Deposito su cauzione, al via i lavori in Commissione ambiente della Camera

Domani, mercoledì 15 luglio, si apre la discussione sulle tre proposte di legge per l’istituzione anche in Italia di un sistema di deposito su cauzione (DRS). “Fare presto”, auspicano le prime firmatarie PD e M5S. Il relatore Milani (FdI): “Partire subito, magari con attuazione progressiva”

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Deposito su cauzione: si parte. La Commissione ambiente della Camera dei deputati inizia infatti domani (mercoledì14 lugio) i lavori per introdurre anche in Italia un sistema di deposito cauzionale per imballaggi monouso per bevande (DRS-Deposit Return System). Come EconomiaCircolare.com ha raccontato, ad oggi sono state presentate tre proposte di legge a riguardo. Una targata PD (“Istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero”) presentata da Silvia RoggianiEleonora Evi e altri; una seconda presentata da Ilaria Fontana, Sergio Costa, Patty L’Abbate (M5S) (“Delega al Governo per l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale e restituzione dei contenitori monouso per bevande”). Una terza (Modifica dell’articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernente i sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale e restituzione per specifiche tipologie di imballaggi“) arriva dalla maggioranza e porta la firma di Massimo Milani e Fabio Rampelli (FdI).

Proprio Milani, segretario della Commissione ambiente, sarà relatore sulle proposte: “Avevo promesso in più occasioni pubbliche che avrei portato avanti questa proposta di legge sul deposito cauzionale ed eccoci qui”, dice ad EconomiaCircolare.com: “Con qualche giorno di ritardo sul previsto, ma finalmente iniziamo”.

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Sostegno bipartisan

Mentre la proposta Milani-Rampelli interviene direttamente sul Testo unico ambiente, le prime due propongono invece di delegare il governo ad adottare specifiche norme per istituire un sistema di deposito cauzionale. Ma, al di là delle differenze di approccio, il tema del DRS è ormai patrimonio comune non solo della società civile, che lo sostiene e ne chiede da tempo l’istituzione in Italia, ma anche dei partiti di maggioranza e opposizione.

“Dobbiamo guardare alle nazioni Europee, come la Norvegia e la Germania, dove il sistema di deposito cauzionale è una realtà consolidata, che hanno tassi di raccolta vicini al 100%, proprio grazie alla formula del deposito cauzionale”, ha sollecitato Rampelli, firmatario di una delle proposte e vicepresidente della Camera, durante il convegno Il sistema di deposito cauzionale in Italia: prospettive legislative e attuazione” (maggio scorso). “Già 19 paesi europei si sono dotati del DRS e da qui a pochi mesi arriveremo a 21. È arrivato il momento in cui anche l’Italia se ne doti”, ha sottolineato l’altro vicepresidente, Sergio Costa, anche lui tra i firmatari di una proposta: “Mi piace ricordare che paesi come Norvegia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lituania, Croazia, Germania, grazie al sistema del deposito cauzionale superano il 90% della raccolta. Quindi vuol dire che funziona”.

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I tempi

La Commissione ambiente della Camera è il luogo dove avverrà il confronto tra deputati e deputate sulle diverse soluzioni proposte, accompagnato dalle audizioni dei portatori di interesse che, fa sapere Milani, partiranno tra circa due settimane: “Lo decideremo in Ufficio di Presidenza mercoledì, ma dando almeno tre giorni per indicare chi audire, poi la decisione sulla lista delle proposte e poi il tempo per la convocazione, sicuramente non partiranno prima della settimana del 27 luglio”.

Se è nota la data di partenza dei lavori (domani, appunto), altrettanto non si può dire della loro conclusione. “Sappiamo che la complessità dell’iter parlamentare potrebbe non esaurirsi entro questa legislatura – ha detto Rampelli, facendo riferimento alla tempistica per l’approvazione, tra audizioni, lavori in Commissione, approvazione in aula, e poi lo stesso iter replicato al Senato, senza considerare eventuali modifiche e ritorno del testo alla Camera-. Tuttavia la cogenza e l’urgenza dei vincoli europei renderanno queste proposte di legge il punto di partenza obbligato e imprescindibile”. Auspicando, aggiungeva, l’approvazione “per questa legislatura, ci auguriamo, o per la prossima”. La stessa urgenza è avvertita dall’altro vicepresidente della Camera, Costa: “Immagino l’iter come una cosa da chiudere entro fine legislatura o di aprire e chiudere all’inizio della prossima”.

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Plauso e auspici delle firmatarie: “Approvare entro fine legislatura”

Plaude all’avvio dei lavori Silvia Roggiani (PD): “Bene la calendarizzazione che ci aspettavamo da tempo perché il tempo stringe”, dice a EconomiaCircolare.com. Ma la calendarizzazione e le successive audizioni (“perché siano coinvolti tutti gli attori che poi dovranno realizzare e rendere possibile il DRS”) sono solo il primo passo: sarà anche necessario “stabilire insieme dei tempi che ci portino all’approvazione sia alla Camera che al Senato entro la legislatura. Altrimenti sarebbe uno specchietto per le allodole, quando invece abbiamo davvero necessità di un sistema di deposito cauzionale per raggiungere gli obiettivi che ci siamo in Europa”.

“Finalmente qualcosa inizia a muoversi”, commenta Eleonora Evi (PD): “Mi auguro che ora non si perda troppo tempo, che si proceda con un ciclo di audizioni per ragionare sulle convergenze possibili sulle proposte già depositate, con l’auspicio di chiudere questo lavoro prima della fine della legislatura. Il tempo stringe”.

“Si apre finalmente un percorso parlamentare atteso da tempo su uno strumento che può contribuire in maniera concreta a rafforzare l’economia circolare e a migliorare la qualità del riciclo nel nostro Paese”: così Ilaria Fontana (M5S). L’obiettivo – per raggiungere il quale garantisce “un contributo serio e costruttivo” – è “arrivare ad una disciplina efficace, con regole chiare, semplici da applicare e facilmente comprensibili per i cittadini e per gli operatori economici”. Per questo si augura “che il confronto parlamentare si svolga nel merito, valorizzando le esperienze positive già consolidate in molti paesi europei e mettendo al centro l’interesse generale”.

Secondo Massimo Milani (FdI), firmatario di una proposta e relatore in Commissione, “il dibattito in commissione credo sarà utile per far capire quanto sia necessario partire subito con l’introduzione di un DRS in Italia, magari con un atterraggio morbido, nel senso con attuazione progressiva. Ma prima iniziamo a confrontarci, nella sede giusta che è il parlamento, prima arriverà il messaggio di responsabilizzazione ai cittadini e al mondo produttivo coinvolto. Visto che ormai non dobbiamo più confrontarci sul ‘se’ introdurre questa riforma, ma sul ‘come’”.

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