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lunedì, Giugno 24, 2024

Regolamento imballaggi, cosa cambia con il voto del Parlamento Ue

Ieri il voto in plenaria all’Europarlamento sulla proposta di regolamento sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR). L’orientamento della commissione Industria ha la meglio rispetto alla posizione espressa dalla commissione Ambiente: aggiunte importanti deroghe e tagliati molti divieti al monouso. Attesa per dicembre la posizione del Consiglio, poi il trilogo per l’approvazione definitiva nel 2024.

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, un passato nell’associazionismo e nella ricerca non profit, collabora con diverse testate

Brusca frenata nel percorso per dare più spazio al riutilizzo degli imballaggi che la Commissione europea aveva avviato il 30 novembre 2022 con la proposta di regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (Packaging & Packaging Waste Regulation – PPWR). Ieri mattina, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato – con 426 voti a favore, 125 contrari e 74 astensioni – la propria posizione negoziale. Oltre 500 gli emendamenti presentati sulla proposta della Commissione, e sono servite due ore e mezza per il voto finale. Voto che premia chi, italiani in primis, ha letto il testo della Commissione come un attacco al riciclo, da sacrificare all’altare del riuso. Passano infatti emendamenti decisivi, soprattutto agli articoli 20 e 26, proposti anche da eurodeputati del nostro Paese, che introducono deroghe importanti agli obiettivi di riuso e danno una rilevante sforbiciata alla lista di imballaggi monouso messi al bando: salvi ad esempio, questo chiede il Parlamento, le buste per imballare l’insalata, le bustine di zucchero, i piatti usa e getta nei fast food

Ora il Parlamento è pronto ad avviare i colloqui con i governi nazionali sulla forma finale della legge, una volta che il Consiglio europeo avrà adottato, probabilmente il 18 dicembre, la sua posizione.

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Cosa chiede la plenaria del Parlamento europeo

Cosa cambia, nel testo approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento Ue, rispetto alla proposta della Commissione e alle modifiche chieste della commissione Ambiente dell’Europarlameto?
Questi i punti principali

Esenzione al riuso con raccolta differenziata all’85%. La plenaria ha approvato un emendamento della relatrice, la francese Frederique Ries (Renew), che prevede una esenzione agli obiettivi di riuso per specifiche tipologie di imballaggi per le quali uno Stato membro abbia raggiunto una percentuale di raccolta pari all’85% negli anni 2026 a 2027. Gli Stati con un tasso di riciclo inferiore, se vorranno accedere alla deroga dovranno presentare un piano biennale per raggiungere la soglia.

Sfrondata alla lista dei monouso vietati. L’allegato V del PPWR, che contiene l’elenco dei formati di imballaggio monouso da vietare, ha subito importanti tagli a seguito degli emendamenti proposti dalla commissione Industria ed energia (ITRE). Non dovrebbero essere vietati, secondo l’Europarlamento, i piatti e le tazze monouso nei ristoranti e nei fast food, gli imballaggi monouso per frutta e verdura, le vaschette e le bustine monouso per salse (maionese e ketchup, ad esempio) e zucchero. Resterebbero vietati, secondo la proposta del Parlamento, gli imballaggi multipli di plastica monouso (come quelli usati nel commercio al dettaglio per raggruppare prodotti venduti in lattine, vasi, vaschette) e i kit di cortesia degli hotel.

Obbligo di riuso subordinato a valutazioni LCA. Un emendamento all’articolo 26 approvato dalla plenaria e presentato dell’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini prevede che gli operatori economici potranno essere esentati dall’obbligo di raggiungere gli obiettivi di riuso se “il riutilizzo non è l’opzione che produce i migliori risultati ambientali complessivi”. Per stabilirlo servirà una valutazione del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment). Un atto delegato della Commissione, dopo due anni dall’entrata in vigore del regolamento, stabilirà i requisiti per l’LCA.

Esenzione per vino e spirits. Gli obblighi di riuso non saranno applicati agli imballaggi per la vendita di bevande altamente deperibili (come definite nel regolamento Ue n. 1169/2011) e per la vendita di vino, vino spumante, prodotti vitivinicoli aromatizzati e bevande contenenti alcol di distillazione. Lo prevedono, di nuovo, due emendamente all’articolo 26 a prima firma Massimiliano Salini.

Esenzione per imballaggi in cartone per i brandi elettrodomestici. Gli imballaggi in cartone per il trasporto di grandi elettrodomestici saranno esentati dal ragginger ei target di riutilizzo: lo prevede un emendamento all’articolo 26 presentato dalla commissione Industria ed energia (ITRE) e approvato dalla sessione plenaria.

Esenzione per il latte. Un emendamento della relatrice Frederique Ries (Renew) approvato dalla plenaria del Parlamento Ue all’articolo 26 escludere il latte dagli obiettivi di riuso degli imballaggi di bevande analcoliche

Esenzione per i prodotti tipici di indicazioni geografiche protetta. Gli operatori economici, secondo un emendamento approvato dal Parlamento Ue e proposto da Massimiliano Salini, sono esentati dall’obbligo degli obiettivi di riuso degli imballaggi per tutti i prodotti soggetti a indicazioni geografiche di origine protette a norma della legislazione dell’Unione.

Esenzione per i locali fino a 200 metri quadrati. Sale da 100 a 200 m2 la superficie di vendita massima sotto la quale gli operatori economici saranno esentati dagli obiettivi di riuso degli imballaggi (emendamento della commissione ITRE all’articolo 26).

Obiettivi di riduzione degli imballaggi in plastica. Il Parlamento ha confermato gli obiettivi generali di riduzione degli imballaggi proposti nel regolamento: il 5% entro il 2030, il 10% per il 2035 e il 15% entro il 2040. Ma ha anche aggiunto obiettivi specifici per gli imballaggi in plastica: 10% entro il 2030, 15% entro il 2035 e 20% entro il 2035.

No ai crediti di riciclo. Il Parlamento europeo ha respinto le modifiche che avrebbero voluto introdurre anche in Europa, come già in Gran Bretagna, i crediti del riciclo (le imprese hanno obiettivi di riciclo che possono raggiungere anche acquistando crediti che corrispondono a quote di imballaggio riciclate da altri).

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Cosa invece resta della proposta della Commissione Ue e della commissione ENVI

Vediamo invece cosa il Parlamento ha salvato della proposta della Commissione Europea e delle modifiche apportate dalla commissione Ambiente (ENVI) dello stesso Parlamento:

Obiettivi di riuso per bevande alcoliche e analcoliche. Gli obiettivi di riutilizzo per le bevande analcoliche (20% nel 2030 e 35% nel 2040) e alcoliche (10% per il 2030 e 25% per il 2040) sono rimasti invariati, ma, come abbiamo detto, il vino, gli alcolici e il latte sono stati esclusi dal campo di applicazione.

Deposito su cauzione. L’articolo sull’istituzione di un sistema di vuoto a rendere (DRS, articolo 44), resta quello uscito dalla commissione Ambiente (ENVI). Respinte tutte le proposte di modificare il testo che avrebbero voluto rendere facoltativa l’istituzione del deposito su cauzione per bottiglie in plastica e lattine.

Asporto con contenitori da casa. Due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento i distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore della ristorazione (HORECA:  Hotel, Restaurant, Café) dovranno, secondo la proposta del Parlameto Ue, offrire ai consumatori la possibilità di utilizzare il proprio contenitore portato da casa. I locali dovranno far sì che i prodotti venduti in questo modo siano più convenienti. E dovranno rendere chiaramente visibile l’opzione.

Contenuto minimo riciclato. L’obbligo di 30% di contenuto minimo di materiale riciclato secondo il Parlamento Ue non deve valere per le bottiglie monouso in PET per bevande. Esentate le microimprese, gli imballaggi per prodotti destinati ai lattanti, i medicinali

Bioplastiche negli obiettivi di riciclo. Entro il 31 dicembre 2025 la Commissione dovrà pubblicare una relazione in cui valuta la possibilità di stabilire obiettivi per l’uso di bioplastica che contribuiscano a quelli di riciclo dei polimeri.

Imballaggi per grandi elettrodomestici. Slitta al 2040 l’obiettivo di riutilizzo al 90% degli imballaggi di grandi elettrodomestici. Al 2030 viene fissato un obiettivo intermedio pari al 50% di riutilizzo. Esenti gli imballaggi in cartone.

Pfas e Bisfnenolo A. Viene introdotto il divieto (18 mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento) di aggiungere intenzionalmente Pfas e bisfenolo A negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Aree per la ricarica nella GDO. Dal 1 gennaio 2030 i supermercati con dimensioni superiori a 400 m2 dovranno dedicare almeno il 10% dalla superficie alle stazioni di ricarica dei prodotti sfusi.

Sacchetti ultraleggeri. I deputati vogliono vietare la vendita di sacchetti di plastica molto leggeri (inferiori a 15 micron, quelli usati ad esempio per la frutta nei supermercati), a meno che non siano necessari per motivi igienici o forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi o per aiutare a prevenire lo spreco di cibo.

Numero minimo di rotazioni e garanzie di sicurezza. Due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, la Commissione adotterà un atto delegato per stabilire un numero minimo di rotazioni per i diversi tipi di imballaggi riutilizzabili. Tra i requisiti per il riuso entrano standard per il rispetto della salute, della sicurezza e dell’igiene.

Raccolta differenziata nei locali. Entro il primo gennaio 2029 il distributore finale che mette a disposizione sul mercato alimenti e bevande riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering provvede affinché siano istituiti sistemi di raccolta differenziata per le diverse frazioni dei materiali dei rifiuti di imballaggio, così da aiutare il consumatore a differenziarli.

Metodologia per certificare la quota di riciclo. La Commissione dovrà elaborare (entro il 31 dicembre 2025) una metodologia per certificare che i materiali etichettati che in etichetta riportano quote di contenuto riciclato rispettino effettivamente le indicazioni.

Differenziata al 90%. I deputati vogliono che i Paesi dell’UE garantiscano entro il 2029la raccolta differenziata del 90% degli imballaggi (plastica, legno, metalli ferrosi, alluminio, vetro, carta e cartone).

Osservatorio sul riutilizzo. Il Parlamento chiede che, 2 anni dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione istituisca un osservatorio europeo sul riutilizzo per monitorare l’attuazione delle misure previste dal regolamento; raccogliere dati sul riutilizzo; contribuire allo sviluppo delle migliori pratiche nel campo del riuso.

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Le reazioni. I favorevoli: stop alla deriva populista, vincono il riciclo, i consumatori e le imprese italiane

Gilberto Pichetto, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “La posizione negoziale del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento imballaggi fa vincere il buonsenso e la scienza. Gli emendamenti approvati, in particolare quelli che a fronte di un avvio a riciclo pari all’85% rivedono obblighi di riuso e divieti nell’utilizzo di imballaggi, puntano a tutelare l’ambiente, senza smantellare il sistema costruito negli anni con le stesse istituzioni europee e le imprese virtuose del riciclo”.

Antonio Tajani, vicepremier. “Oggi al Parlamento europeo grande vittoria di Forza Italia e del Ppe con importanti modifiche al regolamento sugli imballaggi. Bloccata la deriva populista sul riuso spinto che penalizza industria e agricoltura”.

Massimiliano Salini, europarlamentare di Forza Italia, relatore Ppe sul PPWR: “Con il voto di oggi sul nuovo regolamento imballaggi, come Forza Italia e Ppe abbiamo ottenuto una grande vittoria su tutta la linea, salvando il modello del riciclo e il sistema industriale e agricolo italiano […] È assurdo fino a che punto la sinistra e i verdi abbiano voluto spingere queste nuove regole. Se ci fossero riusciti, i nostri cittadini penserebbero che non abbiamo idee migliori per proteggere il pianeta che vietare l’imballaggio di frutta e verdura fresca. Non dobbiamo interferire in ogni dettaglio della vita degli europei […] È nel nostro interesse riciclare di più e produrre meno rifiuti. Dobbiamo però concentrarci su aree in cui possiamo davvero fare la differenza. La nostra prima preoccupazione è la sicurezza e la salute alimentare, dove gli Imballaggi monouso svolgono un ruolo chiave nella nostra vita di tutti i giorni. Puntando al riutilizzo, dobbiamo essere consapevoli del ciclo di vita degli Imballaggi. Non si può generalizzare, il monouso può ancora essere la migliore soluzione ambientale in determinate circostanze”.

Nicola Danti, eurodeputato di Italia Viva, vicepresidente di Renew Europe: “Sugli imballaggi il Parlamento Europeo a grande maggioranza fa prevalere il buon senso, sconfitta una posizione ideologica che avrebbe danneggiato le imprese e l’ambiente. Per il sistema italiano, un risultato pieno, che ribadisce l’importanza del sistema del riciclo, dove possiamo vantare già percentuali molto significative”.

Paolo De Castro, l’eurodeputato del Pd (gruppo S&D), membro della commissione Agricoltura: “Ancora una volta gli sforzi di mediazione degli eurodeputati Pd, in particolare dei colleghi Patrizia Toia e Achille Variati, hanno fatto sì che la posizione del Parlamento Ue dia una risposta concreta alla necessità di riduzione dei rifiuti, senza però mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro in filiere produttive chiave per il nostro paese, da quella della carta all’agroalimentare, e tutelando i nostri consumatori che potranno continuare a contare sugli elevatissimi standard di igiene e qualità che caratterizzano il nostro sistema alimentare”.

Francesca Stevens, segretaria generale di Europen, l’associazione europea che rappresenta la filiera degli imballaggi: “L’eliminazione da parte del Parlamento di alcuni divieti arbitrari e di obiettivi di riutilizzo non basati su prove scientifiche è un passo nella giusta direzione. Tuttavia, è necessario lavorare ancora molto per eliminare gli ostacoli ancora esistenti che minacciano le catene del valore e rischiano di frammentare il mercato unico”.

Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare: “Con il voto dell’Europarlamento sul Regolamento Imballaggi  che esenta al riuso degli Imballaggi gli Stati membri che abbiano raggiunto una percentuale di riciclo pari all’85%, passa la linea della ragionevolezza, del buon senso e delle evidenze scientifiche dell’Italia che ha opposto alla visione ideologica emersa in Commissione Ambiente, dati, numeri e analisi a sostegno delle sue tesi scongiurando così al nostro Paese danni incalcolabili che si sarebbero abbattuti sul sistema produttivo”.

Micaela Pallini, presidente di Federvini: “Accogliamo con grande soddisfazione l’esito della votazione odierna della sessione plenaria del Parlamento europeo sulla riforma della disciplina degli Imballaggi che ha escluso dall’obbligo del riuso i vini, i vini aromatizzati e gli spiriti”.

Giovanni Cassuti, presidente Corepla: “II voto in plenaria dell’Europarlamento è un risultato importante, che tutela il ‘sistema Italia’ e un giusto riconoscimento al nostro modello di eccellenza. […] Se il regolamento fosse stato approvato così come proposto inizialmente dalla Commissione, l’impatto avrebbe smantellato un settore economico con migliaia di addetti e vanificato gli ottimi risultati ambientali del riciclo, ottenuti grazie al lavoro congiunto che coinvolge comuni, cittadini, imprese e Consorzi di filiera. In questa direzione, e con l’impegno di tutti, sarà possibile promuovere la circolarità del comparto e della filiera italiana e dare nuovo impulso all’innovazione del Paese, ci auguriamo che gli step successivi portino a definire posizioni sempre più equilibrate e meno ideologiche seguendo una impostazione in linea con il PNRR”.

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Le reazioni. I contrari: delusi, persa un’occasione

Maria Angela Danzì, europarlamentare del Movimento 5 stelle: “Il regolamento sugli imballaggi, così come emerso dalla plenaria di Strasburgo, è deludente. Sono stati fortemente ridimensionati, se non addirittura cancellati, molti provvedimenti chiave e proposte ambiziose che avrebbero rafforzato il riuso e quindi ridotto notevolmente la quantità di rifiuti che la nostra società produce. Dall’analisi del voto emerge che le lobby della plastica e delle catene di fast food sono state molto efficaci nel convincere la maggioranza dei deputati e vincere questa partita”.

Ilaria Fontana, Patty L’Abbate, Daniela Morfino, Agostino Santillo, Gabriella Di Girolamo, Elena Sironi e Antonio Trevisi, parlamentari M5s delle commissioni Ambiente di Camera e Senato: “È tutto fuorché soddisfacente il testo uscito dall’Europarlamento sugli imballaggi. Certo, qualche timida novità la registriamo, ma purtroppo sulle questioni cruciali per dare maggiore impulso al riuso e a una concreta riduzione dell’utilizzo della plastica, segniamo una battuta d’arresto pesante. Figlia soprattutto della forsennata attività di questi giorni di lobbisti di ogni risma e nazionalità, il cui forcing ha prodotto una versione ultra-conservatrice del documento”.

Marco Musso, Ufficio europeo dell’ambiente (EEB) e Rethink plastic alliance: “Di fronte ai livelli record di rifiuti, gli eurodeputati hanno scelto di schierarsi dalla parte dei produttori di imballaggi usa e getta e dei giganti del fast food. Eliminando le disposizioni che avrebbero contemporaneamente ridotto i rifiuti, incrementato il riutilizzo e creato nuove opportunità economiche per l’Europa, hanno servito gli interessi degli inquinatori di oggi. Mentre l’UE sostiene di essere alla guida di un’economia circolare, i suoi legislatori non hanno nemmeno avuto il coraggio di impedire che la frutta sia inutilmente avvolta nella plastica o di promuovere l’uso di piatti nei ristoranti”.

Aline Maigret, Zero Waste Europe: “Siamo insoddisfatti della diminuzione delle ambizioni del testo. Concedere deroghe ed esenzioni sulla prevenzione dei rifiuti e sul riutilizzo per ‘placare’ gli operatori del settore è inaccettabile e ci allontana ancora di più dall’obiettivo finale di questa revisione: ridurre i rifiuti di imballaggio […]. Il sostegno alle misure volte a rendere riciclabili tutti gli imballaggi contribuirà ad aumentare i livelli di riciclaggio stagnanti nell’Unione, ma non farà nulla per ridurre i livelli record di produzione di rifiuti”.

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