venerdì, Gennaio 23, 2026

In Europa la stagione degli incendi si sta espandendo

Il Joint Research Centre ha pubblicato i dati aggiornati sugli incendi nei 27 Stati dell’Unione Europea. Se da una parte diminuiscono il numero degli incendi boschivi e la superficie bruciata, dall’altra preoccupa l’estensione dell’arco temporale in cui si sviluppano. Per il JRC sono necessarie “misure proattive”

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Redazione EconomiaCircolare.com

Sempre più spesso l’estate è diventata la stagione degli incendi: ora i nuovi dati del Joint Research Centre, il centro studi della Commissione Europea, ci dicono che, così come l’estate si sta allungando, lo sta facendo anche la stagione degli incendi. Una notizia preoccupante, se si considera che l’ultimo rapporto (dati 2024) pubblicato su Forest Fires in Europa, Medio Oriente e Nord Africa mostra che lo scorso anno si è concluso con una superficie totale bruciata di 383.317 ettari. Se da una parte si tratta di un numero inferiore rispetto ai 500mila ettari bruciati nel 2023, dall’altro è un dato che va comunque sopra la media degli ultimi 17 anni. 

Ad aver diminuito l’estensione della vegetazione bruciata sono state in buona parte le precipitazioni intermittenti che sono avvenute nel Mediterraneo durante la scorsa primavera e la scorsa estate. Ma a preoccupare, appunto, è che in contemporanea  i dati del 2024 mettono in evidenza che la tradizionale stagione degli incendi – da inizio giugno a metà settembre – continua ad espandersi, con gravi incendi che avvengono sia prima che dopo questo arco temporale. Con conseguenze che sono facilmente immaginabili: all’aumentare e all’estendersi degli incendi aumentano anche le ondate di calore e, di conseguenze, aumenteranno ancor di più gli incendi, in un circolo vizioso che, se non interrotto, porterà il Vecchio Continente verso il collasso climatico.

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Meno incendi ma più estesi nel tempo

I dati del JRC confermano una tendenza al rialzo e un cambiamento della realtà degli incendi boschivi in Europa. Come scrivono le ricercatrici e i ricercatori UE “le stagioni degli incendi stanno crescendo più a lungo e le ondate di calore più frequenti e intense stanno creando condizioni ideali per incendi più grandi e incontrollabili“. Molto importante sono le segnalazioni che gli stessi Paesi dell’Unione Europea inseriscono nel meccanismo di protezione civile dell’UE (noto con l’acronimo UCPM). Secondo questi dati Bulgaria, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna sono stati tra i paesi dell’UE più colpiti, con una superficie combinata di 334. 940 ettari. Tra i Paesi extra-UE che fanno parte dell’UCPM sono invece l’Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Turchia e Ucraina i Paesi che hanno subito le perdite più pesanti.

“Mentre la maggior parte degli incendi erano piccoli – scrive il JRC – una serie di incendi significativi si sono accesi nella penisola iberica a settembre, bruciando 100mila ettari in una sola settimana, quasi un quarto dell’area bruciata totale della stagione. Il 2024 ha anche visto gli incendi portare danni ingenti ai Balcani, sia all’interno che all’esterno del territorio dell’UE. L’Ucraina ha rappresentato la metà dell’area totale bruciata all’interno dei Paesi del meccanismo di protezione civile dell’UE, con la maggior parte degli incendi visti in tutto il fronte di combattimento”.

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Fonte: Joint Research Centre

L’esempio dell’Ucraina è paradigmatico: se gli incendi non conoscono sosta e avvengono anche durante le stagioni fredde, le conseguenze sono importanti. E probabilmente c’è da cambiare tipologia di approccio. “Affrontare questa sfida crescente – scrive il JRC – richiederà un approccio più equilibrato: passare da un approccio di soppressione del fuoco reattivo a uno che includa misure proattive, come lo sviluppo di una gestione integrata del rischio di incendi, la promozione di soluzioni basate sulla natura e la gestione del paesaggio per ridurre la vulnerabilità agli incendi”.

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Le prospettive dopo il 2025 sugli incendi

Con il 2025 che sta per concludersi i dati del JRC per quest’anno sono, ovviamente, parziali. Ma indicano già delle tendenze interessanti. “I dati raccolti finora per la stagione degli incendi del 2025 sembrano confermare questa tendenza in crescita, con il 2025 sulla buona strada per essere l’anno peggiore dall’inizio dei record – scrive JRC – Dal gennaio 2025, EFFIS (il servizio europeo di informazione antincendio forestale) ha registrato oltre 7200 incendi nei 37 Paesi del meccanismo di protezione civile dell’UE. Attualmente, oltre 1 milione di ettari sono bruciati nell’UE – un’area grande approssimativamente per il Libano e il doppio dell’area bruciata nel 2024”.

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Fonte: JRC

Durante la stagione degli incendi, il JRC monitora continuamente il livello di pericolo, reso pubblico tramite la pagina web quotidiana aggiornata “Situazione degli incendi in Europa”. Questi dati sono utili per i servizi antincendio forestali nazionali e le autorità di protezione civile, nonché per le istituzioni dell’UE alla ricerca di dati armonizzati, e ricercatori e scienziati nei settori dei cambiamenti climatici o dei cambiamenti nell’uso del suolo. Anche le ong ambientali, le autorità regionali e locali e gli organismi di coordinamento delle risposte alle catastrofi beneficiano dei dati EFFIS.

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