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giovedì, Maggio 30, 2024

Esempi d’innovazione che “spingono” la doppia transizione nei territori. Il report

Promuovere il benessere sociale e lo sviluppo in Europa ai tempi della crisi climatica. È lo scopo del documento pubblicato dal Joint Research Centre (JRC) insieme al Comitato delle Regioni Europee (CoR). Gli esempi virtuosi di Finlandia, Slovenia e le iniziative in Italia

Vittoria Moccagatta
Vittoria Moccagatta
Classe 1998. Laureata in filosofia all'Università degli Studi di Torino, è una borsista Training for Circularity WEEE Edition presso il CDCA. Co-fondatrice di startup nell'ambito dell'agricoltura sostenibile, è stata una ricercatrice per il progetto "Torino città solidale e sostenibile"

Lo scorso 24 gennaio il Joint Research Centre (JRC) ha pubblicato, insieme al Comitato delle Regioni Europee (CoR), un documento utile ad aiutare città, regioni e Stati membri a mettere in campo trasformazioni localizzate (place-based), eque, verdi e digitali. Si tratta del report “Innovazione per trasformazioni localizzate: ACTIONbook, pratiche e strumenti”, una risorsa progettata per potenziare gli attori locali, regionali e nazionali in tutta Europa e per promuovere tramite questi il benessere sociale e lo sviluppo resiliente al cambiamento climatico. Il documento mette insieme diversi esempi di innovazione e buone pratiche già sperimentate in Europa affiancati da una versione aggiornata del Playbook, una raccolta di strumenti e di metodi che sono serviti a metterle in campo, catalogati per tipo e per livello di applicabilità (locale, regionale, nazionale, europeo o tutti i precedenti).

Che cosa contiene

Il documento è composto dall’ACTIONbook, frutto dell’iniziativa Partnership for Regional Innovation, e da due raccolte, rispettivamente di casi-studio reali e di schede operative che restituiscono esempi concreti di Paesi che hanno già integrato o trasformato politiche e reti territoriali: in particolare, vengono mostrate 27 attività e specificate, per ognuna, quali risorse e competenze – tratte dal Quadro Europeo delle Competenze – sono state necessarie per sperimentarle.

L’ACTIONbook è strutturato in sei capitoli, ciascuno dei quali presenta quattro o cinque attività organizzate per tema: dall’individuazione degli attori chiave, alla definizione di una strategia d’innovazione sino alla progettazione di un ambiente collaborativo e cooperativo. I capitoli sono modulari, ma le attività che racchiudono non sono pensate per essere seguite in un ordine specifico, dal momento che spesso si devono svolgere contemporaneamente, coinvolgendo diversi attori su diversi livelli.

La maggior parte delle azioni innovative che i Paesi raccontano nelle “Collezioni di Pratiche” si allinea alla cosiddetta S3, o “Smart Specialization Strategy” (Strategia di Specializzazione Intelligente), un concetto legato alla politica di innovazione, ricerca e sviluppo regionale che promuove l’idea che i territori dovrebbero concentrare i loro sforzi su settori specifici in cui hanno un vantaggio competitivo o un potenziale distintivo, al fine di creare una specializzazione intelligente (smart), mirata cioè a sfruttare le risorse e le competenze locali con la partecipazione degli stakeholder (principalmente imprese, organizzazioni di ricerca e il settore pubblico), al fine di stimolare la crescita economica affrontando al contempo sfide più ampie legate alla sostenibilità sociale e ambientale.

doppia transizione innovazione Actionbook
Gli step per promuovere l’innovazione attraverso azioni strategiche. Fonte e grafica: Report “Innovazione per trasformazioni localizzate: ACTIONbook, pratiche e strumenti”

Per esempio, territori come Toscana, Abruzzo, Espoo (Finlandia), il Nord dei Paesi Bassi, Navarra e Madrid (Spagna) condividono nella sezione “Collezioni di pratiche” alcune loro sperimentazioni inerenti allo “Sviluppo di politiche e azioni miste”, tese cioè a combinare politiche di diverso indirizzo per ridurre i costi economici e accelerare la diffusione di nuove soluzioni sostenibili. Grazie alla collaborazione di diversi dipartimenti regionali, al coinvolgimento di cittadini, enti, imprese e comunità locali, passando per l’ottenimento di finanziamenti derivanti da fondi regionali, nazionali o europei, i territori sopracitati hanno implementato strumenti di monitoraggio e valutazione delle emissioni di CO2 equivalente per settori “ad alta intensità energetica”, realizzato progetti di conservazione di ecosistemi, di diffusione di competenze digitali di base e avanzate o riqualificato edifici dismessi in centri culturali.

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Il progetto per la neutralità climatica di Espoo (Finlandia)

Espoo è una città finlandese, la seconda per abitanti dopo Helsinki, impegnata in obiettivi di sostenibilità e sviluppo urbano inclusivo, nell’ambito del più ampio e ambizioso target della neutralità climatica entro il 2030. Il documento riporta un progetto di azione climatica (climate action) della città incentrato sulla riduzione delle emissioni provenienti da energia, trasporti e uso del suolo, e sulla preservazione di aree verdi – foreste che coprono quasi il 60% della superficie cittadina – in quanto pozzi di carbonio (carbon sink) che compensano le emissioni non ulteriormente riducibili.

Lo strumento di cui si serve Espoo è il Climate Watch Tool, un “cruscotto” che monitora la quantità di CO2 equivalente su 111 azioni registrate, 31 in più rispetto a quelle indicate dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (SECAP), in modo da facilitare il monitoraggio stesso delle emissioni. Lo strumento è parte di un ventaglio diversificato di interventi, come si evince dalla sezione “Lesson Learnt”, finalizzati a conciliare le esigenze di una città in crescita con la protezione degli ecosistemi. Grazie a diverse fonti di finanziamento, partenariati pubblico-privato e investimenti privati, Espoo ha annunciato di voler passare a un sistema di riscaldamento urbano a emissioni zero, incrementare l’uso di energia rinnovabile, promuovere la mobilità dolce e il trasporto pubblico, e di voler impiegare la climate-wise construction, cioè un tipo costruzione che, nella scelta dei  materiali, del sito d’interesse e dei macchinari, riduce l’impatto ambientale.

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Il progetto di Jelovica (Slovenia) per preservare i servizi ecosistemici

Il progetto JeloviZA affronta due sfide principali legate al cambiamento climatico nella città di Jelovica, in Slovenia: la mancanza di un piano di gestione dei servizi ecosistemici e la scarsa partecipazione dei residenti ad azioni che mirano a conservarli. Gli strumenti messi in campo sono molteplici: è stata redatta una mappa dei servizi ecosistemici “sofferenti” presenti sul territorio e, sulla base di questa, sono stati ripristinati 20 ettari di aree forestali danneggiati a causa del cambiamento climatico e della deforestazione. Un simile risultato è stato possibile grazie all’elaborazione di un modello (Memorandum of Understanding), condiviso con diversi stakeholder, che mirasse a garantire lo sviluppo sostenibile del territorio coinvolgendo la cittadinanza attraverso educazione e processi partecipativi.

Gli Innovation Talks del Veneto

Per aggiornare la sua Strategia di Specializzazione Regionale, il Veneto ha organizzato quattro forum tematici su questioni chiave (Artificial Intelligence, Additive Manufacturing, Crypto Currencies, AgriTech e E-commerce) al fine di raccogliere i contributi degli stakeholder e stabilire le priorità locali per la ricerca e l’innovazione. Con un processo learning by doing, cioè “imparare facendo”, gli Innovation Talks sono stati gradualmente migliorati per dare forma a un processo di scoperta aperta (Open Discovery Process) che riuscisse a coinvolgere un numero sempre più alto di cluster di soggetti.

L’iniziativa continua a essere portata avanti dai Gruppi Tematici degli Innovation Talks, formati per discutere temi raccolti attraverso sondaggi e dibattiti. Il primo di questi si è svolto nel giugno 2023 per lanciare InnovatiVE con una sessione tecnica sulla bioeconomia: più di 100 membri hanno partecipato all’evento, che ha esaminato il quadro italiano e regionale in materia, e ha descritto numerose buone pratiche per applicare tecnologie legate alla bioeconomia in contesti industriali e di ricerca.

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