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sabato, Dicembre 5, 2020

Per la circolarità ci vogliono le norme ISO e UNI

Inizia la nostra collaborazione con un altro importante partner: l'Ente italiano di Normazione UNI, che ci aiuta a definire i riferimenti normativi di più alto livello per l’economia circolare. Su EconomiaCircolare.com UNI racconterà le numerose norme tecniche pubblicate e le prassi di riferimento per i diversi settori, la cui applicazione aiuta le organizzazioni a essere concretamente circolari

Claudio Perissinotti Bisoni
Claudio Perissinotti Bisoni
Laureato magistrale in Ingegneria Gestionale all’Università di Pisa. Dal 2018 Funzionario Tecnico della Direzione Normazione UNI. Dal 2019 gestisce i processi della Commissione “Economia circolare” UNI e del task group “Circular economy coordination” nel Technical Committee ISO/TC 207 “Environmental management”. Partecipa inoltre al gruppo di lavoro ICESP “Strumenti per la misurazione dell’economia circolare” e al topic group “Circular Economy” del CEN/CENELEC SABE (Strategic Advisory Body on Environment).

Il meccanismo di funzionamento dell’economia circolare è facilmente intuibile perché contrapposto alla visione dell’economia capitalistica basata sulle fonti fossili e su un modello lineare: estrarre-produrre-consumare-dismettere. Ma se è ben chiaro “cosa non è”, non esiste invece ancora una definizione condivisa di “cosa è” questo approccio. Secondo un articolo scientifico del 2017 dei ricercatori Julian Kirchherr, DeniseReike e Marko Hekkert esisterebbero almeno 114 definizioni di economia circolare. Gli autori sottolineano il fatto che spesso le interpretazioni dell’economia circolare riguarderebbero più le azioni che il cambiamento sistemico.

Questo cambiamento passa anche dalla standardizzazione (o normazione tecnica) che assume il ruolo di accentratore di conoscenze scientifiche, tecniche ed economiche. I risultati del processo di standardizzazione sono gli standard (o norme tecniche), cioè strumenti a supporto di sistemi, processi, prodotti e servizi.

Mappare gli studi sulla circolarità

Da maggio 2018, il Technical Committee ISO 323 “Circular Economy” (in sigla ISO TC 323), in collaborazione con gli enti di normazione nazionali che vi partecipano, sta lavorando per fornire le basi terminologiche, concettuali e metodiche alle organizzazioni interessate a una transizione verso la circolarità. Un pool di centinaia di esperti provenienti da 81 Paesi sta mappando e sintetizzando i risultati empirici e scientifici degli ultimi decenni in materia di economia circolare. Per migliorare questo processo sono stati creati quattro working group, ciascuno con un preciso campo di applicazione:

Working group Scopo e campo di applicazione
ISO/TC 323/WG 1 – Framework, principles, terminology, and management system standard Sviluppare termini, definizioni, principi e framework dell’economia circolare.  Dopo la pubblicazione del/i primo/i standard di inquadramento è stata prevista la redazione di un Management System Standard.

 

ISO/TC 323/WG 2 – Guidance for implementation and sectoral applications Fornire alle organizzazioni linee guida sugli aspetti di base necessari per lo sviluppo di modelli di business e catene del valore che contribuiscano efficacemente a un’economia circolare e sostenibile.

 

ISO/TC 323/WG 3 Measuring circularity Selezionare indicatori di circolarità necessari allo sviluppo di un metodo di misurazione della circolarità, che valuti anche l’impatto sostenibile di soluzioni circolari

 

ISO/TC 323/WG 4 Specific issues of circular economy Analisi e della raccolta di buone pratiche di economia circolare a livello globale. Dai casi studio raccolti, si potranno dedurre elementi in comune e raccomandazioni che potranno essere replicate.

 

 

I quattro working group dell’ISO/TC 323 pubblicheranno altrettanti documenti (tre standard internazionali e un rapporto tecnico) che forniranno definizioni, principi, framework, business model, indicatori, metodi di assessment e buone pratiche di circolarità. Un parco normativo molto atteso, che prenderà il nome di norme ISO 59000 e che ha l’obiettivo di catalizzare la transizione verso la circolarità e di fornire strumenti a supporto delle organizzazioni.

Obiettivi dei quattro working group dell”ISO/TC 323

Il lavoro della commissione UNI

La commissione tecnica UNI 057 “Economia Circolare”, presieduta da Laura Cutaia (Enea), è composta da 63 organizzazioni e si articola in quattro gruppi di lavoro speculari rispetto ai working group ISO. La Commissione svolge un ruolo di primo piano nell’elaborazione degli standard ISO (il 25% dei case study presentati per l’approfondimento in sede ISO sono italiani) e produrrà anche delle norme tecniche nazionali. L’elaborazione degli indicatori di circolarità e di un modello di assessment internazionale utilizzerà il lavoro di clustering effettuato dal gruppo di lavoro UNI “Misurazione della circolarità”.

La Commissione UNI sta inoltre lavorando su documenti nazionali che conterranno un set di indicatori di circolarità, un metodo di assessment e una raccolta di buone pratiche italiane. La pubblicazione di questi documenti è prevista per la fine del 2021.

I documenti normativi nazionali e internazionali dovranno considerare l’eterogeneità dei soggetti coinvolti, i livelli da tenere in considerazione (maso, meso e micro), l’intersezione con la simbiosi industriale e il Life Cycle Assessment, l’imprescindibile necessità di una visione integrata e di un pensiero olistico. Tutti questi aspetti aumenteranno la completezza delle informazioni contenute negli standard, descrivendo uno stato dell’arte dettagliato.

Con questo articolo abbiamo iniziato a presentare cosa sta facendo UNI (e la normazione internazionale) per definire i riferimenti normativi di più alto livello per l’economia circolare e daremo aggiornamenti periodici sul loro stato di avanzamento, ma UNI ha già pubblicato numerose norme tecniche e prassi di riferimento settoriali di dettaglio la cui applicazione può – fin da subito – aiutare le organizzazioni ad essere concretamente circolari e soprattutto a poterlo provare a se stesse, a terzi e quindi dichiararlo. Ve le racconteremo!

© Riproduzione riservata

 

 

 

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