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martedì, Settembre 21, 2021

I rifiuti? Buoni anche per costruire case

Tre esempi di edifici in materiale riciclato a New York e dintorni, da visitare non appena riapriranno le frontiere

Maurita Cardone
Giornalista freelance, pr e organizzatrice culturale, ha lavorato per diverse testate tra cui Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia. Abruzzese trapiantata a New York dove è stata vicedirettore di una testata italiana online, attualmente è corrispondente dagli USA per Artribune oltre a collaborare con diversi media italiani e non. Si occupa di temi sociali e culturali con particolare attenzione alle intersezioni tra arte e attivismo.

Vivere tra i rifiuti non suona di certo attraente, ma se i materiali vengono utilizzati in modo creativo ed efficiente, una casa di rifiuti può essere una reggia. Importanti firme di design, così come privati cittadini stanno sperimentando soluzioni per il riutilizzo di materiali che altrimenti finirebbero in discarica. Abbiamo trovato tre fantasiosi esempi a New York.

Daily Paper

Recente aggiunta al tessuto urbano della Grande Mela è il negozio del marchio olandese di abbigliamento Daily Paper, che ha aperto lo scorso autunno a Lower Manhattan. L’edificio originario, in stato di abbandono, era stato transennato e rischiava di essere buttato giù. Ma Daily Paper lo ha completamente restaurato, aggiungendo elementi architettonici che ricordano le tradizionali case olandesi. All’esterno, la facciata dell’edificio è completamente ricoperta da lattine schiacciate a formare dischetti di alluminio colorati con le quali i progettisti di 4plus Design hanno creato un elaborato disegno che ricorda i tessuti africani: il marchio, infatti, si specializza in afrofuturismo. In questo caso il materiale riciclato è utilizzato solamente a scopo decorativo ma è comunque un uso interessante e creativo di un materiale di scarto. Per realizzare la facciata sono state infatti utilizzate circa 14.000 lattine riciclate, tagliate e schiacciate a mano e poi avvitate su pannelli, grazie a una partnership con il marchio di bibite Arizona.

Courtesy Daily Paper rifiuti casa edifici
Courtesy Daily Paper

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Carroll House

Siamo a Brooklyn, nel quartiere di East Williamsburg. All’angolo di una tranquilla strada alberata, sorge la Carroll House, una casa unifamiliare realizzata con 21 container in acciaio e progettata dallo studio Lot-Ek, con sedi a New York e Napoli. I container sono stati impilati uno sopra l’altro e tagliati diagonalmente lungo la parte superiore e inferiore per generare quello che il team di progettazione chiama “un volume monolitico e privato all’interno del tessuto urbano”. Il metodo costruttivo ottimizza il materiale riutilizzando gli avanzi prodotti dai tagli. Dall’esterno, l’edificio appare come un blocco chiuso e privato, ma i tagli diagonali danno movimento ai volumi e delimitano spazi esterni nella parte posteriore del palazzo, collegati da una scala in acciaio che segue la parete nord. Alle terrazze esterne si accede da grandi porte a vetro che garantiscono illuminazione e ventilazione a tutti i livelli della casa. Il design richiama il passato industriale del quartiere e allo stesso tempo si integra perfettamente con gli edifici di una zona in continua trasformazione, che accoglie molte giovani famiglie e professionisti.

Carroll House rifiuti case edifici
Carroll House

LOT-EK Carroll House from LOT-EK on Vimeo.

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The Cronk Earthship

Bisogna invece spostarsi fuori New York, nella cittadina di Lorraine, per vedere questa abitazione privata realizzata dalla famiglia Cronk che una decina di anni fa si è imbarcata nell’avventura di costruire una casa realizzata in materiali riciclati, seguendo il metodo Earthship, ideato in New Mexico per creare case passive e autonome. In questa casa di Upstate New York le pareti del nucleo centrale sono realizzate con oltre 1.300 pneumatici usati, recuperati da sfasciacarrozze e raccolti tramite donazioni, riempiti poi di terra. Le pareti catturano il sole durante il giorno e rilasciano calore all’interno durante la notte, riducendo al minimo il bisogno di riscaldamento. In altre parti dell’edificio sono state utilizzate 10.000 bottiglie di vetro per costruire muri in grado di portare la luce all’interno. Parti del pavimento sono realizzate con buste di carta. La casa utilizza 54 pannelli solari, incorpora un sistema di raccolta dell’acqua piovana e di riciclo dell’acqua di scarico. Nel corso degli anni i Cronk hanno continuato ad espandere l’abitazione e a sperimentare soluzioni creative per ridurre al minimo l’utilizzo di nuovi materiali e componenti, creando spazi e arredi originali ed efficienti.

Courtesy Cronk Earthship rifiuti edifici
Courtesy Cronk Earthship

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