giovedì, Maggio 26, 2022

Rifiuti tessili, in Svezia il primo impianto di selezione completamente automatizzato

Nell'impianto svedese, nuovi separatori ottici per differenziare i tessuti per materiale e colore, così da raggiungere i target richiesti da addetti al riciclaggio e industria della moda

Lucia Guarano
Giornalista e autrice, ha firmato per Round Robin editrice il romanzo-inchiesta: “La Guerra è finita”, candidato al premio Strega 2016. Ha collaborato con numerose testate internazionali (Al Jazeera English, Al Arabiya, The National, T- Qatar - The New York Times Style Magazine e Qatar Tribune) e nazionali (Giornalettismo, Huffington Post, Apcom). Ha tradotto dall’inglese il graphic novel “La Lucha” (Ed. Verso Books). Nel 2020 ha firmato, “Ilaria Alpi. Armi e veleni, le verità interrotte”, inchiesta a fumetti uscita in edicola, in allegato al Fatto Quotidiano.

L’industria della moda, attualmente una delle più inquinanti, possiede un enorme potenziale di sviluppo verso l’economia circolare. Il principale ostacolo da abbattere è rappresentato oggi dalla selezione dei rifiuti tessili, che richiede un altissimo livello di precisione ed è ancora eseguita manualmente.

La prima vera svolta sembra essere arrivata dalla Svezia, dove l’azienda tedesca Stadler e la norvegese Tomra hanno lanciato “Sysav Industri AB”, il primo impianto al mondo di selezione tessile completamente automatizzato.

L’operazione fa parte del progetto finanziato dal governo svedese SIPTex (Swedish Innovation Platform for Textile Sorting), che punta a sviluppare soluzioni innovative per la selezione dei tessuti in grado di rispondere alle esigenze, sia degli enti addetti al riciclaggio che dell’industria dell’abbigliamento.

L’impianto è entrato in funzione a Malmö, a febbraio 2022. Stadler ha progettato e costruito l’impianto, mentre Tomra ha fornito i separatori ottici NIR.

La svolta: selezione automatizzata dei rifiuti tessili

La selezione e differenziazione manuale dei rifiuti tessili, a seconda dei vari tipi di fibre che li compongono, attualmente non è ancora in grado di raggiungere il target richiesto per il riciclo e riutilizzo. E proprio per questo, soltanto una piccola quantità di tessuti scartati viene effettivamente riciclata, lasciando un potenziale enorme per aumentarla. Come? Attraverso l’automazione.

Il nuovo impianto di Malmö ha una capacità di trattare fino a 4,5 tonnellate di tessuti all’ora. Il materiale viene consegnato in balle di un peso compreso tra 350 a 500 chilogrammi, contenenti rifiuti pre e post-consumo, ovvero rifiuti industriali secchi dei produttori tessili, come ritagli, filati e scarti (pre-consumo) e abbigliamento e tessili domestici (post-consumo).

L’impianto è completamente automatizzato: il personale è necessario solamente per avviare e fermare l’impianto, inserire il materiale e ritirare le balle dalla pressa.

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Tecnologia innovativa: tre fasi di sviluppo e separatori ottici per differenziare i tessuti

Il materiale viene selezionato intero nell’impianto di Malmö attraverso separatori ottici sviluppati da Tomra, denominati NIR, fondamentali per il processo di separazione delle diverse frazioni tessili per tipo di materiale e colore.

L’avvio dell’impianto rappresenta la terza fase di un progetto partito anni fa che ha vissuto una prima fase di ricerca seguita, nel 2017, dal lancio di un piccolo impianto pilota costruito ad Avesta (Svezia).

“Nel progetto pilota abbiamo dimostrato che la tecnologia di selezione NIR di Tomra è in grado di riconoscere e differenziare vari tipi di tessuti. – ha illustrato Matej Fuerst, project manager di Stadler – Nella terza fase, il nostro obiettivo era quello di accertare che il sistema potesse funzionare con successo su scala industriale e che le frazioni in uscita potessero raggiungere la purezza e il tasso di recupero necessari per il riciclo e il riutilizzo”.

“Al momento sono disponibili poche ricerche sul riciclo delle frazioni tessili. – ha spiegato ancora, László Székely, vicepresidente di Tomra – Per essere efficaci, la selezione automatizzata a sensori è fondamentale. La nostra tecnologia si è dimostrata efficiente nel separare diverse frazioni tessili per tipo di materiale e colore e siamo orgogliosi di far parte di questo progetto pionieristico”.

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