lunedì, Ottobre 26, 2020

A ZAGAROLO MERCATO CONTADINO, LUOGO DI RIUSO E CULTURA CONTADINA SOLIDALE

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com
[di Sabina Simeone]
Il Mercato contadino è aperto tutte le domeniche dell’anno e nella filiera corta unisce biodiversità autoctona, riuso di materie prime e no spreco alimentare


Sinossi

Nato grazie all’Associazione “Sviluppo e Territorio” del comune di Zagarolo dal 2011 per gestire un mercato agroalimentare a vendita diretta a km0 e a filiera corta, il Mercato contadino di Zagarolo è punto di incontro tra produttori e consumatori. Produzione diretta, anche bio, e acquisto consapevole di prodotti di alta qualità perché legati alla biodiversità autoctona: ortofrutticoli, prodotti di florovivaistica, vino e distillati, olio extravergine d’oliva, formaggi e latticini, carni e salumi, frutta secca, farine e pasta, pane e prodotti da forno, miele e altri prodotti derivati da apicoltura, conserve e specialità territoriali.
Ma la cultura contadina del riuso e del non spreco qui fermenta assai e porta a trasformazioni di prodotti e progetti che coinvolgono il territorio. “Scambio dei Semi”: varietà antiche recuperate dalla tradizione sono scambiate (e non vendute) in seme e in piccole piantine. “In corso d’opera XL” è il mercato dell’artigianato a filiera corta e vendita diretta a cadenza mensile dove si lavorano materiali grezzi e di recupero. “No spreco alimentare” è un progetto nato dall’esigenza di non sprecare il cibo a fine mercato e ridistribuirlo assieme al suo importante valore nutritivo alle persone in difficoltà.

Tutte le domeniche, pioggia o sole, a Zagarolo, nella provincia a sud est della capitale, il Mercato contadino aspetta i suoi visitatori. Non solo clienti, ma amici da salutare, persone affezionate al luogo, all’aria buona, allo spirito che anima i produttori e gli organizzatori del mercato.

Nato grazie all’Associazione “Sviluppo e Territorio” del comune di Zagarolo dal 2011 per gestire un mercato agroalimentare a vendita diretta a km0 e a filiera corta, con una convenzione tra il Comune di Zagarolo e la allora Provincia di Roma nell’ambito del progetto ColtiVendo, si trova nella Valle del Formale a Zagarolo, una verdissima piccola valle che costeggia lo sperone di tufo su cui è sorta in epoca medioevale la cittadina di Zagarolo, una valletta che si trova sulla Prenestina nuova che qui prende il nome di via di Valle del Formale.

Il Mercato contadino è aperto sempre: tutte le domeniche dell’anno (feste comandate escluse) dalle ore 8 alle 13.

La biodiversità autoctona

Nel mercato ci sono gli stand di diverse tipologie di prodotti e il requisito primo per essere qui è produrre, trasformare e realizzare la vendita diretta: produci e poi vendi. Ci sono sia prodotti bio sia convenzionali. Sono circa 30 i produttori presenti al mercato, di cui alcuni stagionali per forza di cose, provenienti dai territori limitrofi. I produttori hanno a disposizione anche una quota di prodotto non loro. Si sta molto attenti al 20% che può esulare dal prodotto locale: tutto a filiera corta, con eccezioni del 20%

Alcuni produttori vengono anche da Velletri dove è nato il primo mercato contadino di zona.

Lo scopo di questo mercato, secondo la Regione Lazio che dà l’indirizzo ai mercati agricoli, è proiettato allo sviluppo dell’agricoltura territoriale anche tramite la nascita di nuove aziende e il sostegno a quelle esistenti con la riconversione e la formazione.

Il caso di un allevatore di ovini di Zagarolo: invece di vendere quasi sottocosto tutto il latte ai produttori di formaggi, munge i propri animali e trasforma il latte in formaggi e li vende al Mercato contadino.

Esiste poi una attività legatissima alla biodiversità. Al Mercato contadino di Zagarolo avviene lo Scambio dei Semi. Varietà antiche, semi recuperati si scambiano (si scambiano, non si vendono, è importante) e si scambiano anche piccole piantine. In vendita poi ci sono alcune varietà antiche, recuperate dalla tradizione: è possibile comprare il Cavolo di Zagarolo, la nocciola dei Colli prenestini, il marrone di Labico, la roncoletta labicana (un particolare pisello con baccello a forma di roncola). Vengono realizzati spesso dei laboratori sulle erbe spontanee.

D’altronde la tutela della biodiversità agricola autoctona, indissolubilmente legata al patrimonio culturale e all’identità di un territorio, comporta la ricerca della ricchezza di proprietà nutritive e qualità altamente resistenti a fattori di stress quali malattie, funghi, insetti e cambiamenti climatici. Da qui l’offerta abbondante di prodotti locali, preferibilmente biologici, e di numerose colture, anche spontanee, dimenticate o a forte rischio di estinzione.

Il paniere dei prodotti disponibili include ortofrutticoli, prodotti di florovivaistica, vino e distillati, olio extravergine d’oliva, formaggi e latticini, carni e salumi, frutta secca, farine e pasta, pane e prodotti da forno, miele e altri prodotti derivati da apicoltura, conserve e specialità territoriali.

#zappachetipassa

La tendenza è il ritorno alla terra da parte delle persone, specie giovani: #zappachetipassa è uno slogan che si legge tra i banchi. E lo scrive un giovane produttore arrivato qui da Milano. Tornano alla terra i produttori, ma anche i consumatori.

Solitamente, si dice che sia più facile comprare e rivendere piuttosto che raccogliere e vendere: nel Mercato contadino esiste invece un controllo attento sulla vendita e sui produttori; una sorta di ispezione che coinvolge pure gli acquirenti. Il regolamento del Mercato contadino di Zagarolo è il disciplinare che regola queste ispezioni.

Come funziona? Esiste il comitato di controllo che svolge tutte le azioni necessarie. Viene effettuato un censimento a sorpresa sul banco scelto e il censimento riguarda varietà e quantità. Un agronomo al campo del produttore valuta se la terra del produttore possa produrre davvero la quantità dichiarata (e venduta).

Ma anche i consumatori sono coinvolti: sono organizzate visite nelle aziende dei produttori, insieme ai gruppi di acquisto del territorio. È distribuito un questionario, anche per valorizzare il prodotto. Ecco concretizzata l’attenzione dei consumatori: il consumatore verifica e dà il proprio contributo. In questo caso può essere portatore di buone pratiche, specie quelle osservate presso altri produttori, e di notizie. È come se alla fine il consumatore svolgesse il ruolo di ape impollinatrice.

I venditori sono i primi trasformatori: pane, pasta, vino, formaggi, farine, miele con propoli (a livello alimentare) e ancora saponi con olio, cera… Chi vende ha prima prodotto e trasformato, fino ad arrivare al prodotto in vendita.

Arrivano le materie prime seconde

Il Mercato contadino non è solo attività di trasformazione dei prodotti all’interno del mercato: sono frequentissime attività culturali, didattiche e dimostrative legate ai prodotti alimentari, tradizionali e artigianali del territorio rurale con la partecipazione di operatori commerciali e artigianali. Spesso sono organizzati corsi, dimostrazioni, ecc

E la seconda domenica di ogni mese (esclusi luglio e agosto) il Mercato contadino si allarga e ospita “In corso d’opera XL” mercato dell’artigianato a filiera corta e vendita diretta: si lavorano materiali grezzi e di recupero. Ci sono gioielli di carta, borse coi nastri dei VHS, pitture su porcellana, lavorazione di cuoio e pelli, lavorazioni su legno e funghi essiccati.

Luisa lavora il vetro e realizza vetrate artistiche, anche con materiali recuperati. È una delle responsabili del settore artigianale e spiega che In corso d’opera si chiama così perché “facciamo vedere il nostro lavoro, come realizziamo le nostre creazioni e nostri prodotti, li personalizziamo” mentre la sigla XL vuole testimoniare artigianato vero di qualità.

Si lavora anche su ordinazione: ogni stand è una vetrina del lavoro artigianale e il dialogo con gli acquirenti è costante. C’è la tessitura a telaio con fibre pregiate animali e vegetali, tra cui seta, cachemire, canapa… C’è l’impagliatore arrivato in Italia dall’Egitto, un ragazzo giovane che ha imparato qui il mestiere e vive di questo suo lavoro. Si realizzano piccoli laboratori e spettacoli pure con i bambini: “Sporchiamoci le mani!”

In corso d’opera XL esiste dal 2016 e lo gestiscono Luisa e Laura, Graziella e Sofia. Sono alla ricerca di artigiani del territorio, tramite internet o altre manifestazioni nel Lazio. Non sono hobbiste, ma vivono del loro lavoro di valenti artigiane e cercano artigiani per i quali l’artigianato di qualità sia il lavoro principale. Gli artigiani usufruiscono della loro postazione con una quota simbolica. Spesso le associazioni no-profit sono ospitate gratuitamente. La seconda domenica di questo giugno ad esempio sono stati ospitati i ragazzi di una casa-famiglia che hanno venduto i loro prodotti specificando ai visitatori il perché e il come sono lì.

Trasformiamo l’invenduto: No spreco alimentare

Un progetto importante nato nel Mercato contadino è il “No spreco alimentare”. Un progetto nato dall’esigenza di non sprecare il cibo a fine mercato. Risorsa che andrebbe altrimenti gettata nel secchio dell’immondizia o riutilizzata per gli animali domestici, ma perché perderne l’importante valore nutritivo che potrebbe essere distribuito alle persone in difficoltà?

Il progetto opera grazie ai volontari che aderiscono di volta in volta e coinvolge sul territorio le persone in stato di necessità che esse stesse lavorano per il progetto. Una virtuosa auto-organizzazione solidale.

Ecco come funziona. L’invenduto viene destinato alle famiglie o alle comunità in difficoltà che lo trasformano: lo puliscono, lo congelano, lo cucinano, rigorosamente seguendo corsi HACCP per la manipolazione degli alimenti, in laboratori di autoproduzione.

E viene servito, anche in eventi di raccolta fondi, chiaramente a contributo libero, come possono essere pranzi o cene solidali, magari a seguito di eventi culturali, presentazione di libri o altre manifestazioni. Questi eventi sono un vero momento di solidarietà collettiva dove sono addirittura bandite le stoviglie usa e getta: vige la norma “portatevi i cocci” e così i commensali sanno che devono portarsi le stoviglie da casa… No spreco, in tutti i sensi.

Il 100% del ricavato viene devoluto in beneficenza, considerando che le spese sono bassissime. Una parte – concordata con i beneficiari – del ricavato dell’evento viene ridistribuito tra tutti quelli che hanno organizzato e cucinato in “spesa sospesa”: i buoni-spesa sono ridistribuiti e il buono si spende al Mercato contadino.

Al progetto No spreco alimentare partecipano anche i commercianti e alcune istituzioni del territorio, non solo i produttori del Mercato contadino.

Il Mercato contadino di Zagarolo è certo anche social. Per seguire le sue attività, ecco due account Facebook “No Spreco Alimentare” e “Amici del Mercato contadino di Zagarolo”.

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