La matita piantabile contrasta il falso green con l’aiuto dell’AI

L’azienda danese SproutWorld dichiara di aver ridotto del 36% le contraffazioni individuate sui marketplace e del 24% i venditori di prodotti falsi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Confermando che le imitazioni possono riguardare anche la promessa ambientale associata a un prodotto

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Redazione EconomiaCircolare.com

Una promessa ambientale può essere contraffatta proprio come un logo o come il design di un prodotto. Sui marketplace globali, infatti, si replicano anche immagini e parole utilizzate per raccontare gli impegni verso la sostenibilità ambientale, inducendo chi acquista a credere di scegliere l’originale. È il problema sollevato da SproutWorld, impresa danese conosciuta per la matita che, una volta diventata troppo corta, si può piantare nel terreno grazie a una capsula contenente semi.

Secondo l’azienda, tra il primo trimestre del 2025 e lo stesso periodo del 2026, le inserzioni relative a prodotti contraffatti individuate online sono diminuite del 36%, mentre i venditori di falsi si sono ridotti del 24%: risultati frutto di un’attività continuativa di monitoraggio e segnalazione, supportata da strumenti di intelligenza artificiale.

Da un progetto del MIT al mercato globale

La matita pisprout matita semiantabile fu sviluppata all’inizio dello scorso decennio da un gruppo di studenti del Massachusetts Institute of Technology e presentata attraverso una campagna di crowdfunding. Michael Stausholm, che avrebbe poi fondato SproutWorld, acquisì prima i diritti di distribuzione europei e successivamente il brevetto e i diritti globali, industrializzando e portando su larga scala il progetto.

La società dichiara di aver venduto più di 90 milioni di matite e di aver protetto i propri strumenti di scrittura piantabili in numerosi mercati. Proprio il successo commerciale, soprattutto nel settore degli articoli promozionali personalizzati, ha aumentato l’esposizione alle imitazioni.

Dal 2020 SproutWorld utilizza un servizio di brand protection che analizza automaticamente immagini, descrizioni, marchi e schemi ricorrenti nelle inserzioni pubblicate su piattaforme come Amazon, Etsy e Facebook. Il sistema segnala i casi sospetti, sui quali devono poi intervenire le procedure di verifica, notifica e rimozione previste dai marketplace. “L’AI non ha eliminato i contraffattori, ma ci ha permesso di lavorare in modo molto più sistematico”, sostiene Michael Stausholm, Founder e CEO di SproutWorld. Nel caso dei prodotti presentati come sostenibili, spiega Stausholm, la contraffazione può produrre un danno ulteriore: il consumatore che acquista inconsapevolmente il “falso” potrebbe attribuire all’idea originale il cattivo funzionamento del prodotto contraffatto.

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Quando si copia (e male) anche l’impegno ambientale

 Il partner tecnologico dell’azienda delle matite piantabili riferisce di aver contribuito alla rimozione di oltre 7.000 violazioni da 690 domini e alla segnalazione di 1.982 soggetti. SproutWorld racconta di aver riscontrato imitazioni contenenti capsule di plastica non piantabili, semi incapaci di germogliare e, in alcuni casi, capsule contaminate. Il rischio è che materiali, colle, inchiostri e semi immessi sul mercato senza controlli possano non rispettare gli stessi requisiti dell’originale, mentre l’introduzione di sementi non conformi alle normative locali può avere conseguenze anche per la tutela fitosanitaria.

Il quadro più generale conferma le dimensioni del fenomeno. Nel 2024 le autorità hanno fermato alle frontiere e nel mercato interno dell’Unione oltre 112 milioni di articoli contraffatti, per un valore stimato di 3,8 miliardi di euro. Il 13% degli europei dichiara inoltre di avere acquistato intenzionalmente prodotti falsi, percentuale che sale al 26% tra i consumatori dai 15 ai 24 anni.

In Europa il Digital Services Act impone ai marketplace meccanismi accessibili per segnalare prodotti illegali, obblighi sulla tracciabilità dei venditori e, per le piattaforme più grandi, la valutazione e la mitigazione dei rischi sistemici legati anche alla vendita di merci contraffatte o non sicure.

La marcia in più della piantabile “originale”

Ma qual è il “valore aggiunto” ambientale del prodotto di SproutWorld? Per le matite destinate al mercato europeo, l’azienda dichiara l’impiego di legno certificato FSC, grafite e argilla, colla vegana e una capsula biodegradabile contenente semi non geneticamente modificati. La produzione principale si svolge in Polonia e i prodotti risultano conformi alla norma EN 71-3 sulla migrazione di determinati elementi, applicata alla sicurezza dei giocattoli. I semi utilizzati per la produzione europea, spiega l’azienda, provengono da fornitori europei; per le spedizioni fuori dall’Europa SproutWorld dichiara di verificare le regole fitosanitarie applicabili nei diversi Paesi.

L’impresa danese ha inoltre commissionato una valutazione del ciclo di vita della matita, sviluppata secondo gli standard ISO 14040 e 14044. Lo studio stima in circa 3,64 grammi di CO₂ equivalente l’impatto climatico della produzione di una matita e individua nel trasporto e negli imballaggi le componenti più rilevanti. La LCA misura l’impatto del prodotto, ma non presenta confronti con una matita tradizionale: non permette quindi, da sola, di concludere che la matita piantabile sia sempre ambientalmente preferibile rispetto alle alternative.

La germinazione del seme contenuto nella parte che resta nella fase di fine vita delle matite, poi, dipende dalla conservazione dei semi, dalle condizioni climatiche, dal terreno e dal comportamento dell’utilizzatore. Il valore del prodotto è dunque in parte materiale e in parte educativo: rende visibile il tema del fine vita e stimola un gesto di cura.

Sul piano aziendale, il “climate report” relativo al 2024 quantifica emissioni complessive per 166,1 tonnellate di CO₂ equivalente, il 36% in meno rispetto all’anno base 2021. Oltre l’81% deriva dall’acquisto di beni e servizi, compresa la fabbricazione dei prodotti. Un impegno di misurazione e trasparenza, con risultato tangibili e ancora tanti progressi da compiere, sopratutto lungo la catena di fornitura. Progressi che, senza la minaccia della concorrenza sleale di chi propone sul mercato matite di dubbi provenienza, saranno sicuramente più a portata di mano.

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