sabato, Ottobre 24, 2020

CALCESTRUZZI ERICINA, DAL RICICLAGGIO DI MAFIA AL RICICLO DI RIFIUTI EDILI

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com
[di Marco Bova]
Riciclo di scarti edilizi come rilancio per un’azienda confiscata alla mafia. È la scommessa di successo di una coop di lavoratori. Il risultato sono materie prime seconde riutilizzabili in parcheggi, sottofondi stradali e altre costruzioni

Sinossi

La storia della Calcestruzzi Ericina Libera rientra tra le vittorie della lotta alla mafia. Sequestrata alla mafia di Trapani e poi confiscata adesso l’azienda è stata rilanciata attraverso un meccanismo di riciclo degli scarti edili. Una scelta azzeccata sia per arginare la diffusa crisi economica sia per contrastare boicottaggi della mafia locale, come avvenuto in passato. L’impianto adesso è gestito da una cooperativa formata dai lavoratori. Sono in 13 e dividono l’orario lavorativo ottenendo il tempo libero necessario. Negli ultimi anni il fatturato ha sfiorato i 2 milioni di euro e il ricavo ottenuto attraverso gli aggregati riciclati ha una media del 10% dal 2011. In appena 15 minuti un camion da venti tonnellate inizia il percorso che porta i classici rifiuti edili in materie prime secondarie, da utilizzare in particolari interventi di costruzione e in composizioni profonde e stratificate. Sono utili per creare i parcheggi, sottofondi stradali o gallerie. Dopo l’avvio delle attività in città si è sparsa la voce che «li dove entra spazzatura esce spazzatura», un ritorno al boicottaggio come durante la gestione dello Stato. In azienda adesso arrivano anche le scolaresche, sia per studiare il sistema economico di lotta alla mafia sia per curiosare l’impianto di riciclaggio R.O.S.E. (Recupero Omogeneizzato Scarti Edilizi). La Calcestruzzi è finita come unica azienda italiana tra l’agenda della Commissione Europea per un workshop sugli obbiettivi da raggiungere entro il 2020.

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