giovedì, Dicembre 4, 2025

10. Che contributo daranno i progetti UE per il recupero delle materie prime critiche dai RAEE?

Perché è così fondamentale investire in sistemi di raccolta RAEE e impianti innovativi? Rispondiamo in 10 punti a tutte le curiosità sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, perché conoscere la complessità della sfida che affrontiamo è il primo passo per invertire la rotta

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

La dipendenza dell’Europa dalla Cina (che fornisce la quasi totalità delle terre rare) ha spinto l’UE a varare il Critical Raw Materials Act (CRMA), un regolamento entrato in vigore a maggio 2024 che mira a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile. Il CRMA fissa per il 2030 obiettivi chiari per l’autonomia europea:

  • Almeno il 10% del consumo annuo di CRM deve provenire dall’estrazione in UE.
  • Almeno il 40% deve provenire dalla raffinazione/processazione in UE.
  • Almeno il 25% deve provenire dal riciclo interno all’UE.
  • Non più del 65% del fabbisogno di ogni singola materia strategica deve provenire da un unico Paese terzo.

Per raggiungere questi target, il CRMA introduce i “Progetti Strategici”. Si tratta di iniziative, pubbliche o private, che beneficeranno di iter autorizzativi accelerati (massimo 24 mesi per l’estrazione, 12 mesi per riciclo e trasformazione) e di un accesso facilitato ai finanziamenti pubblici e privati.

  • Chi li gestirà e dove: questi progetti saranno gestiti da grandi consorzi industriali e aziende specializzate. La localizzazione seguirà una logica di hub europei, concentrandosi probabilmente in Paesi con una forte base industriale e di ricerca nel settore, come il Belgio (sede di Umicore, leader mondiale nella raffinazione di metalli preziosi), la Germania, la Svezia e la Francia. L’Italia, grazie anche a iniziative private e al know-how esistente, punta a inserirsi in questa mappa con propri poli di eccellenza, come il nuovo impianto per il recupero di metalli preziosi e CRM da schede elettroniche inaugurato recentemente in Toscana.
  • Cosa riciclano: i progetti strategici nel campo dei RAEE si concentreranno sulla costruzione di impianti di raffinazione su larga scala, utilizzando tecnologie idrometallurgiche e pirometallurgiche per recuperare l’intera gamma di materie prime critiche contenute nei rifiuti elettronici, chiudendo finalmente il cerchio del valore a livello europeo.

Il contributo di questi progetti sarà cruciale per la sovranità tecnologica e industriale dell’Europa, riducendo le dipendenze e alimentando con risorse interne le filiere della transizione digitale ed energetica.

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