venerdì, Gennaio 23, 2026

Legge sul clima, restano gli obiettivi ma all’insegna della flessibilità

Nell’accordo tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento viene confermato l’obiettivo al 2040 di ridurre le emissioni del 90% rispetto ai livelli del 1990. Ma viene aumentato il ricorso ai credibi di carbonio per gli Stati membri. Toccherà poi alla Commissione valutare i risultati di questa clausola di flessiblità

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Redazione EconomiaCircolare.com

Era stato il biglietto da visita che all’ultimo momento l’Unione Europea aveva preparato in vista della Cop30, e ora, a meno di un mese di distanza dalla conclusione della Conferenza annuale sui cambiamenti climatici, la legge UE sul clima viene già modificata. Nella serata di martedì i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno annunciato di aver raggiunto un accordo politico provvisorio che introduce una clausola di flessibilità. Fermo restando l’obiettivo climatico dell’UE di ridurre del 90% entro il 2040 le emissioni nette di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990, adesso viene inserito un nuovo obiettivo intermedio, che allo stesso tempo è vincolante.

Più precisamente i colegislatori dell’UE hanno inserito la possibilità che dal 2036 fino a cinque punti percentuali di riduzione delle emissioni (due punti percentuali in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione) possono provenire da crediti di carbonio internazionali di alta qualità, che però siano compatibili con i cosiddetti Accordi di Parigi, ovvero col testo partorito alla Cop21. 

La legge europea sul clima rende l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 un obbligo giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri dell’UE. Adesso i tempi per l’adozione della legge sul clima sono definiti: dopo l’accordo informale tra i negoziatori, toccherà prima al Parlamento approvare il nuovo testo e poi toccherà al Consiglio. Successivamente il testo sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione.

Leggi anche: L’UE riduce le ambizioni sulla legge per il clima: è la vittoria italiana

Flessibilità sugli obiettivi per il clima, ma con qualche garanzia

Dato che il nuovo corso dell’Unione Europea è tutto improntato alla messa in discussione del Green Deal, era lecito aspettarsi ulteriori deroghe e clausole di flessibilità per gli Stati membri nella legge sul clima. Per cui non stupisce l’inserimento del ricorso ai crediti di carbonio per il raggiungimento degli obiettivi climatici, come già aveva fatto la Commissione. 

Tuttavia nell’accordo provvisorio viene inserita allo stesso tempo una sorta di copertura. A seguito di una spinta da parte del Parlamento, sono state inserite nel testo alcune garanzie nei confronti dei crediti internazionali di carbonio, compresa la prevenzione del finanziamento di progetti nei Paesi partner che sono contrari agli interessi strategici dell’UE.

crediti carbonio 1

Toccherà adesso alla Commissione analizzare le diverse opzioni per il ruolo dei crediti internazionali, considerando anche che tali strumenti sono fondamentali anche per garantire la stabilità del sistema di scambio delle quote di emissioni dell’UE: si tratta del mercato ETS che in questo momento è sotto attacco da parte di alcuni Stati membri. È il caso ad esempio dell’Italia, che guida il cosiddetto “fronte del Mediterraneo”: allo scorso Consiglio Trasporti, infatti, il ministro Salvini ha presentato un’informativa dettagliata sulle criticità del sistema Emission Trading System, applicato al settore marittimo. L’iniziativa italiana è supportata attivamente da Grecia e Malta, col parere favorevole di Portogallo e Croazia.

Per tornare all’accordo informale votato ieri sera dai negoziatori del Consiglio e del Parlamento, il testo prevede anche la possibilità di utilizzare i crediti di carbonio per compensare le emissioni emissioni difficili da ridurre nell’ETS. Vale la pena ricordare che negli scorsi giorni, intanto, è stato votato il rinvio di un anno dell’adozione del mercato ETS (dal 2027 al 2028): ETS2 copre le emissioni di anidride carbonica derivanti dal riscaldamento degli edifici e dal trasporto su strada.

Leggi anche: Nuove imposte ambientali su gas e carburanti: l’impatto dell’ETS2 sui consumatori

Possibile una revisione degli obiettivi al 2040 sul clima?

Nel nuovo testo approvato dai negoziatori del Consiglio e del Parlamento c’è un aspetto sul quale occorrerà riflettere. Sempre in merito ai crediti di carbonio, infatti, sarà la Commissione a dover valutare i progressi compiuti nel corso degli anni. Ciò permetterà, si legge nella nota stampa diffusa dalle due istituzioni UE, “una revisione dello stato degli assorbimenti netti a livello dell’UE rispetto a quanto necessario per raggiungere l’obiettivo 2040, nonché le questioni di attuazione emergenti e il potenziale per migliorare la competitività industriale dell’UE. La revisione prenderà in considerazione anche le tendenze dei prezzi dell’energia e le loro ripercussioni sia per le imprese che per le famiglie”.

crediti carbonio

In sostanza questo vuol dire che, a seguito del riesame, la Commissione potrà proporre una modifica del diritto comunitario sul clima. Per dirla in maniera ancora più netta: potrebbero essere rimessi in discussioni gli obiettivi al 2040 oppure, scrivono Consiglio e Parlamento, potrebbero essere adottate “misure aggiuntive per rafforzare il quadro di sostegno, ad esempio per salvaguardare la competitività, la prosperità e la stabilità sociale dell’UE”.

Insomma: al momento gli obiettivi climatici restano intatti – pur se con l’introduzione della flessibilità garantita dall’accesso ai crediti di carbonio – ma l’UE si dichiara già pronta, se necessario, a rimetterli in discussione.

Leggi anche: lo SPECIALE COP30

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