro è basato su un approccio intersezionale, femminista e decoloniale. Scrive per IrpiMedia e collabora con altre testate.

Come li Pacci è la storpiatura dialettale di come i pazzi, espressione che sta a indicare “chi non sta in senno, chi non trova dimora, chi esce fuori di sé, chi si agita di qua e di là”. Di fronte alla ragionevolezza che conduce alla violenza, alla guerra e allo sfruttamento, Vinicio Capossela – artista, musicista e direttore dello Sponz festival da ormai dieci anni –  contrappone la follia di chi le sbandate gli fanno la rotta, una follia d’amore, pazzia salvifica.

Lo Sponz si tiene ogni anno nell’Alta Irpinia, una regione a nord est della Campania, disseminato tra i comuni Sant’Andrea di Conza, Andretta, Aquilonia e Calitri. Anche quest’anno sarà un festival itinerante. Si parte dall’episcopio di Sant’Andrea di Conza con uno spettacolo d’apertura sul tema della follia e del disagio psichico. Il giorno seguente si arriverà ad Andretta per il concerto di swing indiavolato e poi ad Aquilonia con un tributo al poeta narratore Rocco Scotellaro nel centenario della sua nascita.

Pacci si ma cionna no, scrivono gli organizzatori del festival. Gli ultimi giorni si arriverà infatti a Calitri, per celebrare i dieci anni di comunità e poi ascendere al monte Montecanto e “cadere a terra sponzati come baccalà” dopo 48 ore di balli e musica. Un vero e proprio baccanale.

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Per Capossela lo Sponz Festival è “‘un’idea del mondo”

Ed è proprio al “paese invisibile” di Scotellaro che è dedicato questo festival. In quell’agglomerato di luoghi interni che Manlio Rossi Doria definì “terre dell’osso” in contrapposizione “alla polpa delle coste e delle pianure urbanizzate”, dove dal 2013 si cerca di riempire i vuoti della aree interne reinventado risorse.

Per il fondatore e direttore artistico quella dello Sponz è una comunità “non geograficamente localizzata che cerca di farsi laboratorio di un’idea del mondo vicina a quella che si vorrebbe”. Dal 20 al 27 agosto, per una settimana intera, si festeggia in maniera folle, sovvertendo l’ordine garantito. Il sovvertimento è il principio di tutte le feste dei folli ed è il principio che muove anche lo Sponz, è la cura dei luoghi attraverso l’incontro e la rigenerazione.

La crisi del modello urbano e il ripensamento degli insediamenti necessitano, infatti,  anche di momenti di festa: disseminare, nel senso di spargere e rendere di nuovo fertile la terra. L’intento condiviso dal direttore artistico è di creare “le condizioni affinchè le persone abbiano l’opportunità di scegliere di rimanere, di ritornare o anche di arrivare per la prima volta in un territorio che solitamente è visto come un luogo da cui partire”.

Nello speciale “Padiglione Irpinia”, un luogo definito dagli organizzatori “più mentale che fisico”, curato da Mariangela Capossela, si indagherà il disagio mentale e la cura in omaggio allo psichiatra campano Sergio Piro che introdusse nello spazio ospedialiero un luogo di socializzazione e ricreazione.

A Montecanto, nei pressi di Calitri, invece, sarà possibile campeggiare gratuitamente per tutta la durata del festival. Il programmato è finanziato dalla Regione Campania (fondi POC 2014-2020) attraverso la Scabec – Società Campana Beni Culturali, lo Sponz Fest è prodotto dall’Associazione Sponziamoci, La Cupa e International Music and Arts (IMARTS), in collaborazione con i Comuni di Andretta, Aquilonia, Calitri e Sant’Andrea di Conza.

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