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mercoledì, Settembre 22, 2021

La nostra casa americana, tutta circolare

Abbiamo provato ad arredare un appartamento scegliendo mobili realizzati con materiali riciclati o upcycled, cercando sul mercato americano le soluzioni più belle ed efficienti

Maurita Cardone
Giornalista freelance, pr e organizzatrice culturale, ha lavorato per diverse testate tra cui Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia. Abruzzese trapiantata a New York dove è stata vicedirettore di una testata italiana online, attualmente è corrispondente dagli USA per Artribune oltre a collaborare con diversi media italiani e non. Si occupa di temi sociali e culturali con particolare attenzione alle intersezioni tra arte e attivismo.

Materiali di scarto trasformati in mobili, belli, resistenti e buoni per la Terra. Un fenomeno ormai diffuso in tutto il mondo che sta trovando spazio anche tra i designer degli Stati Uniti dove, come abbiamo già raccontato, quando si trasloca (e in America succede più spesso che da noi), l’arredamento di intere case diventa spesso spazzatura. A rendere inevitabile la strada verso la discarica è il modo in cui i mobili sono prodotti: composti di legno, metallo, vetro, plastiche e tessuti e fatti con componenti assemblati in modo da rendere difficile la separazione tra i diversi materiali, i mobili sono difficili da riciclare. Inoltre gli arredi moderni sono spesso realizzati con truciolato, composto da pezzi di legno mescolati con colle che contengono sostanze chimiche, e laminati in plastica.

Questi materiali non solo sono quasi impossibili da riciclare, ma anche difficili da smaltire in modo sicuro. La buona notizia è che negli ultimi anni tanti mobilifici e designer stanno iniziando a offrire alternative che, sia in fase di produzione che a fine vita, garantiscono una maggiore circolarità. Le opzioni non sono ancora tantissime, ma ne esistono. Allora ci siamo inventati un gioco: arredare una casa oltreoceano, tutta con mobili realizzati in materiali riciclati e upcycled. Seguendo il nostro personale gusto, abbiamo provato a cercare sul mercato americano delle opzioni circolari per alcuni degli elementi di arredo immancabili in ogni casa. Ecco cosa abbiamo trovato.

Sedersi sulla segatura

L’elemento di arredo che più di ogni altro si presta ad essere prodotto in materiali riciclati o upcycled è la seduta: poltroncine, sedie, sgabelli e panche fatti di scatoloni o tubi di cartone, pezzi di plastica triturati o vecchi paracaduti sono ormai comuni in ogni fiera del mobile. Per la nostra casa d’oltreoceano abbiamo scelto un classico, le sedie prodotte da Emeco, perché hanno una lunga tradizione, tutta americana, e perché l’azienda della Pennsylvania, dopo oltre 80 anni di storia, continua a trovare modi innovativi per produrre mobili da materiali riciclati. Emeco ha iniziato a produrre sedie in alluminio di recupero destinate alla marina militare durante la Seconda guerra mondiale, perfezionando poi negli anni un processo in 77 passaggi che garantisce resistenza ed estetica. Oggi l’azienda utilizza anche legno di recupero, sughero, bottiglie di plastica e vetro. La sedia che abbiamo scelto per la nostra casa è 1 Inch, disegnata da Jasper Morrison, con struttura in alluminio di recupero e seduta in WPP, una miscela di scarti di polipropilene e di avanzi di legno e segatura che Emeco utilizza già dal 2012, quando ha realizzato Broom, la prima sedia completamente in questo materiale, firmata Philippe Starck. 1 Inch è un trionfo di circolarità, oltre che un esempio eccellente di design intelligente, in cui la tradizione e l’innovazione di Emeco trovano il connubio perfetto.

1 inch, courtesy EMECO mobili riciclo upcycling
1 inch, courtesy EMECO

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A tavola con la Brooklyn di una volta

Non c’è niente che faccia più casa di un tavolo intorno a cui raccogliersi per cene di famiglia o con gli amici. E tra i tavoli, il re è il tavolo in legno. Ma perché tagliare alberi quando c’è così tanto legno che può essere recuperato da vecchi mobili, edifici e infrastrutture? Anche in America, dove il legname è largamente disponibile e relativamente economico, da anni esistono aziende che producono utilizzando solo legno di recupero. Una di queste è Brooklyn Reclaimed, una realtà con le radici ben piantate nella comunità locale, nata da M Fine Lumber, una segheria con sede a Brooklyn che da oltre 80 anni ricicla il legname di New York, con particolare attenzione al legno antico di alta qualità. L’azienda realizza mobili personalizzati con diverse tipologie di legno e design che cercano sempre di valorizzare il passato del materiale. Brooklyn non è solo il luogo che questa azienda chiama casa ma è la sua stessa anima: è la storia di questo distretto di New York a ispirare il design e la scelta dei materiali e un autentico desiderio di preservare e restaurare la vecchia Brooklyn è ciò che guida il lavoro quotidiano di questo mobilificio. Un tavolo comprato da Brooklyn Reclaimed potrebbe essere stato fatto da una vecchia porta di un palazzo di Park Slope o dai barili di un birrificio di Bushwick o da macchinari di una fabbrica di Dumbo.

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Materasso a molle usate

Secondo il Mattress Recycling Council, circa 50.000 materassi finiscono in discarica ogni anno. Tuttavia, l’80 per cento dei materiali di cui sono fatti i materassi può essere riciclato. Di recente alcune città e Stati degli USA hanno avviato programmi per il ritiro e il riciclo dei materassi usati, i cui componenti vengono poi utilizzati per realizzare nuovi materassi e altri prodotti. Un’opzione che diverse aziende produttrici offrono già da anni.  Una di queste è Saatva che si distingue per linee di materassi ad alta sostenibilità. Oltre ad utilizzare materiali organici e ad alimentare le proprie fabbriche partner con energie rinnovabili, l’azienda utilizza molle in acciaio riciclato e invia le molle usate a impianti di riciclaggio che da queste ricavano poi prodotti diversi. Di recente stanno nascendo anche aziende che realizzano materassi con plastiche recuperate dagli oceani. Non abbiamo trovato nessun caso americano, ma in Europa, Seaqual, gruppo che si occupa di recuperare le plastiche dagli oceani e fa partnership con diverse aziende che con quel materiale realizzano prodotti di ogni genere, ha lanciato l’iniziativa Do Good Sleep Well, con cui fornisce tessuti a diverse aziende produttrici di materassi.

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Saatva Classic, courtesy Saatva

Il relax è un divano di bottiglie

Il divano è il luogo del relax, ma per rilassarsi, meglio non avere sensi di colpa. Con The Essential Sofa di Sabai si può. L’azienda del North Carolina offre divani realizzati su misura, on demand, al momento dell’ordine. Questi divani sono realizzati in legno e gommapiuma certificati e con materiali locali (il 90 per cento dei materiali arriva da un raggio di massimo 100 miglia). Per il rivestimento il cliente può scegliere tra poliestere upcycled da tessuto di olefina o velluto realizzato con bottiglie di plastica riciclate. L’azienda offre inoltre il programma Sabai Revive, attraverso il quale ricompra i divani dai clienti che non ne hanno più bisogno, li rigenera e rimette sul mercato a prezzo ridotto. Il programma Repair Don’t Replace, invece, grazie al design modulare, consente ai clienti di acquistare parti sostitutive per riparare o rinnovare il prodotto anziché doverne comprare uno nuovo. Infine il divano viene consegnato a domicilio in confezioni a plastica zero.

The Essential Sofa, courtesy Sabai mobili riciclo upcycling
The Essential Sofa, courtesy Sabai

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L’armadietto che diventa farfalla

Scegliere circolare quando si tratta di arredamento significa spesso scegliere artigianale, perché per rimettere in circolo materiali e componenti è necessaria la mano dell’uomo che rigenera e riassembla. Un bell’esempio di artigianalità nel riuso lo offre Arhaus, azienda di Cleveland che da qualche anno ha incluso nella sua collezione prodotti realizzati con materiali riciclati e di recupero. Per la nostra casa circolare abbiamo scelto gli armadietti della linea Cahlo, realizzati in rame riciclato e rigenerato da artigiani messicani. Il metallo di recupero viene fuso, fatto indurire e poi cotto a legna, per poi essere battuto a mano e rifinito con cera. Poiché le lastre di rame sono realizzate in una regione del Messico dove le farfalle monarca migrano ogni anno, su ogni arredo viene stampata l’effige di una farfalla a conclusione della lavorazione, a simboleggiare la trasformazione del materiale in mobile e per rendere omaggio alla comunità locale.

CAHLO, courtesy Arhaus mobili riciclo upcycling
CAHLO, courtesy Arhaus

Luce dallo scatolone

Anche per le illuminazioni le soluzioni in materiali riciclati non mancano e alcune sono davvero fantasiose. Noi abbiamo voluto restare sul classico e abbiamo scelto le Scraplights di Graypants, realizzate in cartone riciclato e disponibili sia in versione da soffitto che come lampade da appoggio. Il cartone viene tagliato al laser per poi essere assemblato a mano utilizzando colle e adesivi non tossici. Si tratta del prodotto di punta di questa azienda di Seattle che continua a sfornarne versioni nuove, con design ogni volta diversi e accattivanti.

Resistenti ed eleganti, le Scraplights forniscono un’illuminazione calda e intima che si presta ad arredare una varietà di spazi. E se l’idea di una lampada di cartone vi sembra poco sicura, non preoccupatevi perché le Scraplights sono trattate con un ritardante di fiamma, non tossico. Nata dall’amicizia tra due compagni di università, Graypants produce anche pannelli divisori, sedie e altri arredi in materiali riciclati.

Graypants, courtesy ScrapLights mobili riciclo upcycling
Graypants, courtesy ScrapLights

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Un tappeto di tappeti

Non c’è nulla che arredi di più di un colorato tappeto, ma spesso i tappeti moderni sono realizzati in fibre sintetiche difficili da smaltire. Circa il 3,5% di tutti i rifiuti che finiscono nelle discariche statunitensi sono scarti di tappeti e moquette. Nonostante l’iniziativa Carpet America Recovery Effort (CARE) per gestire responsabilmente gli scarti, l’89% della produzione di tappeti e moquette finisce in discarica, il 6% viene incenerito e meno del 5% riciclato. Di questo 5 per cento, solo il 20% viene riciclato in un circuito chiuso, ovvero utilizzato per creare prodotti equivalenti a quelli originali. Negli ultimi anni tante aziende hanno iniziato ad utilizzare bottiglie di plastica per realizzare tappeti, ma noi siamo amanti della circolarità chiusa e allora per la nostra casa abbiamo scelto Flor che, in partnership con Aquafil produttore del nylon rigenerato Econonyl, realizza tappeti in nylon riciclato, prodotti senza utilizzare nuove risorse. L’azienda partecipa inoltre al programma Net-Works che utilizza reti abbandonate in mare per realizzare tappeti e offre anche un suo programma di restituzione e riciclo dei tappeti usati.  Il processo produttivo è completamente alimentato da energie rinnovabili e l’azienda ha raggiunto la neutralità climatica per l’intera produzione.

Heavy Metal Carpet, courtesy FLOR mobili riciclo upcycling
Heavy Metal Carpet, courtesy FLOR

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