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domenica, Agosto 1, 2021

Se il deposito su cauzione spinge la raccolta differenziata. L’eccellenza della Lituania

Il piccolo stato baltico ha rivoluzionato la raccolta di bottiglie e contenitori di bevande portandola a livelli altissimi. Con un modello che produce vantaggi per tutti gli attori coinvolti

Daniele Di Stefano
Giornalista, scrive per diverse testate. È convinto che la sostenibilità ambientale abbia a che fare con la salute (del pianeta e la nostra), con l’innovazione e la competitività delle imprese, con la qualità della vita e la giustizia sociale.

Passare in un solo anno dal 34% della raccolta differenziata di bottiglie in PET al 74%, e balzare al 92% l’anno dopo, è possibile. Ci è riuscito il piccolo Stato baltico della Lituania, grazie a un sistema, evidentemente efficace, di deposito su cauzione (DRS, Deposit Return System, in inglese). Un sistema che ha vantaggi per tutti: i Comuni che vedono alleggerita la raccolta differenziata; le imprese del riciclo, che ottengono materiale in quantità maggiori e privo di frazioni estranee; i produttori di imballaggi, che hanno affidato la gestione di tutto il processo – dalla raccolta dei rifiuti al riciclo – a un soggetto (Užstato Sistemos Administratorius, in sigla Usad); i negozianti, che restituiscono ai clienti i depositi riferiti ai contenitori raccolti e ricevono da parte dell’operatore di sistema una fee proporzionale alle quantità gestite; lo Stato, che ha visto il tasso di riciclo del packaging aumentare.

In principio fu una legge

Il processo legislativo del DRS è partito nell’aprile del 2013: un anno dopo il Parlamento di Vilnius approva la legge sugli imballaggi e sulla gestione dei rifiuti da imballaggio. Fino ad allora,attraverso un sistema volontario, il deposito veniva applicato solo ai contenitori di vetro riutilizzabili per birra, bevande alcoliche, bibite analcoliche, acqua minerale e succhi. La legge ha istituito un sistema di responsabilità estesa del produttore: chi produce gli imballaggi è tenuto a occuparsi anche del loro fine vita e ad organizzarne la raccolta differenziata quando saranno diventati rifiuti, o a contribuire alla gestione dei rifiuti urbani. Partendo da questo obbligo, l’industria lituana delle bevande ha ritenuto più conveniente finanziare un proprio sistema di raccolta centralizzato a livello nazionale ma gestito da un’organizzazione no profit: nasce così Usad, a cui poi il governo ha affidato tramite bando pubblico la responsabilità della gestione del sistema di deposito, operativo dal primo febbraio 2016.

Vai allo Speciale di EconomiaCircolare.com sui sistemi di deposito su cauzione

Come opera Usad

Fondata dall’associazione lituana dei produttori di birra, dall’associazione delle imprese commerciali e dall’associazione dei produttori di acque minerali, che rappresentano insieme l’80% degli imballaggi per bevande immessi al consumo, Usad gestisce l’intero sistema di deposito, iniziando con la raccolta dei rifiuti da imballaggio e terminando con il riciclaggio. L’attività, sottoposta al monitoraggio del ministero dell’Ambiente lituano, si articola lungo le diverse fasi della filiera: selezione e avvio a riciclo, scelta dei riciclatori, misurazione dei flussi, compensazione dei depositi per rivenditori e dei costi di raccolta, organizzare della logistica, del marketing e della vendita dei materiali raccolti fino alle attività di informazione e formazione.

Il sistema della cauzione

All’acquisto di una bevanda – tutte quelle vendute in imballaggi di plastica, vetro e alluminio da 0,1 fino a 3 litri, con alcune esclusioni: latte, liquori e superalcolici – il consumatore paga 10 centesimi di cauzione, che gli vengono poi restituiti (in contanti o in buoni spesa) quando riconsegna l’imballaggio vuoto. Il vuoto va riportato in uno degli oltre 2.700 punti di consegna in tutto il Paese: ogni negozio che vende bevande e che abbia dimensioni superiori a 300 metri quadrati è tenuto a ritirare i vuoti e rimborsare la cauzione. Nelle zone rurali l’obbligo viene esteso a tutti i negozi. E comunque si può scegliere di partecipare volontariamente.

Leggi anche: Sistemi di deposito su cauzione: la via obbligata che conviene anche all’Italia

I risultati

Già un anno dopo la partenza, a fine 2016, la percentuale di intercettazione delle bottiglie in PET (quante bottiglie vengono raccolte per il riciclo, sul totale di quelle commercializzate) passa dal 34 al 74,3%, fino ad arrivare al 91,9% a fine 2017 (per il vetro si arriva all’83%, al 93% per le lattine). In cinque anni sono stati raccolti 2,7 miliardi di contenitori. Risultati che danno uno slancio al riciclo complessivo del packaging della Lituania, che sale, tra 2015 e 2016 (ultimo dato Eurostat disponibile) del 10%.

Un’infrastruttura win-win 

Gli ultimi dati (2018) ci dicono che dei 2.700 punti di raccolta già citati, mille hanno una Rvm: distributore automatico inverso (Reverse vending machine, in inglese). Nove bottiglie su dieci sono raccolte con i distributori automatici inversi posizionati all’interno o in prossimità dei negozi. La Rvm è una macchina (in diversi modelli a seconda della capacità e della grandezza) in cui infilare bottiglie e lattine che vengono divise per materiale e pressate. Quello che ne risulta viene poi raccolto da personale dedicato.

Queste macchine sono state realizzate, dopo una gara pubblica indetta da Usad, dalla multinazionale norvegese Tomra. Ma Usad non ha acquistato le macchine, che restano di proprietà del costruttore: paga invece a Tomra una commissione proporzionale ai flussi di bottiglie. Con la commissione Tomra, che ha posizionato gratuitamente le Rvm nei supermercati (si parla come abbiamo visto, di negozi sopra i 300 metri quadrati), recupera i costi del proprio investimento.

Usad garantisce ai negozianti una commissione di gestione in cambio dello spazio concesso, dei costi relativi al personale, delle utenze. E i negozianti apprezzano, tanto che Laurynas Vilimas, direttore dell’associazione della Distribuzione organizzata lituana, ha dichiarato: “Posso dire con assoluta certezza che l’adozione del sistema di deposito era la cosa giusta da fare”. Le commissioni che Usad gira a Tomra e ai negozianti arrivano alla vendita degli imballaggi ai riciclatori e da un compenso per il servizio svolto, oltre che dal fondo derivante dai depositi non riscossi, mentre le spese di amministrazione di Usad sono pagate dei produttori di bevande.

Leggi anche: “I DRS sono il futuro”. Una radiografia globale dei sistemi di deposito

Gli enti locali risparmiano e i cittadini apprezzano

Il sistema, dunque, si paga da solo. E ci sono anche altri benefici: meno rifiuti che i Comuni devono gestire, meno bottiglie e lattine abbandonate, meno imballaggi in discarica. Il timore che sottrarre alla raccolta differenziata comunale la frazione più nobile (PET, vetro, alluminio) possa intaccare le entrate per i Comuni viene non solo fugato dall’esempio Lituano ma anche dal Global deposit book 2020 della piattaforma Reloop, piattaforma multi-stakeholder per la promozione dell’economia circolare, in cui il confronto tra oltre 25 diversi sistemi di cauzionamento ha evidenziato, in tutti i casi, dei risparmi per gli enti locali. Già nel 2016, a un anno dal via, quasi tutti i consumatori lituani conoscevano il sistema di deposito, a conferma dell’adeguatezza ed efficacia degli investimenti fatti nella comunicazione. Già all’epoca, nove lituani su dieci lo avevano usato almeno una volta. E la maggioranza degli intervistati ha addirittura affermato di aver riciclato di più dopo l’avvio del deposito su cauzione.

Leggi anche: Le resistenze dei grandi marchi ai sistemi di deposito cauzionale per bevande

 

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