sabato, Maggio 28, 2022

Transizione ecologica? “Impianti necessari ma non sufficienti: servono incentivi per i prodotti riciclati”

FISE UNICIRCULAR e Fondazione Sviluppo Sostenibile hanno presentato oggi l’edizione 2021 de “L’Italia del Riciclo”, il rapporto che illustra dati e trend sullo sviluppo del riciclo dei rifiuti, filiera per filiera: “Per una reale transizione ecologica servono semplificazione normativa e incentivi all’uso dei prodotti riciclati”

Madi Ferrucci
Nata in provincia di Pisa il 26 giugno 1991. Laureata in Filosofia e diplomata alla scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Assieme a due colleghi ha vinto il Premio Morrione 2018 e il Premio Colombe d'Oro per la Pace 2019 con un’inchiesta internazionale sulla fabbrica di armi RWM in Sardegna. Ha lavorato a The Post Internazionale nella sezione news e inchieste. Collabora con Economiacircolare.com, il Manifesto e altre testate nazionali. Fa parte del collettivo di giornalisti freelance “Centro di giornalismo permanente".

L’Italia del riciclo – come l’hanno felicemente battezzata Fondazione Sviluppo Sostenibile e FISE UNICIRCULAR – cresce. Cresce nonostante la pandemia e nonostante i noti limiti impiantistici, soprattutto al sud. I fondi del Pnrr sono un’occasione preziosa per alimentare l’economia circolare e la transizione ecologica tricolore. Ma attenti a limitarsi all’approccio tecno-impiantistico: “Per una reale transizione ecologica oggi servono semplificazione normativa e incentivi all’uso dei prodotti riciclati”. Il cuore dell’ultimo report di FISE UNICIRCULAR (l’Unione Imprese Economia Circolare) e Fondazione Sviluppo Sostenibile sulla filiera italiana dell’economia circolare è questo: è necessario rafforzare il mercato dei materiali seconda vita per premiare economicamente la loro sostenibilità, compensando la mancata assunzione nei prezzi delle materie prime vergine dei costi ambientali legati all’estrazione.

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Italia del riciclo: obiettivi raggiunti per quasi tutte le filiere di imballaggi

“Nonostante lo shock determinato dall’avvio della pandemia, nel 2020 l’industria nazionale del riciclo ha confermato la sua posizione di avanguardia a livello europeo”, scrivono FISE UNICIRCULAR e Fondazione Sviluppo Sostenibile nell’edizione 2021 de “L’Italia del Riciclo”. Alcune filiere del riciclo hanno infatti già raggiunto in anticipo gli obiettivi fissati dai Paesi europei.

Il tasso di riciclo degli imballaggi è salito al 73% dell’immesso al consumo, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente: circa 9,6 milioni di tonnellate avviate a recupero di materia (dato stabile rispetto al 2019). Obiettivi europei centrati per tutte le frazioni (carta, 87%; vetro, 79%; legno, 62%, alluminio, 69%; acciaio, 80%) plastica esclusa (49% riciclato contro il 50% da raggiungere entro il 2025). Ma non ci sono solo gli imballaggi. Non raggiungono gli obiettivi le filiere di RAEE (38,4% dell’immesso al consumo, decisamente lontano dall’obiettivo del 65% previsto per il 2019), veicoli fuori uso (reimpiego e riciclo 85%, distante dall’obiettivo del 95%, previsto per il 2015) e pile e accumulatori portatili (il tasso di raccolta si è fermato al 43%, due punti sotto il target previsto per il 2016).

Calano, causa pandemia, i quantitativi di oli minerali usati (-11% vs 2019) e di oli vegetali esausti (-12%) raccolti e avviati a riciclo. Per gli oli minerali la percentuale di raccolta è rimasta comunque al 46%. Crescono organico (+7,5%) e rifiuti tessili (+8%, entrambi dati 2019), nonché per la filiera degli inerti che nel 2019 ha superato, con un anno di anticipo, il tasso di recupero di materia del 70%, toccando quota 78%. Per quanto riguarda gli pneumatici fuori uso, si stima siano state avviate a recupero di materia 82.400 tonnellate e a recupero energetico 119.000 tonnellate. In piena evoluzione anche il riciclo dei rifiuti da spazzamento stradale (451.000 tonnellate, circa 7,5 kg/abitante) e quello dei solventi che raggiunge quota 77% dell’immesso al consumo.

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Riciclo e mercato delle materie prime in Italia

Questi anni di pandemia ci stanno facendo toccare con mano quanto le nostre economie siano fragili e dipendenti dalla politica degli approvvigionamenti di altri Paesi”, ha detto Paolo Barberi, Presidente di FISE UNICIRCULAR, presentando il report: “Ecco quindi che il riciclo, oltre alla valenza che esso riveste per la transizione ecologica, assume ancor più un’importanza strategica per la resilienza del nostro sistema economico e sociale”.

Il riciclo, insomma, va rafforzato e sostenuto non solo perché contribuisce alla necessaria cura dimagrante dell’impronta ambientale dell’economia, ma anche perché mette la stessa economia nazionale al riparo dalle fluttuazioni (che in questi ultimi mesi sono diventate montagne russe) dei prezzi delle materie prime.  “Per questo motivo – sottolinea ancora Barbieri –  occorre creare un mercato e una cultura che valorizzino adeguatamente, con opportuni strumenti, i materiali e i prodotti da riciclo, scoraggiando il ricorso all’utilizzo delle materie prime vergini”.

Gli fa eco Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: “Per cogliere le nuove sfide il riciclo deve avere maggiori sbocchi per i materiali che produce in modo che le materie prime seconde siano preferite alle materie prime vergini e maggiormente richieste e impiegate”.

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