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giovedì, Maggio 30, 2024

Entra nel vivo ‘Ceres’, il progetto europeo che mette economia circolare e formazione al centro

A pochi giorni dal kick-off milanese, vi raccontiamo Ceres, un progetto che si avvale di 10 partner europei tra aziende, mondo della formazione e non-profit per costruire una struttura in grado di colmare il gap di competenze utili all’economia circolare. Tra gli attori anche il CDCA

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Redazione EconomiaCircolare.com

Primi passi per Ceres, il progetto europeo che mira a sostenere la transizione ecologica del sistema produttivo, attraverso la formazione all’economia circolare.

Il progetto si basa su una cooperazione strategica tra 10 attori – tra università, enti di formazione professionale, consorzi di aziende, istituzioni e non profit – che lavorano di concerto per promuovere l’innovazione guidata dall’economia circolare, le nuove competenze digitali, e lo spirito d’iniziativa imprenditoriale nei giovani talenti e nelle nuove professionalità d’Europa.

Ceres punta in sostanza a dare una risposta alle principali sfide sociali ed economiche, sia nel campo della formazione che in quello del lavoro, all’interno dell’attuale contesto economico, sociale ed ambientale che vede intrecciarsi le sfide dell’innovazione, alla necessità di nuove competenze e alla digitalizzazione nel mezzo di una crisi climatica e della necessità di un’economia sempre più circolare.

Dopo aver preso il via lo scorso giugno il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, si concluderà a maggio 2026.

Una formazione circolare a servizio della transizione ecologica

Tra le sfide più ambiziose del progetto c’è dunque proprio quella di riunire aziende, lavoratori, autorità nazionali, regionali e locali, organizzazioni settoriali, centri di formazione ed istruzione nel creare una vera e propria cultura della formazione in grado di adattarsi alle esigenze del mercato ma anche e soprattutto a quelle ambientali e sociali. 

Per fare questo si propone di muoversi nella transizione ecologica con un ruolo attivo, attraverso la ricerca, l’innovazione e la digitalizzazione, e valutare quali siano le tecnologie digitali da utilizzare per una transizione equa verso l’economia circolare: dall’eco-progettazione dei prodotti ai nuovi modelli di business, dalle materie prime seconde alle buone pratiche. 

Nello specifico, intende favorire lo sviluppo di approcci innovativi e multidisciplinari all’insegnamento e all’apprendimento nel campo dell’economia circolare, rafforzando le capacità di resilienza degli studenti e dei lavoratori: si rivolge infatti ad universitari ma anche a quelle aziende che vogliono restare al passo con le esigenze della doppia transizione, aggiornando le competenze dei propri lavoratori.

Vuole, inoltre, spingere le stesse aziende e le catene di fornitura ad affrontare la responsabilità sociale d’impresa aumentando, ad esempio, la consapevolezza in materia di economia circolare, non solo tra i lavoratori ma anche nella società.

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Una grande squadra

Il consorzio Ceres è composto, lo dicevamo, da attori attivi nel campo dell’economia circolare, che hanno alle spalle diverse iniziative e progetti in Europa, di cui alcuni con una lunga esperienza nel settore della gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) in Europa.

Il partenariato si basa su un’alleanza tra 9 attori in 5 paesi dell’Unione europea (Danimarca, Italia, Francia, Bulgaria e Cipro) e un partner del Regno Unito

I tre principali settori di attività si suddividono dai partner in questo modo:

  • la formazione con il coordinatore del progetto il Politecnico di Milano (POLIMI)  e il  partner Politecnico di Bari (POLIBA), la scuola di business francese EPBS (École des Ponts Business School), la danese Aalborg Universitet (AAU) e  Cleantech Bulgaria (CTBG)
  • gli attori attivi sul mercato con ECO, – il più grande sistema italiano di Responsabilità Estesa del Produttore per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici e alle batterie e la valorizzazione delle materie prime in essi contenute – REPIC dal Regno Unito e Circular Economy Alliance (CEA), un innovativo spinoff dell’EPBS-CERC basato sulla ricerca, con sede a Cipro
  • e, infine, il Centro Documentazione Conflitti Ambientali (CDCA), l’organizzazione no-profit che opera nel campo della promozione e della comunicazione dell’economia circolare che si occuperà della parte di ricerca ma che avrà un ruolo trainante nella fase di divulgazione.

Le esperienze e le competenze dei partner si snodano quindi in diversi campi e settori, nello specifico in quello RAEE, tessile, energia eolica e automotive.

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Un hub circolare per nuove competenze

Il progetto si compone di diverse fasi: ogni gruppo di lavoro è responsabile di una propria area di azione, macro, come quella inerente alla formazione o all’analisi di mercato, o con obiettivi più specifici. I primi step iniziali di ricerca saranno volti a comprendere quali competenze e figure sono necessarie per un passaggio più fluido e celere all’economia circolare, sia a livello formativo che lavorativo.

Dopo una fase di ricerca, in cui verranno ad esempio analizzate le esigenze di mercato e passato in rassegna la storiografia relativa alla formazione nell’ambito delle professionalità green,  si arriverà a mettere in campo una serie di azioni volte a colmare quel gap necessarie alla messa a terra di un’economia circolare, tra queste spicca la Circular Economy Digital Innovation Hub (CE-DIH), una piattaforma online che erogherà corsi di formazione. L’hub sarà anche un utile strumento di networking, per promuovere la connessione tra gli stakeholder e generare un insieme sistematizzato di servizi, abilità, competenze e conoscenze in grado di supportare l’arricchimento e la transizione circolare sia delle aziende sul mercato, soprattutto le piccole e medie imprese, che degli individui nella società. 

Il progetto promuoverà infatti una visione del lavoro trasversale, sostenendo i lavoratori a impiegare le loro capacità in settori diversi: si vogliono portare a galla competenze per delineare professionalità in grado di adattarsi e di gestire la crescita incrociata dell’economia circolare lungo i diversi stakeholder, le industrie, le filiere e la società. 

“La proposta del CERES – fanno sapere i promotori del progetto – riconosce la necessità di spostare l’attenzione dell’economia circolare dal settore del profitto a una visione più ampia e sistemica che consideri le abilità, le competenze e le conoscenze da fornire all’istruzione e alla formazione professionale”. 

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Le voci dal kick-off

Il 27  e 28 settembre si è tenuto a Milano, nella sede del Politecnico di Milano il primo kick-off di progetto. Si è trattata di un’occasione di confronto per mettere a sistema il lavoro preliminare di questi primi mesi di progetto ma anche per permettere a chi sta costruendo un sistema di studio e di lavoro congiunto di incontrarsi e suggellare una lunga collaborazione.

“Il progetto Ceres – ha ricordato nel corso del kick-off Andreea Dumitrascu, referente area formazione del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA) – risponde all’urgenza della nostra società di fornire alle persone nuove competenze, che meglio si adattino a un’economia capace di promuovere e rispettare le esigenze del nostro Pianeta”. 

“Ceres – ha detto Sergio Terzi, professore associato e project manager del Politecnico di Milano (POLIMI) – si occupa del futuro della nostra società, dei nostri studenti, dei professionisti e degli operatori di settore e di come questi possano diventare più sostenibili nelle loro pratiche utilizzando e adottando il paradigma dell’economia circolare. Con il progetto vorremmo formare queste persone e sostenerle nella creazione di una visione del futuro che sia più sostenibile, più circolare”. 

“L’aggiornamento e la riqualificazione – ha sottolineato invece Hernan Ruiz, ricercatore di Circular Economy Alliance (CEA) – sono fondamentali per la transizione verso l’economia circolare e forniranno ai professionisti gli strumenti adeguati, le conoscenze e le competenze necessarie per svolgere le loro attuali mansioni in modo più efficace ed efficiente”. 

Divulgazione e CDCA

Oltre che alla parte di ricerca, il CDCA coordinerà tutte le attività di divulgazione di quanto emerso dai diversi gruppi di lavoro. In questo senso, si vuole che i risultati di Ceres siano disponibili per diversi utenti anche dopo la fine del progetto. 

Su EconomiaCircolare.com troverete aggiornamenti sul progetto. Inoltre, iscrivendovi alla newsletter di Ceres si potrà essere aggiornati su tutte le attività ma ci sarà anche la possibilità di partecipare attivamente al progetto, partecipando alle analisi di mercato o cogliendone le opportunità di formazione e networking.

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