Non c’è l’Italia tra i Paesi che hanno beneficiato dell’assegnazione di 400 milioni di euro da parte della Commissione europea per incentivare la decarbonizzazione della produzione di calore. E, beffa delle beffe, questa assenza si nota ancora di più perché le sovvenzioni che arrivano dall’Innovation Fund provengono dal sistema europeo di scambio di quote di emissioni, denominato EU ETS, un sistema fortemente ostracizzato dal governo Meloni che da tempo ne chiede, a seconda della radicalità della posizione, la cancellazione o una momentanea sospensione.
Nello specifico il 22 maggio la Commissione ha selezionato 65 progetti nell’ambito dell’Innovation Fund Heat Auction, la prima asta in assoluto a livello dell’UE per accelerare la diffusione di tecnologie innovative per il calore pulito in tutta l’industria europea. Sono stati selezionati i progetti di 10 Paesi dello Spazio economico europeo – Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo, Slovenia e Spagna – che utilizzeranno un’ampia gamma di tecnologie per decarbonizzare la produzione industriale di calore e accelerare la diffusione sul mercato di soluzioni termiche elettrificate e di calore prodotto direttamente da fonti rinnovabili.
Un aiuto che all’Italia, invece, avrebbe fatto particolarmente comodo, per via del costante declino industriale degli ultimi 30 anni (come ci dicono anche i dati recenti del Financial Times) e dell’incapacità (finora) generale di emanciparsi dalle fonti fossili per la produzione di calore. I dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ci dicono che nel nostro Paese la produzione di calore è ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili (principalmente gas), che coprono circa l’86% del fabbisogno.
Ma non tutto è perduto. L’UE prevede di bandire un secondo round dell’asta per decarbonizzare la produzione di calore, con un budget ulteriore di un miliardo di euro. I termini e le condizioni per la nuova asta saranno pubblicati entro la fine di maggio. In più un evento generale di consultazione delle parti interessate all’Innovation Fund si terrà il 19 giugno 2026.
Leggi anche: ETS, l’UE boccia la sospensione del governo Meloni?
Cosa premia l’UE (lezione che l’Italia deve tenere a mente)
Mentre la premier Giorgia Meloni accarezza il sentimento anti-europeista di una parte di Confindustria, dando all’UE la definizione di “gigante burocratico” e chiedendo che “faccia meno e meglio”, la Commissione distribuisce 400 milioni di euro che vanno a premiare l’innovazione e la sostenibiltà climatica (almeno in teoria). Secondo l’organo esecutivo dell’UE, “i progetti selezionati, con il loro utilizzo di tecnologie innovative, eviteranno oltre 6,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nell’arco di 10 anni sostituendo i sistemi di produzione di calore alimentati a gas naturale. Insieme dovrebbero produrre circa 16,3 terawattora (TWh) di calore decarbonizzato nei loro primi 5 anni di attività, sulla base di una capacità termica di 766 megawatt (MW). Ciò equivale a sostituire oltre 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale in cinque anni, approssimativamente paragonabile al consumo annuo di 4 milioni di famiglie dell’UE”.

In particolare sono stati premiati per la maggior parte progetti che si basano sul riscaldamento a resistenza diretta o sul riscaldamento a resistenza indiretta. Altri progetti includono tecnologie come le pompe di calore, il solare termico, il riscaldamento elettromagnetico e dielettrico e le tecnologie ibride.
Tra i settori industriali premiati ci sono quelli che riguardano la pasta di cellulosa e la carta, nonché il vetro, la ceramica e i materiali da costruzione e il ferro e l’acciaio, settori che finora sono stati meno rappresentati nel portafoglio dell’Innovation Fund. Altri settori che hanno beneficiato dell’asta sono stati i settori alimentare e delle bevande, tessile e farmaceutico.
Tutti settori che, anche e soprattutto da noi, avrebbero bisogno di incentivi per raggiungere l’agognata decarbonizzazione.
Leggi anche: Lo scontro interno all’UE sulle modifiche al mercato ETS
Le prossime tappe
L’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (CINEA) inizierà ora la preparazione formale delle convenzioni di sovvenzione con i progetti selezionati. Questo processo confermerà le condizioni finali per il sostegno finanziario. Le convenzioni di sovvenzione dovrebbero essere firmate nella seconda metà del 2026.
I progetti selezionati dovranno raggiungere la chiusura finanziaria entro due anni dalla firma della sovvenzione ed entrare in funzione entro quattro anni. Tali impegni sono sostenuti da una garanzia di completamento fornita dai progetti alla Commissione. Da parte propria CINEA continuerà a monitorare i progressi compiuti durante l’attuazione per garantire che i progetti siano realizzati come previsto e che il sostegno sia utilizzato in linea con i termini concordati. Attraverso questo tipo di aste l’Unione Europea punta a costruire una prossima Banca per la decarbonizzazione industriale, così come indicato dal recente Clean Industrial Deal, il patto per l’industria pulita che è stato siglato a febbraio 2025.

“Sebbene vi sia un notevole potenziale in tutti i settori industriali – scrive ancora la Commissione – l’adozione di soluzioni decarbonizzate per la produzione di calore di processo è ancora lenta. L’asta ha riguardato tecnologie quali pompe di calore, caldaie e forni elettrici, nonché lo stoccaggio di energia solare termica, geotermica e termica ed è stata aperta a progetti di tutti i settori industriali. Con un totale di 85 domande presentate, questa prima asta per la decarbonizzazione del calore industriale ha ricevuto una risposta forte e incoraggiante da parte dell’industria. Le dimensioni dei progetti e le richieste di sovvenzione dei 65 progetti di successo variavano da 3 MWth a 45 MWth e da 444 mila euro a 37,1 milioni di euro. Il Fondo per l’innovazione (o Innovation Fund, nda) dispone di un bilancio totale stimato di 40 miliardi di euro provenienti dal sistema di scambio di quote di emissione dell’UE per il periodo dal 2020 al 2030. Crea incentivi finanziari per le imprese e le autorità pubbliche affinché investano in tecnologie a zero emissioni nette all’avanguardia e sostengano la transizione dell’Europa verso la neutralità climatica. Il Fondo per l’innovazione ha già concesso sovvenzioni a circa 260 progetti innovativi in tutto lo Spazio Economico Europeo”.
Leggi anche: EU ETS, l’Italia spende solo il 9% dei fondi destinati al clima
© Riproduzione riservata


