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mercoledì, Settembre 22, 2021

L’architettura circolare in scena a Expo Dubai 2020

A causa della pandemia, l'edizione 2020 si svolgerà a ottobre di quest'anno nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. L'aspetto più interessante però è un altro, ovvero il focus che sarà concentrato su sostenibilita e innovazione. Ecco una lista dei Padiglioni più interessanti

Lucia Guarano
Giornalista e autrice, ha firmato per Round Robin editrice il romanzo-inchiesta: “La Guerra è finita”, candidato al premio Strega 2016. Ha collaborato con numerose testate internazionali (Al Jazeera English, Al Arabiya, The National, T- Qatar - The New York Times Style Magazine e Qatar Tribune) e nazionali (Giornalettismo, Huffington Post, Apcom). Ha tradotto dall’inglese il graphic novel “La Lucha” (Ed. Verso Books). Nel 2020 ha firmato, “Ilaria Alpi. Armi e veleni, le verità interrotte”, inchiesta a fumetti uscita in edicola, in allegato al Fatto Quotidiano.

“Connettere le menti per creare il futuro”. Sarà questo il tema centrale di Expo Dubai 2020 che, con un anno di ritardo a causa della pandemia, aprirà i battenti ad ottobre 2021 nell’Emirato arabo. Sostenibilità ed innovazione saranno le colonne portanti della mostra che, per la prima volta in questa edizione, vedrà la presenza di numerosi padiglioni ideati e costruiti secondo il modello di economia circolare. E dunque: ridurre, riutilizzare e riciclare.

L’eliminazione totale degli sprechi e la riduzione al minimo dei materiali usa e getta hanno ispirato molti degli edifici dei paesi partecipanti, veri e propri gioielli di rinnovamento e sostenibilità.

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Il Padiglione Italia: architettura che risponde e prende forma

Di questa sensibilità circolare ne è un esempio il padiglione italiano, costruito utilizzando anche bucce d’arancia essiccate e caffè macinato con alghe e plastica riciclata per rivestire e colorare muri e passerelle; elementi che saranno trasformati in compost o riciclati nuovamente, una volta terminato l’evento.

Il Padiglione Italia, modello per eccellenza di economia circolare, sarà un racconto della bellezza italiana in tutte le sue declinazioni: paesaggistica, architettonica, artistica, scientifica e manifatturiera.

Firmato da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria, l’edificio sarà un innovation hub con spazi espositivi e funzionali per tutte le iniziative: l’Anfiteatro, dedicato agli eventi, la Galleria, ideata per gli incontri istituzionali e il networking, l’Accademia, dedicata alle attività di edutainment, e lo Studio, situato nel cuore della visitor experience e destinato ad attività culturali e di formazione.

Il Padiglione sarà una grande installazione sperimentale sul tema Naturale Artificiale e i materiali del progetto includeranno materie organiche, di scarto alimentare e verdi.

“Tre barche che arrivano all’Expo e che diventano copertura e spazio per eventi e poi continuano a viaggiare e veleggiare per il mondo – ha spiegato Carlo Ratti – L’idea è di una architettura che risponde, che prende forma, e soprattutto circolare: niente si butta via, tutto si ricompone e crea nuovi spazi”.

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Il modello circolare a Expo 2020

Il Padiglione del Lussemburgo, ispirato al nastro di Mobius, sarà invece una forma infinita e non orientabile per simboleggiare apertura e dinamismo. Progettato dallo studio di architettura Metaform, è stato realizzato fondendo 170 tonnellate di scarti riciclati e, una volta terminato l’Expo, entrerà a far parte della futuristica smart city del Dubai District 2020.

Da non perdere poi la “Foresta del futuro”, un ecosistema artificiale e tecnologicamente avanzato, costruito con materiali organici e riciclati, all’interno del quale un gruppo di innovative aziende spagnole presenteranno soluzioni sostenibili al pubblico.

Il Padiglione del Belgio sarà, invece, un edificio a rifiuti zero con un giardino verticale di 10.000 piante in grado di assorbire fino a 35 tonnellate di anidride carbonica e convertirla in ossigeno durante i mesi dell’Expo.

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Formazione e sistemi innovativi

Il Padiglione della Finlandia punta tutto sulla formazione per educare i visitatori a valutare l’impatto delle loro scelte sull’ambiente. Un indirizzo in piena sintonia con l’obiettivo finlandese di diventare il primo paese al mondo a creare una roadmap verso l’economia circolare.

C’è grande attesa per il Padiglione dei Paesi Bassi che si concentrerà sulla riduzione dell’impronta ecologica. Non solo, tutti i materiali impiegati nella costruzione saranno riutilizzati o riciclati in loco dopo la fine dell’Expo, ma ancor prima della conclusione della mostra, il padiglione olandese presenterà al mondo un innovativo sistema: un biotopo in grado di trasformarsi in un mini sistema climatico autosufficiente che raccoglie in maniera naturale acqua, energia e cibo.

Da visitare anche il Padiglione austriaco, un edificio creato da una serie di coni, in grado di risparmiare il 70% di energia sfruttando una tecnologia che fonde le torri eoliche arabe all’ingegneria climatica austriaca. I coni bianchi, infatti, cattureranno l’aria fresca al livello del suolo, consentendo alle correnti più calde di fuoriuscire dall’alto.

Da segnalare, infine, il Padiglione norvegese, realizzato con speciali pannelli in vetro e alluminio che gli conferiranno una capacità riciclabile dell’80%, e il Padiglione della Svezia, che mira a educare alla costruzione di città intelligenti e sviluppare trasporti innovativi, all’interno di in un’economia bio-circolare.

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