Non è ancora chiaro di quanto, ma il contributo ambientale per gli imballaggi in plastica (la somma che i produttori versano per garantirne la corretta gestione a fine vita) aumenterà, per tutte le categorie di imballaggi plastici. Il motivo di questo aumento è la crisi in cui versa il settore del riciclo. Lo ha fatto sapere una nota CONAI, il consorzio nazionale imballaggi.
Le forti criticità della filiera
La nota racconta di “forti criticità di natura sovranazionale” dalla fine del 2025; di una “significativa riduzione dei ricavi da vendita all’asta dei materiali selezionati, fra cui l’HDPE e il PET, e dai maggiori costi di avvio a riciclo per gli altri flussi”.
Le cause di questa congiuntura negativa sono “la crescente concorrenza delle materie plastiche vergini e riciclate provenienti da Paesi extra-UE” che determina la riduzione dei mercati di sbocco per le plastiche riciclate; e “l’aumento dei costi operativi, con un impatto rilevante sull’equilibrio economico del sistema”.
In questo contesto il Consiglio di amministrazione CONAI si è confrontato con il consorzio COREPLA, entrambi coinvolti negli ultimi mesi nel tavolo di crisi attivato presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per “assicurare la continuità della raccolta differenziata e di contribuire alla definizione di soluzioni strutturali per il rilancio dei mercati delle plastiche riciclate.
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Nuove stime da definire, con la certezza del rialzo
I consorzi confermano dunque la crisi che i lettori di EconomiaCircolare.com conoscono bene, e fanno sapere che CONAI “sta elaborando nuove stime di fabbisogno per il 2026 finalizzate a garantire la sostenibilità e la continuità del sistema consortile”. I frutti dell’elaborazione arriveranno questo mese, durante la prossima riunione del Consiglio di amministrazione CONAI. Ma quel che è certo è che “è necessario intervenire con un aumento dei valori del Contributo Ambientale CONAI (CAC) per gli imballaggi in plastica, con decorrenza dal 1° luglio 2026”. Inoltre le rimodulazioni al rialzo “riguarderanno tutte le fasce contributive”.
I costi aggiuntivi, ovviamente, arriveranno poi al consumatore finale degli imballaggi e dei prodotti imballati.
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