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lunedì, Maggio 27, 2024

Materie prime critiche, strategiche, terre rare: un po’ di chiarezza

Sono materiali sulla bocca di tutti. Proviamo qui a capire cosa sono le materie prime critiche, quelle strategiche e le terre rare

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Redazione EconomiaCircolare.com

Materie prime critiche, strategiche, terre rare: se ne parla, se ne scrive e se ne legge di continuo. Abbiamo sicuramente capito che sono importantissime per la nostra industria, per gli oggetti della nostra vita quotidiana (dai pc ai telefonini alle automobili) e per la decarbonizzazione dell’economia. Ma quali sono? Che differenza c’è tra le materie prime strategiche e quelle critiche? Proviamo insieme a fare un po’ di chiarezza.

Materie prime critiche

Le materie prime critiche per l’Europa sono identificate in base a due principali parametri: l’importanza per l’economia continentale e il rischio di approvvigionamento: “Materie prime importanti per l’intera economia europea e ad alto rischio di interruzione delle forniture”, secondo la recente definizione contenuta nella proposta di regolamento (16 marzo) dedicata appunto a questi preziosi materiali.

Di materie prime critiche si parla non da oggi. E questi materiali sono sotto la lente della Commissione europea dal 2011, quando venne pubblicato un primo elenco. Elenco che la Commissione riesamina ogni tre anni: al primo elenco, quindi, sono seguiti tre aggiornamenti nel 2014, nel 2017 e nel 2020. La prima lista conteneva 14 materie prime critiche, l’aggiornamento è pubblicato nel 2020 ne comprende 30.

Ecco quali sono le materie prime critiche nella lista del 2020:

Antimonio

Afnio

Barite

Berillio

Bismuto

Borato

Carbone da coke

Cobalto

Gomma naturale

Bauxite

Fluorite

Fosforo

Fosforite

Gallio

Germanio

Grafite naturale

Indio

Litio

Magnesio

Metalli del gruppo del platino

Niobio

Scandio

Silicio metallico

Stronzio

Tantalio

Terre rare leggere

Terre rare pesanti

Titanio

Tungsteno

Vanadio

Leggi anche: Materie prime critiche, ecco il piano della Commissione Ue per un “futuro verde e digitale”

La proposta di regolamento, la nuova lista di materie prime critiche (e quelle strategiche)

Il 16 marzo scorso la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento – annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo stato dell’Unione del 2022 – sulle materie prime critiche e su come garantire un approvvigionamento “sicuro e sostenibile […], permettendo all’Europa di raggiungere gli obiettivi climatici e digitali, mantenendo la competitività industriale dell’UE e assicurando il buon funzionamento del mercato unico”.

La proposta contiene una lista aggiornata (allegato II, sezione 1) di 34 materie prime critiche. Eccola:

Antimonio

Arsenico

Bauxite

Barite

Berillio

Bismuto

Boro

Cobalto

Carbone da coke

Rame

Feldspato

Fluorite

Gallio

Germanio

Afnio

Elio

Elementi terrestri rari pesanti

Terre rare leggere

Litio

Magnesio

Manganese

Grafite naturale

Nichel – grado di batteria

Niobio

Fosfato

Fosforo

Metalli del gruppo del platino

Scandio

Silicio metallico

Stronzio

Tantalio

Titanio metallico

Tungsteno

Vanadio

Questo elenco è stabilito una volta per tutte? Certamente no, varierà col variare dei bisogni dell’industria, delle condizioni geopolitiche e di quelle delle forniture globali dei materiali. Per questo motivo la nuova proposta legislativa della Commissione codifica la metodologia da utilizzare per la valutazione e, se necessario, per l’aggiornamento dell’elenco (ogni quattro anni).

Con la proposta, poi, si fa un passo ulteriore nella definizione dei materiali essenziali all’Unione. Nell’atto legislativo, infatti, viene incluso e codificato non solo l’elenco delle materie prime critiche, ma anche un nuovo elenco di 16 materie prime strategiche, cioè quelle “fondamentali per le tecnologie più rilevanti ai fini delle ambizioni verdi e digitali dell’Europa e per le applicazioni nel settore della difesa e dello spazio, ma a rischio di potenziali future carenze di approvvigionamento”. Altra definizioni usata dalla Commissione è quella di “materie prime caratterizzate da un’elevata importanza strategica e da previsti squilibri globali tra domanda e offerta”.

Questo l’elenco delle materie prime strategiche (allegato I, sezione 1 della proposta di regolamento):

Bismuto

Boro – grado metallurgico

Cobalto

Rame

Gallio

Germanio

Litio – grado di batteria

Magnesio metallico

Manganese – grado di batteria

Grafite naturale – per batterie

Nichel – grado di batteria

Metalli del gruppo del platino

Elementi delle terre rare per magneti (Nd, Pr, Tb, Dy, Gd, Sm e Ce)

Silicio metallico

Titanio metallico

Tungsteno

Un sottoinsieme delle materie prime critiche, dunque, anch’esso da valutare e se necessario aggiornare (con atti delegati) ogni quattro anni.

Leggi anche: Materie prime critiche, l’appello di ISPRA: “Il riciclo non basta, serve una ripresa sostenibile delle…

Gli usi

Abbiamo detto che uno dei criteri fondamentali per definire la criticità e la strategicità delle materie prime è il loro ruolo cruciale nell’economia europea. Questi materiali, insomma, sono fondamentali perché sono essenziali in tanti settori produttivi. Il Centres for European Policy Network (CEP) ha realizzato uno studio su questo tema e sulle politiche europee, in cui schematicamente mostra (vedi immagine sotto: Fonti: Marscheider-Weidemann et al. (2021); vari rapporti della US Division of Economic and Risk Analysis (DERA) sulle materie prime, tabella CEP, traduzioni Agenda Digitale) l’ampio ventaglio di impieghi: si va dalla batterie agli elettrolizzatori ai motori elettrici alle turbine eoliche ai pannelli fotovoltaici alle fibre ottiche ai microchip.

Materie prime critiche strategiche
Fonti: Marscheider-Weidemann et al. (2021); DERA; tabella CEP; traduzione Agenda Digitale

Terre rare

Scorrendo l’elenco avrete notato che tra le materie prime critiche e strategiche per l’Europa figurano le terre rare. Ma cosa sono le terre rare? Secondo l’Unione internazionale di chimica pura e applicata (in inglese International Union of Pure and Applied Chemistry, IUPAC) le terre rare sono un gruppo di diciassette elementi chimici della tavola periodica: scandio (Sc), ittrio (Y) e i lantanoidi. I lantanidi sono un gruppo di 15 elementi di numero atomico da 57 a 71 (il numero atomico indica il numero di protoni presenti nel nucleo degli atomi e identifica un preciso elemento chimico): cerio (Ce), disprosio (Dy), erbio (Er), europio (Eu), gadolinio (Gd), olmio (Ho), lantanio (La), lutezio (Lu), neodimio ( Nd), praseodimio (Pr), promezio (Pm), samario (Sm), terbio (Tb), tulio (Tm), itterbio (Yb). Scandio e ittrio sono considerati “terre rare” poiché generalmente si trovano associati negli stessi depositi minerari dei lantanoidi e possiedono proprietà chimiche simili.

Le terre rare sono caratterizzate dal fatto che “al variare del numero atomico le proprietà chimiche rimangono pressoché le stesse” (Treccani). Si parla di terre rare perché questi elementi “erano ritenuti in passato presenti solo in minerali rari”. In realtà “lantanio, cerio, neodimio e ittrio sono più abbondanti di piombo o argento e perfino i due meno abbondanti, tulio e lutezio, sono circa 200 volte più comuni dell’oro” (Zanichelli). Questi elementi si trovano contenuti, in forma più o meno concentrata, in un centinaio di minerali. Quelli nei quali le concentrazioni di terre rare sono tali da consentirne oggi l’estrazione “sono essenzialmente la monazite, la bastnaesite, la xenotina e anche, ma in misura minore, l’apatite e l’uraninite”. L’80% di questi minerali si trova in China.

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