Acquario: dove si butta? Filtri, accessori e… il pesce rosso? Come gestire lo smaltimento senza inquinare

Facile appassionarsi a un acquario, meno facile poi smaltirlo. O no? La gestione del "fine vita" di un acquario e di tutti i suoi componenti è un aspetto spesso trascurato dell'acquariofilia consapevole. Questa guida nasce per fare luce su ogni dubbio, un manuale pratico per un'acquariofilia davvero circolare

Ludovica Nati
Ludovica Nati
Social media manager, copywriter, blogger e fotografa paesaggista. Collabora con diverse realtà i cui ambiti spaziano dalla sostenibilità ambientale alla medicina, dalla promozione territoriale e turistica alle aziende di servizi o di trasporti. Digital strategy, gestione social, redazione di testi SEO, copywriting, consulenza 2.0 e creazione di contenuti fotografici e grafici sono i suoi principali ambiti di competenza. Fa parte del network di Eco Connection Media

29È una finestra su un mondo sommerso, un ecosistema vivo che pulsa nel nostro salotto, un angolo di natura che regala calma e meraviglia. L’acquario è molto più di un semplice oggetto d’arredo; è un hobby che coinvolge, educa e appassiona milioni di italiani. Ma come ogni passione, porta con sé una responsabilità che va oltre la cura quotidiana dei suoi abitanti. Cosa succede quando un filtro si rompe, una lampada si fulmina o, tristemente, un pesciolino conclude il suo ciclo vitale?

La gestione del “fine vita” di un acquario e di tutti i suoi componenti è un aspetto spesso trascurato dell’acquariofilia consapevole. Ogni scelta, dal conferimento di una bottiglia di biocondizionatore a quello di un vecchio acquario, ha un impatto ambientale. Imparare a smaltire ogni rifiuto nel modo corretto è un gesto di coerenza che trasforma la nostra passione in un’azione fondamentale per la tutela degli ecosistemi, quelli fuori dalle mura della nostra casa. Questa guida nasce per fare luce su ogni dubbio, un manuale pratico per un’acquariofilia davvero circolare.

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L’acquario rotto o inutilizzato: un rifiuto speciale, non un vetro qualunque

La prima, grande domanda: dove si butta un acquario? L’istinto potrebbe suggerire la campana del vetro, ma è un errore grave. Il vetro di un acquario non è un imballaggio (come una bottiglia o un vasetto) e ha una composizione chimica diversa, spesso accoppiato a silicone e parti in plastica che lo rendono inadatto al processo di riciclo del vetro da imballaggio.

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Fonte: Canva
  • Prima regola: il riuso. Se l’acquario è ancora integro ma non lo si vuole più, la soluzione migliore è sempre quella di allungargli la vita. Regalarlo, venderlo o donarlo ad associazioni o scuole è la scelta più sostenibile. Esistono numerosi forum di acquariofili e gruppi sui social network perfetti per questo scopo.
  • Se è rotto o inutilizzabile: l’acquario è considerato un rifiuto ingombrante. Non va mai abbandonato vicino ai cassonetti. La procedura corretta prevede di portarlo presso l’isola ecologica (o centro di raccolta) comunale, dove verrà smistato correttamente. In alternativa, molti Comuni offrono un servizio di ritiro a domicilio su prenotazione per i rifiuti ingombranti.

Pompe e luci: l’importanza di smaltire i RAEE acquatici

Il cuore tecnologico di ogni acquario è composto da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Termoriscaldatori, pompe di movimento, aeratori e sistemi di illuminazione (siano essi neon o moderni LED) sono a tutti gli effetti dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Questi rifiuti non devono mai finire nel sacco dell’indifferenziato, poiché contengono sostanze inquinanti e materiali preziosi che possono essere recuperati. Come si smaltiscono?

    1. Isola ecologica: è la destinazione principale. Tutti i centri di raccolta dispongono di appositi contenitori per le diverse categorie di RAEE.
    2. Ritiro “Uno contro Uno”: quando si acquista un nuovo apparecchio (ad esempio una nuova pompa), il negoziante è obbligato per legge a ritirare gratuitamente quello vecchio, purché sia di tipo equivalente. Questo vale sia per gli acquisti in negozi fisici che online. Per maggiori informazioni, è utile consultare il sito del Centro di Coordinamento RAEE.

Packaging e consumabili: un puzzle tra carta, plastica e indifferenziato

La gestione quotidiana dell’acquario produce una serie di imballaggi e materiali di consumo che richiedono attenzione.

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Fonte: Canva
  • Contenitori del cibo e dei prodotti: i barattoli in plastica del mangime o i flaconi di fertilizzanti e biocondizionatori, una volta svuotati, vanno conferiti nella raccolta della plastica. Le scatole in cartone vanno invece nella carta. Le bustine, se presente la corretta indicazione, vanno gettate nella plastica, diversamente sono destinate al secco indifferenziato. La regola d’oro è sempre controllare le indicazioni di smaltimento riportate sulla confezione e dal proprio Comune.
  • Materiali filtranti: spugne, lana di perlon e carboni attivi, una volta esaurita la loro funzione, sono saturi di materiale organico e non riciclabili. Vanno quindi gettati nel secco indifferenziato. I cannolicchi in ceramica o altri supporti biologici, essendo materiali inerti, seguono la stessa sorte per piccole quantità.
  • Decorazioni e fondale: le decorazioni in plastica o resina, se piccole, vanno nell’indifferenziato. Se di grandi dimensioni, vanno portate all’isola ecologica come “plastica dura”. Il fondale (ghiaia, sabbia), essendo un materiale inerte, non è riciclabile. Piccole quantità possono essere smaltite nell’indifferenziato, ma in caso di un disallestimento completo dell’acquario, va portato all’isola ecologica e conferito nella sezione dei materiali inerti/edili.

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Il ciclo della vita: gestire acqua, piante e il pesciolino morto

Questo è l’aspetto più delicato, ma fondamentale per un comportamento responsabile.

  • Acqua dei cambi: l’acqua rimossa durante i cambi parziali può essere tranquillamente versata negli scarichi domestici (WC o lavandino). Se non sono stati usati medicinali, è anche un ottimo fertilizzante naturale per le piante di casa, grazie al suo contenuto di nitrati e fosfati.
  • Piante acquatiche: le potature delle piante o le piante morte sono a tutti gli effetti rifiuto organico. Vanno quindi conferite nel bidone dell’umido.
  • Il pesciolino morto: è un errore comune ma dannoso gettarlo nel WC. Questa pratica comporta il rischio di introdurre eventuali agenti patogeni nell’ambiente e nelle reti idriche. La procedura corretta e più sicura per i pesci di piccola/media taglia è gettarli nel contenitore dell’umido (ma non nella compostiera domestica). Per pesci di dimensioni maggiori (prendiamo ad es. la dimensione media di un criceto come riferimento), o in caso di dubbi, è consigliabile contattare il proprio veterinario, che può indicare le corrette procedure di smaltimento. Un’alternativa, per chi dispone di un giardino, è la sepoltura, avendo cura di scavare una buca sufficientemente profonda e rispettare alcune accortezze come il seppellirlo lontano dall’orto o da alberi da frutto. Anche in questo caso, verificare le indicazioni del proprio comune è fondamentale per capire come procedere nel modo corretto.

Essere un acquariofilo consapevole oggi significa guardare oltre il vetro della propria vasca, comprendendo che ogni piccolo gesto di corretta gestione dei rifiuti contribuisce a proteggere i grandi e fragili ecosistemi acquatici del nostro pianeta. Se avete ulteriori indicazioni da segnalare o dubbi non completamente sciolti da questo articolo, non esitate.

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