martedì, Maggio 18, 2021

Modelli di edilizia circolare per raggiungere gli obiettivi climatici del Green Deal

Acqua, rifiuti, energia e materiali da costruzione: sono i beni di consumo che vengono usati dal settore dell'edilizia. Con l'iniziativa "Un'ondata di ristrutturazioni per l'Europa” la Commissione UE punta a un'edilizia sostenibile e circolare. E si diffondono nuovi strumenti per rendere più efficienti le nostre case

Simone Fant
Simone Fant è giornalista professionista. Ha lavorato per Sky Sport, Mediaset e Startupitalia. Giornalista presso AIPS (Association internationale de la presse sportive) e collaboratore per Materia Rinnovabile, è appassionato di economia circolare e green economy.

Quando si costruiscono o si demoliscono edifici, in gioco ci sono tante risorse. Acqua, rifiuti, energia, e materiali da costruzione sono beni di consumo costantemente dissipati dall’inefficiente modello di economia lineare. Il settore edilizio si basa su un processo di costruzione e assemblaggio dei materiali molto complesso e non essendo sempre industrializzato, non viene controllato in tutte le fasi. Tuttavia possiede grandi potenzialità che possono renderlo più sostenibile: dal riutilizzo e riciclo dei rifiuti all’efficientamento energetico e idrico.

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Ci vorrà sicuramente del tempo, ma l’iniziativaUn’ondata di ristrutturazioni per l’Europa”  della Commissione europea è un chiaro segnale che l’Europa punta anche sul settore edilizio per raggiungere gli obiettivi climatici del Green Deal.

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Il progetto che ricicla gli scarti della lana di roccia

Per quanto riguarda i rifiuti da demolizione e costruzioni, la Direttiva Europea 851/2018/UE  denominata “Pacchetto economia circolare”, definisce gli obiettivi in termini di riduzione nella produzione dei rifiuti. Al suo interno infatti, sono contenute importanti indicazioni per attuare una delle misure necessarie per l’economia circolare, la famosa End of Waste,    con l’obiettivo di riciclare i materiali da costruzioni. Uno dei materiali isolanti più utilizzati nell’edilizia è la lana di roccia (silicato ricavato da un mix di rocce e altri materiali).

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“In Europa è un materiale complesso da trattare quando arriva a fine vita, secondo le nostre statistiche gli scarti arrivano fino a 2.5 milioni di tonnellate all’anno”, fa notare Anne Kaser, sustainability manager alla Saint-Gobain Finland. “Quello che cerchiamo di fare attraverso il progetto Wool2Loop (finanziato dalla Commissione europea per 5,3 milioni di euro) è riconoscere e smistare i rifiuti di lana di roccia dalla discarica e reintrodurli nel ciclo di produzione sotto forma di altro materiale”.

La tecnologia Alkali-activation gioca un ruolo fondamentale nel rendere possibile la chiusura del cerchio del rifiuto e potenziare il processo di creazione di valore per nuovi materiali simili al cemento o alla ceramica che, riconosciuti come potenziali alternative al normale cemento Portland (OPC), limiteranno le emissioni di CO2.

“Le previsioni suggeriscono che l’impronta di carbonio dei nuovi materiali riciclati sarà inferiore all’80%”, afferma Anne kaiser. “Il nuovo cemento deve invece essere ancora ottimizzato in durabilità, densità e resistenza; ma crea un nuovo mercato per i materiali da scarto che, specialmente nell’industria edilizia, sono difficili smaltire e riciclare”.

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Troppi sprechi nell’edilizia abitativa, il progetto di Houseful

Anche il settore dell’edilizia abitativa non è mai stato molto sostenibile: in Europa tra il 10 e il 15% dei materiali da costruzioni diventa spazzatura solo durante le costruzioni, mentre il 54 % nella fase di demolizione. In più è stato stimato che tra il 20 e il 40% dell’energia che un edificio in media consuma può essere risparmiato; ogni persona produce in media 173 kg di rifiuti alimentari e i consumi familiari di acqua vanno dagli 80 ai 150 litri al giorno. Questi sono i dati ufficiali da cui parte il progetto Houseful, un sistema di servizi innovativi che punta a una gestione circolare ed efficiente non solo di acqua, rifiuti ed energia, ma anche di tutti i materiali per tutte le fasi del ciclo vita del settore immobiliare europeo.

“Vogliamo aumentare l’efficienza di un settore noto per non puntare a standard elevati in termini di performance ambientale,” dice Sergio Martinez di Houseful Project. “La durata di un edificio copre un minimo di 40-60 anni perché ci sono scelte che impattano sulla funzionalità della struttura, relative alle pratiche domestiche e allo stile di vita”.

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Gli strumenti per rendere efficiente un edificio

Per valutare la circolarità dei materiali si è pensato a un nuovo strumento denominato Madamaster, valido come passaporto a cui gli architetti possono fare affidamento per la scelta dei materiali. Per quanto riguarda l’acqua senza contaminazioni fecali, detta grey water, esistono due tecnologie in grado di trattarla e disinfettarla per evitare i grandi sprechi citati in precedenza. “Migliorare le performance energetiche di un edificio è l’altro grande tema – continua Sergio Martinez. Quando si investe in determinati edifici, ci si deve assicurare che la tecnologia stia operando con un alto livello di efficienza”.

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Le previsioni dei servizi di Houseful sono incoraggianti. Se si operasse al massimo delle possibilità circolari nel settore edilizio si otterrebberro:

  • riduzione dei rifiuti destinati alle discariche (dall’attuale 40% al 10% in 10 anni);-
  • recupero di 95% dei rifiuti alimentari a livello domestico;
  • riciclaggio del 90% di acqua piovana, acque grigie e acque nere per la produzione di acqua di recupero e biogas;
  • riduzione del consumo di energia primaria non rinnovabile degli edifici fino al 50%;
  • riduzione fino al 60% delle emissioni di CO2

I benefici economici e ambientali sono evidenti, la sfida ora è capire in che modo velocizzare la transizione verso un modello di edilizia circolare.

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