sabato, Ottobre 31, 2020

RAEE. LE NUOVE MINIERE URBANE

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com
[di Daniele Faverzani]
I RAEE sono tra i rifiuti urbani più pericolosi ma altresì tra i più preziosi. Vere e proprie miniere contenenti anche metalli e terre rare che Relight quotidianamente si impegna ad estrarre e ri-valorizzare.


Sinossi

Relight nasce nel 1999 da un progetto di cooperazione con Philips per la raccolta ed il recupero delle lampade fluorescenti e si è successivamente specializzata nel trattamento e nella bonifica delle apparecchiature a tubo catodico (TV e monitor). Oggi dispone di un impianto all’avanguardia per le attività di stoccaggio, recupero e trattamento di rifiuti speciali, pericolosi e non, prevalentemente appartenenti alla categoria delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Nell’impianto, situato a Rho, vengono trattate 20.000 tonnellate di RAEE all’anno e grazie ad un flusso di lavoro perfettamente organizzato, vengono recuperate materie prime seconde pronte per essere riciclate in nuovi prodotti. E’ il caso del vetro, che viene recuperato come materia prima seconda dai tubi catodici e dagli schermi dei vecchi televisori, nonché dal trattamento di lampade a fluorescenza. Grazie al progetto Glass Plus, ad esempio, il vetro ha trovato impiego negli impasti ceramici destinati alla produzione di piastrelle in gres porcellanato. Una gran quantità di rame si recupera dai gioghi di deflessione dei tubi catodici e dai cavi di alimentazione, e un altro metallo importante, il ferro, grazie un adeguato trattamento, può essere immesso nuovamente nel ciclo produttivo come materia prima seconda. Le componenti plastiche dei differenti elettrodomestici vengono triturate e raccolte separatamente per essere destinate ad altri operatori specializzati, così come altre parti importanti ed elementi preziosi quali le schede elettroniche che contengono anche oro e argento. Fiore all’occhiello di Relight è l’impianto per il recupero delle Terre Rare contenute principalmente all’interno delle lampade a fluorescenza e nei tubi catodici. La realizzazione dell’impianto è stata possibile grazie alla collaborazione con un consorzio internazionale di partner che ha sviluppato i progetti HydroWEEE finanziati attraverso i fondi della Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro. Le Terre Rare recuperate sono reimmesse sul mercato per la produzione di nuovi manufatti.

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