sabato, Marzo 6, 2021

Batterie di nuova generazione, l’UE sblocca aiuti di Stato per 600 milioni di euro

La Commissione europea ha dato il via libera al secondo importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI) a sostegno della ricerca e dell’innovazione nella catena del valore e delle batterie. L’Italia partecipa con 12 imprese e 2 centri di ricerca. “Entro il 2025 avremo sei milioni di veicoli elettrici l'anno"

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com

Una catena del valore sostenibile e innovativa che porterà l’Europa a produrre materie prime, celle, moduli e sistemi di batterie di nuova generazione e che consentirà la riconversione e il riciclaggio delle batterie con metodi innovativi e più efficienti: sono gli obiettivi che la Commissione europea persegue dopo l’avvio, firmato il 26 gennaio, del secondo importante progetto di comune interesse europeo (noto con l’acronimo IPCEI).

A darne notizia è il ministero dello Sviluppo Economico. Il progetto, denominato European Battery Innovation, è stato elaborato e notificato congiuntamente da Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia.

“L’Italia – si legge sul sito del Mise – partecipa a questo importante progetto, su impulso del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, con ben 12 imprese (Endurance, Enel X, Engitec, FCA Italy, Fiamm, Fluorsid Alkeemia, FPT Industrial, Green Energy Storage, Italmatch Chemicals, Manz Italia, Midac, Solvay) e 2 centri di ricerca (Enea e Fondazione Bruno Kessler), consolidando il proprio presidio innovativo nel campo delle batterie di nuova generazione grazie agli investimenti programmati attraverso questo grande progetto: l’erogazione di aiuti di stato per oltre 600 milioni di euro, produrrà un investimento totale di oltre 1 miliardo a livello nazionale”.

Sinergia tra Stato e imprese per una reale economia circolare

In una nota, la Commissione spiega che nei prossimi anni i 12 Stati membri erogheranno finanziamenti fino a 2,9 miliardi di euro, che dovrebbero a loro volta sbloccare 9 miliardi di investimenti privati. Questo progetto, che integra il primo IPCEI approvato dalla Commissione nel dicembre 2019, “pone decisamente l’accento sulla sostenibilità: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione e alla produzione degli elementi di batteria e dei pacchi batterie, fino al riciclaggio e allo smaltimento all’insegna dell’economia circolare”.

Rispetto al primo progetto IPCEI, inoltre, è aumentato notevolmente il numero dei partecipanti: in questo caso sono stati coinvolte 42 realtà, tra cui piccole e medie imprese e start-up attive in uno o più Stati membri. In Italia vale la pena segnalare la presenza di alcune big come Enel e FCA, che continuano in questo modo a spingere sui temi dell’economia circolare, supportate ancora una volta dai finanziamenti statali in quella auspicata sinergia tra pubblico e privato che è anche uno degli obiettivi del Recovery Plan, attualmente in discussione al Parlamento e che abbiamo analizzato con la nostra rubrica “In Circolo”.

Nello specifico  Fluorsid, Green Energy Storage, Italmatch Chemicals e Solvay aderiscono all’ambito “Materie prime e materiali avanzati”, FCA, Green Energy Storage e Midac partecipano all’ambito “Elementi di batteria”, Enel X, FCA, FIAMM, FTP Industrial, Green Energy Storage e Midac sono coinvolte nei “Sistemi di batteria” e, infine, ancora Enel X, Engitec, FIAMM, Italmatch Chemicals e Midac per l’ambito “Riciclo e sostenibilità”. I partecipanti, spiega Bruxelles nella nota, lavoreranno a stretto contatto gli uni con gli altri: sono previste quasi 300 collaborazioni (con oltre 150 partner esterni, tra cui università, organizzazioni di ricerca e PMI di tutta Europa), mentre il completamento del progetto è atteso entro il 2028 anche se per ciascuno dei sottoprogetti è previsto un calendario specifico.

“L’Europa è uno dei capofila mondiali del settore”

“Le grandi sfide con cui l’economia europea deve misurarsi sul piano dell’innovazione possono comportare rischi eccessivi per un solo Stato membro o una sola impresa – ha dichiarato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza – Fare squadra per sostenere l’industria nello sviluppo di batterie più sostenibili e innovative è quindi una scelta logica da parte dei governi europei. Il progetto odierno è un esempio di sinergia tra la politica di concorrenza, l’innovazione e la competitività”.

Oltre al risultato immediato, le prospettive future del progetto IPCEI sono allettanti. “Grazie all’enfasi sulle batterie di nuova generazione, questo solido progetto paneuropeo contribuirà a rivoluzionare il mercato, oltre a migliorare la nostra autonomia strategica in un settore cruciale per la transizione verde e la resilienza europea a lungo termine – ha affermato il vicepresidente Maroš Šefcovic, responsabile della European Battery Alliance – Tre anni fa la visibilità dell’industria europea delle batterie era praticamente nulla. Oggi l’Europa è uno dei capofila mondiali del settore, ed entro il 2025 le iniziative della European Battery Alliance daranno vita a un’industria efficiente, in grado di alimentare almeno sei milioni di veicoli elettrici l’anno“.

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