Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica torna a convocare il tavolo italiano sulla crisi del riciclo della plastica. La nuova convocazione è fissata per mercoledì 3 giugno e arriva dopo mesi di stallo per una filiera che continua a denunciare una perdita strutturale di competitività, tra costi energetici, concorrenza delle plastiche vergini, importazioni extra-Ue e difficoltà nel garantire sbocchi economicamente sostenibili ai materiali riciclati.
Quella del 3 giugno sarà la quarta convocazione del tavolo. Il primo incontro si era tenuto l’8 ottobre 2025, dopo la convocazione annunciata dal MASE a settembre; a seguire, le parti erano tornate al Ministero il 25 novembre e poi il 22 dicembre 2025. Dalla prima riunione alla nuova convocazione saranno passati quasi otto mesi. Cinque dall’ultima.
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Una crisi che si cronicizza
Cinque mesi in cui la crisi non ha avuto un andamento lineare. Nelle scorse settimane l’aumento del prezzo di petrolio e gas, legato alle tensioni e ai bombardamenti in Iran e ai rischi sullo stretto di Hormuz, aveva temporaneamente migliorato la posizione relativa dei pezzi della plastica riciclata rispetto alla vergine. Ma, secondo i riciclatori di Assorimap, quella finestra si è chiusa rapidamente: la breve inversione di tendenza non avrebbe risolto il nodo di fondo, cioè una perdita di competitività considerata ormai strutturale.
Il quadro quindi resta quello già descritto da EconomiaCircolare.com nei mesi scorsi: il riciclo meccanico della plastica è schiacciato da prezzi bassi e volatili dei polimeri vergini, alti costi di produzione guidati dai prezzi energetici, domanda debole di materia prima seconda e concorrenza di materiali importati da Paesi extra-Ue con standard ambientali e controlli non sempre equivalenti.
Le proposte per uscire dalla crisi
Una recente analisi di REF Ricerche ha indicato tra le priorità il mantenimento e la saturazione della capacità di riciclo esistente, insieme a misure su Criteri ambientali minimi, plastic tax, costi di smaltimento degli scarti e obblighi di contenuto minimo riciclato.
Sul piano nazionale, i riciclatori lamentano che nessuna delle azioni richieste al tavolo sia stata finora accolta. Tra le proposte avanzate figurano crediti di carbonio, certificati bianchi, anticipo degli obblighi di contenuto riciclato nei nuovi prodotti e misure fiscali a sostegno della plastica riciclata. A pesare, secondo Assorimap, anche la decisione di CONAI e COREPLA di ridurre o eliminare dal 30 marzo alcuni incentivi riconosciuti per il riciclo delle frazioni più complesse, come plastiche miste e alcuni prodotti in PET.
Il rischio non riguarda solo gli impianti industriali. Già a novembre CONIP, CORIPET e COREPLA – tra i presenti al tavolo, insieme ad Assorimap, Anci, Confindustria – avevano scritto ai ministeri dell’ambiente, delle imprese e dell’economia segnalando il possibile impatto della crisi sull’intero servizio pubblico di gestione dei rifiuti, fino al rischio di interruzione della raccolta differenziata in alcune aree del Paese.
Scriveva ancora CONAI pochi giorni fa – annunciano l’aumento del Contributo ambientale CONAI sulle plastiche – che, pur tra “segnali di miglioramento dei ricavi da aste per specifiche frazioni di materiale (poco più del 25% dei materiali gestiti)” resta “una significativa pressione sui costi della filiera” della raccolta e del trattamento della plastica.

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Cosa aspettarsi dal tavolo al MASE
Il nuovo incontro del 3 giugno arriva dunque in un momento in cui il confronto istituzionale è chiamato a misurarsi non più soltanto con l’emergenza, ma con la sua durata. La domanda che resta aperta è se il tavolo riuscirà a trasformarsi da sede di ascolto e coordinamento in luogo di decisione: perché, come ha riconosciuto anche la Commissione europea nel pacchetto dedicato al riciclo della plastica presentato a fine 2025, senza un intervento a sostegno del settore rischiano di saltare non solo gli equilibri industriali, la tenuta dell’infrastruttura europea del riciclo ma anche gli obiettivi europei su imballaggi, plastica monouso ed economia circolare.
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