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giovedì, Ottobre 21, 2021

In Italia sfuggono al riciclo più di 7 miliardi di bottiglie e lattine ogni anno

Questi contenitori per bevande finiscono dispersi nell’ambiente o smaltiti con il rifiuto indifferenziato, con enormi problemi di inquinamento e di spreco di risorse. Lo dice il rapporto “What we Waste” curato da Reloop e anticipato nel nostro Paese dall’Associazione Comuni Virtuosi

Economia Circolare
Redazione EconomiaCircolare.com

Ogni italiana e ogni italiano, dai neonati ai più anziani, “disperde” in un anno 119 bottiglie e lattine: 98 bottiglie di plastica (PET), 12 bottiglie in vetro e 9 lattine. Insomma, ogni 3 giorni ciascuno di noi sottrae alla raccolta differenziata 1 contenitore per bevande, gettandolo nell’indifferenziato, per mandarlo quindi incenerito o in discarica, oppure abbandonandolo nell’ambiente. In tutto sono quasi 7,2 miliardi i contenitori per bevande che non trovano la strada del riciclo e “si perdono” nel nostro Paese.

Il dato emerge dal Rapporto What we Waste curato, per 83 Paesi e oltre l’80% della popolazione mondiale, dalla piattaforma europea no profit Reloop, con il supporto di Break Free From Plastic e Changing Markets Foundation. Rapporto (aggionato al 2019 ma con uno storico degli ultimi 20 anni) che sarà pubblicato domani, ma che l’Associazione Comuni Virtuosi, come membro italiano della piattaforma Reloop, anticipa con un focus sull’Italia.

Fonte: Associazione Comuni Virtuosi, dati da “What we Waste” dashboard, Reloop

Leggi anche: Come evitare che in Europa si sprechino 41 miliardi di contenitori per bevande ogni anno

Un antidoto possibile all’emorragia: il DRS

Insieme al rapporto, Reloop ha realizzato una dashboard online, un cruscotto che permette di ricavare informazioni sui numeri dei contenitori dispersi e fare simulazioni. Secondo queste simulazioni, se l’Italia adottasse un DRS (Deposit Return System – Sistema di deposito su cauzione) con le performance medie di riciclo dei sistemi di deposito attivi in Europa ridurrebbe del 75% lo spreco di imballaggi per bevande. I 7 miliardi di contenitori che sfuggono al riciclo si ridurrebbero a “soli” 1,7.

Fonte: Associazione Comuni Virtuosi, dati da “What we Waste” dashboard, Reloop

Leggi anche: Il deposito su cauzione per una reale economia circolare

“I sistemi di deposito in cui il contenitore si recupera per essere riciclato o ricaricato riducono sostanzialmente le quantità di lattine e bottiglie che finiscono sprecate nell’ambiente, in discarica o negli inceneritori”, spiega Clarissa Morawski, CEO di Reloop. “I DRS riducono i costi di raccolta e pulizia ambientale degli enti locali, promuovono l’occupazione nell’economia circolare e riducono le emissioni di CO2”.

9 imballaggi su 10 intercettati dai sistemi cauzionali per un effettivo riciclo o riuso

I Paesi, sempre più numerosi, che stanno adottando i DRS lo fanno sia per abbattere la piaga dell’inquinamento da plastica, sia per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei di raccolta (per le bottiglie in plastica 90% fissato dalla Direttiva SUP al 2029).

Nei Paesi, prevalentemente nel nord Europa, dove i sistemi di deposito sono in vigore da tempo, i tassi medi di raccolta superano il 90% dell’immesso al consumo. Paesi che invece hanno implementato un DRS in tempi più recenti, come la Lituania, dimostrano  che è possibile raggiungere questi risultati in tempi molto brevi.

“I sistemi di deposito cauzionale si stanno velocemente diffondendo in Europa: altri 12 Paesi hanno già stabilito l’introduzione del sistema entro i prossimi quattro anni in relazione agli obiettivi imposti dalla SUP”, sottolinea Silvia Ricci, referente Rifiuti ed Economia circolare dell’Associazione Comuni Virtuosi e collaboratrice di EconomiaCircolare.com. “In Italia – aggiunge – ancora non se ne parla. Per questo la nostra associazione ha portato all’attenzione del governo, attuale e precedente, un elenco di proposte in materia di prevenzione dei rifiuti ed economia circolare in cui i sistemi cauzionali e i modelli di riuso giocano un ruolo centrale”.

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