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lunedì, Luglio 26, 2021

Margherita Finamore, l’architetta “green” che tutta Europa ci invidia

Ha progettato la scuola più sostenibile d'Europa e più in generale ha reso coi suoi lavori il Comune di Pesaro un’avanguardia nell’edilizia: l'architetta Margherita Finamore ci racconta la sua storia, le iniziali difficoltà e i successi in chiave green. "L’impronta ecologica del nostro lavoro si costruisce giorno dopo giorno"

Madi Ferrucci
Nata in provincia di Pisa il 26 giugno 1991. Laureata in Filosofia e diplomata alla scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Assieme a due colleghi ha vinto il Premio Morrione 2018 e il Premio Colombe d'Oro per la Pace 2019 con un’inchiesta internazionale sulla fabbrica di armi RWM in Sardegna. Ha lavorato a The Post Internazionale nella sezione news e inchieste. Collabora con Economiacircolare.com, il Manifesto e altre testate nazionali. Fa parte del collettivo di giornalisti freelance “Centro di giornalismo permanente".

Margherita Finamore è un’architetta e una donna che ha dedicato tutta la sua vita alla valorizzazione della città di Pesaro. La sua storia professionale, spinta dalla passione per il restauro, inizia alla facoltà di Architettura di Firenze, dove si specializza nel ‘92. “Quegli anni di formazione mi hanno insegnato cosa significa ‘prendersi cura’ di un edificio. Rispettare l’ambiente che lo circonda e progettarlo pensando già al modo in cui continuerà a vivere negli anni”, afferma. Dopo la laurea decide di rimanere in Toscana, vince un concorso pubblico e inizia a lavorare per il Comune di Calenzano.

Margherita Finamore: l’architetta della sostenibilità

L’interesse per la bioedilizia e l’architettura sostenibile nasce dal lavoro sul campo e dalla grande passione per il restauro. La tutela del paesaggio in cui sono immerse le cittadine toscane e la necessità di preservare il valore storico degli edifici sono la priorità dei suoi progetti. Ma la vera svolta arriva nel ‘97, quando decide di rientrare a Pesaro, sua città di origine.

“Sono tornata a Pesaro, nelle Marche, dopo aver conosciuto quello che sarebbe diventato il mio futuro marito. Lì ho iniziato una nuova esperienza con il Comune, dove, per per l’Ufficio Opere Pubbliche, sono diventata la responsabile di alcuni appalti nel ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP)”, ci racconta. Nel Comune di Pesaro la sua attività cambia radicalmente, dai lavori per i privati passa ad occuparsi dell’ideazione di nuovi progetti per la comunità.

“Inizialmente come donna ho incontrato alcune difficoltà – aggiunge l’architetta Finamore -. Ero molto giovane e spesso avevo la sensazione di dover dimostrare sempre qualcosa in più. Col tempo queste differenze si sono affievolite e il valore del mio lavoro ha cominciato ad essere conosciuto anche all’esterno”, ricorda.

Il settore  delle costruzioni è in gran parte dominato dalla presenza maschile, ma con il passare degli anni Margherita è riuscita ad ottenere riconoscimenti sempre maggiori e un’autorevolezza indiscussa nell’ambiente.

“In parte questo mondo sta cambiando – aggiunge fiduciosa -. Forse proprio grazie alla maggiore sensibilità per le tematiche ambientali, ci sono molte giovani donne desiderose di specializzarsi in questo ambito che riescono a emergere”.

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L’architetta Margherita Finamore: la passione per la bioarchitettura

Nel 2007 Margerita si specializza in bioarchitettura e il problema della sostenibilità ambientale diventa una questione predominante all’interno del suo lavoro.

“L’attività di ogni singolo tecnico lascia una traccia indelebile sulla città e le sue azioni possono fare la differenza. L’impronta ecologica del nostro lavoro si costruisce giorno dopo giorno e non riguarda solo la fase di progettazione. Per creare un edificio sostenibile serve un’azione sinergica di tutta la filiera produttiva. Sono necessarie competenze nuove create sul territorio e una burocrazia più semplice ed efficiente”.

Secondo l’architetta, infatti, le amministrazioni pubbliche hanno un ruolo fondamentale nella pianificazione urbana della città e nella tutela dell’ambiente, ma spesso le normative complesse e l’assenza di formazione rendono difficile questo processo.

I progetti di edilizia sostenibile e il riconoscimento europeo

In risposta a questa esigenza, nasce nel 2009 il progetto di riqualificazione della palestra della scuola media Dante Alighieri, una delle più grandi della città. Margherita Finamore decide di sfruttare lo scheletro della struttura preesistente e di creare un edificio antisismico a risparmio energetico, basato su elementi modulari “smontabili” e rimontabili come i pezzi di una costruzione lego.

“Ho sfruttato il principio dell’architettura modulare pensando all’edificio come se fosse una sorta di ‘banca dei materiali’ da cui in futuro poter prendere i pezzi più svariati per creare qualcosa di nuovo. Proprio come facevano gli antichi, che spesso quando un edificio cadeva in disuso si affrettavano a smembrarlo per costruirne un altro”.

È il concetto di economia circolare applicato all’edilizia e all’architettura: tutto deve essere pensato come riutilizzabile e riciclabile già in fase di progettazione. Grazie all’intenso lavoro sul territorio, Margherita viene selezionata per un’esperienza di formazione al Green Building Council di Helsinki, promossa da Climate-KIC. Sarà tra i “21 pionieri” italiani incaricati di agire sul territorio per promuovere iniziative contro il cambiamento climatico.

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Margherita Finamore progetta la scuola più sostenibile d’Europa

Tornata a casa si rimette subito all’opera per progettare un intero edificio scolastico a impatto zero. I lavori terminano pochi anni dopo, fin quando nel dicembre 2020 la scuola media “Antonio Brancati” di via Lamarmora ottiene la certificazione energetico ambientale LEED di Platino che le vale il titolo di “scuola più sostenibile d’Europa”, un’eccellenza tutta italiana che Margherita si augura non resti isolata:

“L’augurio per il futuro è che questo edificio non rimanga una cattedrale nel deserto ma che rappresenti piuttosto un esempio. Le cose, infatti, si possono cambiare e a beneficiarne sono tutti i cittadini”.

Oggi l’architetta “green” che ha reso Pesaro un’avanguardia nell’edilizia sostenibile si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia, tornerà a vestire i panni dell’allieva all’Università di Bradford con un progetto di dottorato sull’economia circolare nel settore delle costruzioni.

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