sabato, Ottobre 31, 2020

Fare informazione è parte della sfida per un nuovo modello economico

Per raccogliere le sfide del presente è necessario un giornalismo costruttivo. Il campo dell'economia circolare è un campo fertile, da dissodare e seminare: è questa l'ambizione con cui lanciamo questo nuovo progetto editoriale.

Marica Di Pierri
Marica Di Pierri
Direttrice responsabile EconomiaCircolare.com. Giornalista e divulgatrice, è co-fondatrice del CDCA - Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali, di cui coordina l'equipe di ricerca promuovendo attività di reporting e informazione su ambiente, energia, cambiamenti climatici, conflitti ecologici. Dal 2007 è nel direttivo dell'Associazione A Sud. Autrice di articoli e saggi e co-autrice di diverse pubblicazioni, collabora con quotidiani, riviste, portali di informazione e testate radiofoniche e televisive. Attualmente è dottoranda in Diritti Umani presso l'Università di Palermo.

I tempi in cui viviamo ci impongono nuove sfide, in molteplici sensi.

Sfide ecologiche e climatiche, crisi economiche e disuguaglianze sociali profilano di fronte a noi orizzonti poco rassicuranti; al contempo, un panorama informativo in continua trasformazione e saturo di input ci porta a ripensare le forme e i linguaggi attraverso cui le informazioni sono create e veicolate.

Il lancio della testata EconomiaCircolare.com è un modo di raccogliere il guanto di queste sfide complesse. Lo facciamo presentando assieme a Erion un web magazine tutto nuovo, per il quale abbiamo scelto il linguaggio del giornalismo costruttivo, da applicare a un argomento assieme specifico e enciclopedico, che ha bisogno di essere raccontato, approfondito e valorizzato.

É l’economia circolare, l’economia del domani: il modo di produrre e consumare di cui il futuro ha bisogno. Ma è anche, fortunatamente, l’economia del presente; quella che in molti – scienziati, imprese, policymaker – sono al lavoro per promuovere, applicare, sperimentare, rafforzare.

Negli ultimi 30 anni il sistema economico, basato su una dinamica lineare di sfruttamento delle risorse, ha mostrato di non essere compatibile con i limiti fisici del pianeta. Il degrado ambientale avanza inesorabile;  la biodiversità diminuisce ai ritmi di un’estinzione di massa – la peggiore della storia. La minaccia dei cambiamenti climatici si allarga come un ombra a tutte le latitudini e longitudini del globo. Al contempo, le risorse vanno esaurendosi. Dal 1970 al 2017 è triplicato lo sfruttamento di materie prime; dal 2000 ad oggi i tassi di estrazione aumentano del 3% ogni anno: solo in Europa si stima un utilizzo pro-capite annuale di 15 tonnellate di materiali.

Queste tendenze e le loro implicazioni in termini di esternalità negative sono sotto la lente d’ingrandimento da cui, come Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, osserviamo la realtà da oltre un decennio. Oggi più che mai riteniamo fondamentale lavorare per promuovere la transizione verso nuovi modelli economici e sociali.

L’occasione data dall’attuale momento storico ci consente di guardare alla difesa dell’ambiente e del clima come alla più grande opportunità per l’affermazione di una rinnovata concezione di sviluppo, capace di garantire benessere e diritti per le nostre società, entrambi inscindibili dalla tutela dell’ambiente.  Il Green Deal e le misure di Recovery Fund, la Climate law e i pronunciamenti delle istituzioni europee individuano nell’Economia Circolare il principale pilastro dei processi di decarbonizzazione, ponendo ambiziosi obiettivi di rilancio della produttività, in linea con la road map climatica che mira a emissioni zero al 2050.

Promuovere una economia circolare significa salvaguardare ambiente e risorse non solo per il presente ma anche per le generazioni future, ma significa anche creare nuovi posti di lavoro: secondo le stime dell’ultimo rapporto del Circular Economy Network, in Europa i benefici derivanti dall’incentivazione di modelli economici circolari sono stimabili in 600 miliardi di euro. In Italia il campo della circolarità eredita una lunga storia di filiere efficienti e una consolidata tradizione legata al settore manifatturiero, che fa del paese un bacino di aziende innovative e altamente competitive a livello europeo. A queste aziende il nostro magazine intende guardare con attenzione, per valorizzarle raccontandone le storie, in un contesto in cui ancora molto c’è da fare sul piano delle politiche e della visibilità. Guarderemo con la stessa attenzione alle istituzioni e al mondo della ricerca, con l’ambizione di essere un osservatorio permanente sulle policy e sull’innovazione.

Con una specifica: parlare di economia circolare oggi, attraverso un giornale, ci pone di fronte alla responsabilità di definire un campo, per evitare che tutto venga definito circolare e per valorizzare esperienze che siano rigorosamente valutate per l’efficacia in termini di benefici ambientali, economici e sociali, piuttosto che per l’efficacia delle attività di green marketing. Ci impone di spiegare che l’economia circolare non è solo riciclo, ma anzitutto ecoprogettazione, ecodesign, upcycling: allungare la vita dei prodotti, ammodernarli, progettarli e renderli durevoli sono le soluzioni preferibili per ridurre drasticamente il nostro impatto sul pianeta che, in uno scenario business as usual, va verso un aumento di produzione di rifiuti solidi urbani del 70% al 2050.

È questa l’ambizione con cui abbiamo lavorato al lancio di questo nuovo progetto editoriale. Attraverso notizie, approfondimenti, interventi, interviste e rubriche, EconomiaCircolare.com lavorerà per offrire aggiornamenti quotidiani sulle tendenze, le scoperte, gli indicatori, i progetti innovativi, le storie e le pratiche che rendono il campo dell’economia circolare un campo fertile, che vale la pena contribuire a dissodare e seminare.

 

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