fbpx
lunedì, Agosto 2, 2021

Elettricità per il 70% dei bisogni di energia, e idrogeno. La ricetta di ETC per un’economia carbon neutral

La neutralità carbonica a metà secolo è tecnicamente ed economicamente possibile, secondo Energy Transitions Commission (ETC), che in due recentissimi report fissa obiettivi e indica gli strumenti da mettere in campo

Economia Circolare
Redazione EconomiaCircolare.com

Diventare un’economia a zero emissioni di gas serra (net zero GHG) entro il 2050 è tecnicamente ed economicamente possibile, secondo Energy Transitions Commission (ETC), che in due report – Making Clean Electrification Possible: 30 years to electrify the global economy e Making the Hydrogen Economy Possible: Accelerating clean idrogen in an electrified economy – indica gli obiettivi intermedi da raggiungere e le iniziative da mettere in campo nel prossimo decennio per raggiungere questo obiettivo: elettrificazione dell’economia (70% dei consumi totali di energia), decuplicare le rinnovabili, e produrre per i settori non elettrificabili 50 milioni di tonnellate di idrogeno verde entro il 2030.

Net zero economy: secondo Energy Transitions Commission si può fare

Con l’accordo sul clima di Parigi ci siamo impegnato a limitare il riscaldamento globale a un aumento inferiore a 2 ° C rispetto ai livelli preindustriali, cercando di non superare 1,5 ° C. Per raggiungere questo obiettivo, il mondo deve arrivare a zero emissioni nette di gas a effetto serra zero entro la metà del secolo. Secondo Energy Transitions Commission (ETC) – coalizione di oltre 45 le maggiori imprese globali, e poi istituzioni finanziarie e centri di ricerca ambientale – “raggiungere un’economia a zero emissioni nette di gas serra entro i prossimi 30 anni è tecnicamente ed economicamente fattibile”. Due nuovi rapporti analizzano la fattibilità e gli step di questa transizione. Vediamo obiettivi e strumenti da mettere in campo.

Le rinnovabili dovranno aumentare di 10 volte entro il 2050 per l’obiettivo net zero

Per raggiungere questi obiettivi, leggiamo nelle ricerche, sarà necessaria una fortissima elettrificazione dell’economia: l’elettricità potrebbe rappresentare fino al 70% della domanda finale di energia entro il 2050, rispetto al 20% di oggi. Il consumo totale di elettricità dovrebbe crescere fino a 5 volte nei prossimi decenni. “Il passaggio all’elettricità pulita come principale fonte di energia finale rappresenta il modo più economico ed efficiente per decarbonizzare l’economia”, spiegano i ricercatori

Questo passaggio sarà possibile grazie al rapido calo dei costi delle energie rinnovabili e delle soluzioni di stoccaggio di energia. L’eolico e il solare dall’attuale 10% della produzione totale di elettricità dovranno arrivare a circa il 40% entro il 2030 e oltre il 75% entro il 2050. Le installazioni eoliche e solari annuali devono quindi crescere di 5-7 volte entro il 2030 e più di 10 volte entro il 2050. Tra l’energia carbon neutral da sfuttare, insieme a eolico e solare ETC spinge anche il nucleare. E poi saranno necessari interventi per lo stoccaggio e per la flessibilità della rete. L’obiettivo, secondo ETC è che i Paesi sviluppati raggiungano un’intensità delle emissioni inferiore a 30gCO2 per ogni kWh prodotto entro la metà degli anni ’30, mentre Paesi in via di sviluppo entro la metà degli anni ’40.

Leggi anche: La transizione energetica nel Recovery plan di Draghi e Cingolani. Via libera a biometano e impianto Ccs di Eni

L’idrogeno in campo nei settori difficili da elettrificare: 800 milioni di tonnellate l’anno

Se l’elettrificazione pulita sarà al centro di questa trasformazione, fondamentale sarà “un ruolo complementare per la tecnologia dell’idrogeno pulito in settori difficili o impossibili da elettrificare”, spiegano i ricercatori. L’idrogeno quindi, dovrà entrare in campo per decarbonizzare quei settori – come la produzione di acciaio e i trasporti a lungo raggio – difficili da elettrificare. Secondo ETC, un’economia a zero emissioni nette di gas serra entro la metà del secolo dovrà utilizzare circa 500-800 milioni di tonnellate di idrogeno pulito all’anno, un aumento di 5-7 volte rispetto all’uso di idrogeno oggi. L’idrogeno verde, prodotto tramite l’elettrolisi dell’acqua, sarà probabilmente il più competitivo in termini di costi e quindi la principale via di produzione a lungo termine, a causa della diminuzione dei costi dell’elettricità rinnovabile e degli elettrolizzatori. ETC però non esclude l’idrogeno blu: circa l’85% della produzione totale entro il 2050 potrebbe essere sostenibile, il resto sarebbe l’idrogeno blu, prodotto dal gas naturale con cattura del carbonio. Essenziale sarà il rapido aumento della produzione e la diffusione dell’uso nei prossimi 10 anni, per abbattere i costi (portando quelli dell’idrogeno pulito al di sotto di 2 dollari/ kg, dai circa 5 odierni). Per spingere il mercato e per sostenere l’idrogeno pulito “la politica pubblica è essenziale”.

Leggi anche: Abbassare i costi dell’idrogeno? È l’obiettivo di Prometeo. “Una filiera esiste già, va messa in rete”

Zero emissioni, tanti investimenti: 2,5 trilioni di dollari l’anno

L’ETC afferma che saranno necessarie strategie nazionali chiare per la decarbonizzazione insieme ad un’adeguata progettazione del mercato dell’energia per sbloccare flussi finanziari privati. Gli investimenti in energia rinnovabile, principalmente eolica e solare, rappresenteranno la stragrande maggioranza (circa l’80%) degli investimenti totali necessari per raggiungere un’economia net zero: oltre 80 trilioni di dollari investimenti, sia nella generazione che nell’infrastruttura della rete, saranno richiesti a livello globale nei prossimi 30 anni, in media circa 2,5 trilioni all’anno. “Una somma che sebbene enorme, rappresenta meno dell’1,5% del PIL globale ed è gestibile nell’attuale contesto macroeconomico”.

Leggi anche: Idrogeno per una gestione circolare degli impianti di depurazione

Pietre miliari al 2030

“Ora abbiamo le tecnologie per decarbonizzare completamente la produzione di elettricità a basso costo: e l’elettrificazione è la chiave per la produzione di zero emissioni di carbonio nella maggior parte dell’economia. Entro la metà del secolo anche i Paesi ricchi avranno bisogno di 2-3 volte più elettricità di oggi, e le economie in via di sviluppo 5-10 volte di più”, sottolinea Lord Adair Turner, Presidente Energy Transitions Commission: “I governi, le imprese e gli investitori devono riconoscere la portata della nuova rivoluzione industriale richiesta e le enormi opportunità che crea”.

Diverse le azioni che Energy Transitions Commission suggerisce di mettere in campo nel decennio, partendo dalla definizione di obiettivi nazionali di medio termine per la decarbonizzazione dell’energia e l’elettrificazione dell’economia, passando per misure per sbloccare i flussi finanziari verso i Paesi più poveri e lo sviluppo di modelli di business per la transizione. E poi carbon pricing e meccanismi di sostegno finanziario per gli investimenti green, politiche per creare domanda di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sviluppo di cluster industriali di idrogeno insieme alla definizione di regole e standard in materia di sicurezza per questo vettore energetico.

© Riproduzione riservata

Scopri la piattaforma ICESP

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie