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domenica, Giugno 23, 2024

Il programma ONU per un’agricoltura resiliente al clima promuovendo l’uguaglianza di genere

Con il coinvolgimento attivo delle donne africane nel settore agricolo si promuovono l'uguaglianza di genere e l'emancipazione economica, oltre che la costruzione di comunità più resilienti e consapevoli di fronte alle sfide climatiche

Marta Bello
Marta Bello
Giornalista freelance per EconomiaCircolare.com e Divercity Magazine, di cui è anche editor responsabile. È laureata in Filosofia etico-politica e specializzata in studi di genere, oltre ad essere una fumettista in erba. Si occupa di femminismo, ambiente, diversità e inclusione, ha molto a cuore la giustizia sociale e climatica. Scrive e disegna da sempre, ha collaborato con numerose testate, tra cui: Mondo Sommerso, Photopress-Agenzia Stampa e Il Corriere della Città. Le sue origini affondano le radici in Romania e ama viaggiare alla scoperta della bellezza del mondo e delle sue contraddizioni.

Dal 2019, UN Women e l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite hanno fatto convergere le loro forze e le loro risorse al fine di promuovere l’emancipazione delle donne in Africa attraverso programmi innovativi di agricoltura climaticamente intelligente. Il progetto mira ad insegnare non solo competenze tecniche, ma anche a migliorare le condizioni di lavoro delle donne impiegate nel settore agricolo, contrastando le disuguaglianze e promuovendo l’accesso ai mercati formali.

Tra agroindustria sostenibile ed empowerment femminile

Un recente rapporto della FAO sottolinea che il 66% delle lavoratrici nell’Africa sub-sahariana è impiegata nel settore agricolo. Tuttavia, le condizioni di lavoro delle donne risultano spesso più precarie rispetto a quelle degli uomini, con molte di loro impegnate in lavori informali ad alta intensità di manodopera e con un salario misero. Per queste ragioni, l’emancipazione delle donne in questo contesto richiede interventi mirati.

Infatti, le partecipanti al progetto “Contributing to the empowerment of women in Africa through climate-smart agriculture” hanno assimilato le competenze necessarie per un’agricoltura sostenibile e un lavoro autonomo. Ad esempio, hanno imparato a utilizzare tecnologie sostenibili come l’irrigazione a goccia, a praticare la rotazione delle colture e a coltivare diversi tipi di vegetali in sinergia per preservare il suolo fertile.

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Gli obiettivi e i risultati del programma

Il progetto ha abbracciato diverse realtà africane, raggiungendo 10.461 donne in Malawi concentrandosi sulla coltivazione di arachidi, mentre in Nigeria il programma ha raggiunto 12.500 donne insegnando loro tecniche per produrre burro di karitè e riso; con l’obiettivo di garantire la diversificazione delle attività agricole e una maggiore sicurezza alimentare. In Sudafrica ha raggiunto 4056 contadine a cui sono state fornite le competenze necessarie non solo nella coltivazione di mais e fagioli, ma anche nell’adozione di pratiche agricole resilienti al clima.

L’emancipazione delle donne in Africa attraverso l’agricoltura climaticamente intelligente è un passo cruciale verso la costruzione di un mondo più equo e sostenibile: l’obiettivo è creare un futuro in cui le donne africane non solo coltivino la terra, ma siano anche artefici del proprio destino creando imprese agricole di successo.

La testimonianza di Disebo Makatsa

Disebo Makatsa è una delle contadine sudafricane che ha ricevuto formazione attraverso il programma UN Women e FAO, sostenuto da Standard Bank, che ad oggi possiede un’azienda agricola di ortaggi e latticini di 368 ettari nella provincia di Free State.

Le partecipanti al programma, come Disebo Makatsa, diventano agricoltrici di successo e anche agenti di cambiamento nelle loro comunità; infatti, ha creato nuovi posti di lavoro assumendo ben 14 persone oltre a raccoglitrici stagionali durante l’anno.

Tuttavia, le sfide rimangono, e il programma continua a cercare modi innovativi per affrontare le disuguaglianze di genere nel settore agricolo e migliorare ulteriormente la sostenibilità ambientale. Le partecipanti ricevono inoltre indicazioni sulla conformità legale che le aiutano a formalizzare le proprie attività e a collaborare con rivenditori, rivenditrici, ma anche distributori e distributrici, per vendere prodotti che soddisfano gli standard di sicurezza alimentare e accedere al mercato formale. Infatti, come sostiene proprio Disebo Makatsa: “Ciò di cui molte donne contadine su piccola scala hanno bisogno sono competenze, finanziamenti, tecnologia e accesso ai mercati, per passare all’economia formale”.

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Emancipazione economica e lavorativa: un binomio indissolubile

L’accesso ai mercati formali è un passo cruciale che consente alle donne di accedere a finanziamenti, stabilire collaborazioni commerciali e migliorare la sicurezza alimentare nelle loro comunità. “L’obiettivo principale del programma è stato dare potere economico alle donne, migliorando al tempo stesso la resilienza climatica e la produttività agricola”, ha affermato Ayanda Mvimbi, specialista in emancipazione economica delle donne presso l’Ufficio multinazionale delle Nazioni Unite per le donne in Sud Africa.

L’emancipazione lavorativa delle donne in Africa attraverso l’agricoltura climaticamente intelligente è una risposta concreta alle sfide economiche e di genere. Con il coinvolgimento attivo delle donne nel settore agricolo si promuovono l’uguaglianza di genere e l’emancipazione economica, oltre che alla costruzione di comunità più resilienti e consapevoli di fronte alle sfide climatiche del futuro.

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