Siamo troppi? La popolazione umana ha superato la capacità di carico della Terra

Uno studio scientifico analizza il rapporto tra demografia e ambiente. Sotto osservazione la capacità di carico della Terra, cioè il numero massimo di persone che un ambiente può sostenere nel lungo periodo senza degradarsi. Non c’è un “numero magico” ma conta come viviamo: serve una profonda revisione

Andrea Turco
Andrea Turco
Giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l'associazione A Sud cura l'Osservatorio Eni

Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità ambientale si è intensificato, ma una domanda resta centrale e spesso controversa: la popolazione umana ha superato la capacità di carico della Terra? Un recente studio pubblicato su Environmental Research Letters riporta l’attenzione su questo tema, suggerendo che l’umanità potrebbe già trovarsi oltre i limiti sostenibili del pianeta.

Lo studio ha un titolo molto netto, che è appunto Global human population has surpassed Earth’s sustainable carrying capacity, e vede numerose firme. Il punto di partenza dello studio è la consapevolezza che “gli esseri umani hanno senza dubbio la demografia meglio studiata di qualsiasi specie” ma che nonostante la ricchezza di dati e analisi sulla demografia umana, abbiamo ancora una scarsa comprensione di come la popolazione umana globale possa rispondere al mutare dei  feedback ambientali.

Per dirla in un altro modo: se la popolazione umana continua a crescere, e con essa le esigenze di consumo, ma le risorse del pianeta restano le stesse, o crescono a un ritmo non adeguato all’aumento delle persone, che si fa? Una domanda quantomai preziosa se incrociata, ad esempio, col fatto che domenica 3 maggio per l’Italia è scattato l’Overshoot day, cioè la popolazione italiana ha consumato tutte le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un intero anno e sta cominciando anche quest’anno a vivere “a credito”, intaccando le risorse naturali destinate alle generazioni future e accumulando un debito ecologico sempre più insostenibile. 

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Cos’è la capacità di carico umana

In ecologia, la “capacità di carico” indica il numero massimo di persone che un ambiente può sostenere nel lungo periodo senza degradarsi. Applicare questo concetto agli esseri umani è complesso, perché a differenza delle altre specie, siamo in grado di modificare profondamente l’ambiente attraverso tecnologia, economia e organizzazione sociale.

Proprio questa capacità di adattamento ha permesso alla popolazione mondiale di crescere rapidamente, soprattutto grazie all’uso dei combustibili fossili (negli ultimi due secoli) e allo sviluppo industriale. Tuttavia questa crescita ha un costo enorme: l’erosione delle risorse naturali e l’aumento delle pressioni sugli ecosistemi.

“Un’altra complicazione  – si legge nello studio – è che nonostante la ben documentata crisi ecologica e climatica in corso, resa possibile dallo sfruttamento dei combustibili fossili, e l’osservazione che le società umane hanno superato da tempo la ‘biocapacità’ della Terra (cioè la produttività dei beni ecologici, tra cui terreni coltivati, terreni di pascolo, terreni forestali, terreni di pesca e terreni edificati), le misure intraprese sono ancora insufficienti”.

giornata della Terra overshoot day e

Ma c’è di più: le attuali pressioni sulla biosfera derivano anche da un uso eccessivo persistente dei combustibili fossili, comprese le emissioni di carbonio passate. “Ciò significa che i fattori di stress sono il risultato di un uso cumulativo, storico, non solo delle attività attuali – si legge ancora –  Insieme, questi fattori di stress limitano il miglioramento continuo e sono invece propensi o hanno già iniziato a ridurre gli standard di vita”.

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Dalla crescita alla fase di rallentamento

Lo studio evidenzia inoltre un cambiamento cruciale nella dinamica demografica globale. Fino alla metà del XX secolo, la crescita della popolazione era “auto-rinforzante”: più persone significavano più innovazione, più produzione e quindi ancora più crescita.

A partire dagli anni ’60, però, questa dinamica si è invertita. Oggi osserviamo una fase in cui l’aumento della popolazione è associato a un rallentamento del tasso di crescita. Questo fenomeno è legato a diversi fattori:

  • diminuzione della fertilità
  • urbanizzazione
  • maggiore istruzione
  • cambiamenti socio-economici

Questo passaggio segnala che potrebbero essere entrati in gioco limiti sistemici legati alle risorse e all’ambiente.

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Quanti esseri umani può sostenere la Terra?

Lo studio distingue tra due concetti fondamentali:

  • Capacità massima: il numero massimo teorico di persone che la Terra può sostenere, anche sfruttando risorse non rinnovabili. La stima è tra 11,7 e 12,4 miliardi entro il 2070.
  • Capacità sostenibile: il numero di persone che possono vivere senza compromettere gli equilibri ecologici nel lungo periodo. Qui la stima scende drasticamente a circa 2,5 miliardi.

Considerando che oggi la popolazione globale supera gli 8 miliardi, la conclusione è chiara: stiamo vivendo oltre i limiti sostenibili del pianeta.

Il ruolo dei consumi

Un punto chiave del dibattito riguarda il rapporto tra popolazione e consumo. Sarà banale ma non tutti gli esseri umani hanno lo stesso impatto sull’ambiente: i Paesi ad alto reddito consumano molte più risorse pro capite rispetto a quelli a basso reddito.

Tuttavia lo studio suggerisce che la dimensione totale della popolazione resta un fattore determinante, spesso più del consumo individuale, nel spiegare fenomeni come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l’aumento delle emissioni. Altro problema fondamentale riguarda l’interazione tra popolazione, consumo e tecnologia. 

consumi

Overshoot ecologico: vivere oltre i limiti

Dal 1970 l’umanità è entrata in una fase di “overshoot”, ovvero utilizza più risorse di quante la Terra riesca a rigenerare ogni anno. Questo squilibrio è reso possibile dall’uso massiccio di combustibili fossili, che però accelera il cambiamento climatico e degrada ulteriormente gli ecosistemi.

In altre parole, stiamo sostenendo il presente consumando il futuro.

Quali scenari per il futuro?

Le proiezioni indicano che la popolazione globale potrebbe continuare a crescere fino alla seconda metà del secolo, per poi stabilizzarsi o diminuire. Ma è chiaro che senza cambiamenti significativi nei modelli di consumo e produzione la pressione ambientale continuerà ad aumentare.

Le autrici e gli autori dello studio sottolineano la necessità di una profonda revisione delle pratiche socio-economiche, che includa:

  • uso più efficiente delle risorse
  • transizione energetica
  • tutela della biodiversità
  • riduzione degli sprechi

In conclusione, il tema della sovrappopolazione non può essere ridotto a una semplice questione numerica. Non esiste un “numero magico” di esseri umani sostenibili in assoluto. Le evidenze scientifiche indicano chiaramente che l’attuale combinazione di popolazione, consumi e tecnologia non è sostenibile nel lungo periodo.

La sfida non è solo quanti siamo, ma come viviamo. E il tempo per riequilibrare questo rapporto potrebbe essere più limitato di quanto pensiamo.

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