ANCI e Utilitalia: avviare tavolo permanente con regioni sulla crisi della plastica

“Un quarto della plastica raccolta resta invenduta”, affermano nella lettera inviata al Ministero dell’ambiente. Utilities e comuni chiedono l’istituzione di un “tavolo permanente di monitoraggio e coordinamento già nelle prossime settimane”. Lazio, Campania, Marche, Emilia-Romagna e Lombardia le regioni con problemi maggiori

EconomiaCircolare.com
EconomiaCircolare.com
Redazione EconomiaCircolare.com

Sale ancora il livello della crisi del riciclo e della raccolta differenziata della plastica. Sicuramente quanto alle istituzioni coinvolte. È di fine giugno (il 22, per l’esattezza) la lettera che ANCI e Utilitalia hanno scritto al ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin per segnalare l’”ulteriore incremento delle giacenze presso numerosi impianti di selezione e stoccaggio” e “il progressivo aggravarsi delle difficoltà lungo la filiera delle plastiche, con crescente preoccupazione sia tra le amministrazioni locali sia tra le aziende del settore”. E per chiedere non tanto un intervento normativo quanto un osservatorio permanente sulla crisi (quindi non un tavolo convocato periodicamente come quello già avviato al Ministero dell’ambiente-MASE) che coinvolga anche le regioni (come richiesto anche di recente dal Veneto).

Leggi anche lo SPECIALE Crisi della differenziata

“Imprese del riciclo essenziali per l’economia circolare”

Nella lettera (che EconomiaCircolare.com ha potuto consultare dopo l’ANSA ne ha dato notizia), Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente ANCI, e Luca Dal Fabbro, presidente Utilitalia, denunciano il “progressivo aggravarsi delle difficoltà lungo la filiera delle plastiche”. Sottolineando anche che non siamo di fronte ad una semplice crisi industriale: “La filiera del riciclo delle plastiche – si legge – rappresenta un elemento essenziale per il conseguimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di economia circolare, riduzione del conferimento in discarica, utilizzo efficiente delle risorse e sviluppo di un’industria del riciclo competitiva e sostenibile”. Secondo i firmatari, le difficoltà che il nostro magazine racconta da mesi meritano “particolare attenzione, non solo per gli effetti che possono produrre sull’intero sistema nazionale del riciclo, ma anche per le possibili ripercussioni sulla gestione dei rifiuti urbani e sulla continuità dei servizi pubblici locali”.

Leggi anche lo SPECIALE | Crisi del Riciclo

Campania, Lazio, Marche, Emilia-Romagna e Lombardia le regioni più a rischio

ANCI e Utilitalia riferiscono i risultati del monitoraggio presso i comuni e le aziende dei servizi di igiene urbana e della gestione dei rifiuti: monitoraggio che evidenzia “un ulteriore incremento delle giacenze presso numerosi impianti di selezione e stoccaggio distribuiti sul territorio nazionale, con situazioni di particolare tensione in diverse Regioni, tra cui Lazio, Campania, Marche, Emilia-Romagna e Lombardia”.

Mentre la raccolta differenziata della plastica continua a crescere – “(+3,8% nel 2025 e +4,5% nei primi mesi del 2026)” – non tutti gli imballaggi raccolti trovano sbocco sul mercato (perché l’economia circolare è pur sempre economia, e le imprese devono poter vendere i loro prodotti per continuare a lavorare): “Una quota rilevante del materiale selezionato – nell’ordine di un quarto del pressato disponibile (una volta raccolta nei centri comprensoriali e dopo una prima grossolana separazione, la plastica viene pressata e inviata ai centri di selezione, ndr) – non trova oggi collocazione sul mercato”. E la crisi non accenna a rientrare, avvertono ANCI e Utilitalia: “Il perdurare di tali condizioni rischia di estendere progressivamente le difficoltà anche alle altre Regioni”.

Leggi anche: Manzi (Utilitalia): “Prossimi alla saturazione degli impianti per la plastica. CONAI-COREPLA trovino soluzione”

“Serve un presidio stabile”

“Riteniamo – si legge ancora – che l’attuale fase richieda un presidio stabile di monitoraggio e coordinamento”. Per questo comuni e utilities propongono “l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga, oltre ai soggetti già presenti al tavolo nazionale, anche le Regioni maggiormente interessate dalle criticità in corso e le rappresentanze dei Comuni e dei gestori dei servizi pubblici locali. ANCI e Utilitalia confermano sin d’ora la piena disponibilità a collaborare”. Disponibilità che, fanno sapere i firmatari della missiva, non ha ancora ricevuto riscontri dal ministero.

Nonostante sia stato chiesto che l’avvio del tavolo avvenisse “già nelle prossime settimane (ricordiamo che la lettera è datata 22 giugno, ndr), così da accompagnare con tempestività la gestione dell’attuale fase e favorire la definizione di soluzioni condivise e strutturali per l’intera filiera”.

© Riproduzione riservata