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domenica, Giugno 13, 2021

Auto elettriche e batterie, cosa si sta muovendo in Europa?

Il mercato di auto elettriche in crescita pone importanti sfide all’Unione europea per quanto riguarda il riciclo delle batterie. Ecco i progetti e le iniziative dell’UE per affrontare la questione in un’ottica circolare.

Elisa Elia
Giornalista e fotografa, anno 1992. Dopo gli studi in Editoria e scrittura all’Università di Roma La Sapienza, inizia a collaborare con le prime testate giornalistiche. Ha scritto per l’Italia che cambia, Il Manifesto, Left e Il Migrante. Appassionata del mondo del sociale, lavora anche con organizzazioni attive sul territorio a Roma, convinta che le parole rappresentino una parte fondamentale del cambiamento.

Gli ultimi dati a disposizione parlano chiaro: il numero di auto elettriche nell’Unione Europea sta aumentando. Secondo il report “Making the transition to zero-emission mobility” di Acea (l’associazione europea dei produttori di automobili) stilato nell’ottobre 2020, il trend del mercato di auto elettriche BEV (vetture full electric) e PHEV (ibride plug-in) è cresciuto del 2.4% negli anni fra il 2014 e il 2019, con un grosso incremento nell’ultimo anno.

Ma il dato ancora più significativo è quello relativo all’Italia del 2020, in concomitanza con la pandemia: c’è stata una contrazione del 27,93% della vendita di auto con motore a combustione e un aumento del 250% di quelle BEV e PHEV.

Secondo il Centro Studi Promotor si tratta di un trend che riguarda tutta l’Europa occidentale, dal momento che “continuano a crescere ovunque le immatricolazioni di auto elettriche e ibride”.

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Le sfide del mercato di auto elettriche all’Unione europea

Questa crescita del mercato dell’auto elettrica, senz’altro positiva per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni di CO2, presenta, tuttavia, nuove sfide altrettanto importanti sulla filiera delle batterie.

Da un lato c’è la questione che riguarda l’approvvigionamento delle materie prime per produrre batterie (cobalto, litio, nichel ad esempio) e la trasparenza di questa filiera: la Repubblica Democratica del Congo fornisce ad esempio il 55% della domanda globale di cobalto a fronte di un grave sfruttamento dei lavoratori e violazioni dei diritti umani.

Dall’altro, c’è quella del riciclo delle batterie per l’auto elettrica, su cui l’Europa si sta muovendo adesso: si stima che se dovessimo riciclare solo tutte le batterie delle auto elettriche immesse nel mercato entro il 2020, nel 2030 ci ritroveremo a gestire 28.000 tonnellate di rifiuti.

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Quali sono le iniziative dell’Europa sulle batterie per le auto elettriche

Per questi motivi l’Unione Europea sta portando avanti diverse iniziative volte a regolamentare il settore delle batterie per l’auto elettrica e a incentivare processi di ricerca e innovazione.

Lo scorso 10 dicembre, ad esempio, è stato pubblicato il nuovo Regolamento UE che definisce e classifica i vari tipi di batterie circolanti nell’Unione in modo da armonizzare il mercato e promuove un corretto riciclo, quest’ultimo di fondamentale importanza ai fini della diminuzione delle importazioni dall’estero e della riduzione degli scarti. L’intervento dell’UE mira quindi a responsabilizzare i produttori e a far sì che, conformandosi a regole propedeutiche al riciclo del materiale prodotto, prendano in carico la questione.

Accanto al regolamento, l’Unione Europea è protagonista di grossi investimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione. Battery 2030+, ad esempio, è un progetto che, grazie allo stanziamento di 40,5 milioni da parte della Commissione Europea, punta a sostenere iniziative per lo studio e la creazione delle “batterie sostenibili del futuro”. C’è poi l’European Battery Innovation, che prevede che 12 Stati membri (fra cui l’Italia) contribuiscano con 2,9 miliardi di euro al finanziamento di iniziative con “l’obiettivo comune di supportare una catena di valore strategico per il futuro dell’Europa, in particolare per quanto riguarda la mobilità pulita e a zero emissioni.”

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Le gigafactory e la produzione di batterie dell’Unione europea

Infine, nel 2017 l’Unione Europea ha lanciato il progetto European Battery Alliance, con lo scopo di creare una propria catena di produzione di celle a batteria efficienti e sostenibili. Grazie a questo progetto si sta concretamente investendo nella costruzione di 25 gigafactory, ovvero “fabbriche di gigaWatt” e sostenendo 42 aziende in 12 paesi Ue.

L’obiettivo è produrre direttamente in Europa le batterie per mettere in circolo 6 milioni di veicoli elettrici entro il 2025.

Una di queste gigafactory sarà in Italia: si tratta della Italvolt, che avrà sede a Scarmagno, in Piemonte. Fondata e finanziata da  Lars Carlstrom, con un investimento di 4 miliardi di euro e 300.000 metri quadri, sarà la gigafactory più grande d’Europa.

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Le sfide non finiscono qui

 L’Unione Europea, dunque, si sta attrezzando per un mercato in crescita e per far sì che anche la produzione di batterie per le auto elettriche possa avvenire in un’ottica di circolarità e trasparenza della filiera.

Ma ancora tante domande rimangono senza una risposta chiara: da dove verranno ricavate le materie prime (ad esempio il litio) e come si farà concretamente a garantire la trasparenza della filiera? La questione della responsabilità dei produttori sarà davvero accolta e armonizzata in tutti i paesi Ue? Tutto questo, allora, non è che un primo, piccolo passo verso il futuro.

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