La dipendenza dell’Europa dalla Cina (che fornisce la quasi totalità delle terre rare) ha spinto l’UE a varare il Critical Raw Materials Act (CRMA), un regolamento entrato in vigore a maggio 2024 che mira a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile. Il CRMA fissa per il 2030 obiettivi chiari per l’autonomia europea:
- Almeno il 10% del consumo annuo di CRM deve provenire dall’estrazione in UE.
- Almeno il 40% deve provenire dalla raffinazione/processazione in UE.
- Almeno il 25% deve provenire dal riciclo interno all’UE.
- Non più del 65% del fabbisogno di ogni singola materia strategica deve provenire da un unico Paese terzo.
Per raggiungere questi target, il CRMA introduce i “Progetti Strategici”. Si tratta di iniziative, pubbliche o private, che beneficeranno di iter autorizzativi accelerati (massimo 24 mesi per l’estrazione, 12 mesi per riciclo e trasformazione) e di un accesso facilitato ai finanziamenti pubblici e privati.
- Chi li gestirà e dove: questi progetti saranno gestiti da grandi consorzi industriali e aziende specializzate. La localizzazione seguirà una logica di hub europei, concentrandosi probabilmente in Paesi con una forte base industriale e di ricerca nel settore, come il Belgio (sede di Umicore, leader mondiale nella raffinazione di metalli preziosi), la Germania, la Svezia e la Francia. L’Italia, grazie anche a iniziative private e al know-how esistente, punta a inserirsi in questa mappa con propri poli di eccellenza, come il nuovo impianto per il recupero di metalli preziosi e CRM da schede elettroniche inaugurato recentemente in Toscana.
- Cosa riciclano: i progetti strategici nel campo dei RAEE si concentreranno sulla costruzione di impianti di raffinazione su larga scala, utilizzando tecnologie idrometallurgiche e pirometallurgiche per recuperare l’intera gamma di materie prime critiche contenute nei rifiuti elettronici, chiudendo finalmente il cerchio del valore a livello europeo.
Il contributo di questi progetti sarà cruciale per la sovranità tecnologica e industriale dell’Europa, riducendo le dipendenze e alimentando con risorse interne le filiere della transizione digitale ed energetica.

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