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Acciaio ed ecodesign, la risposta italiana al JRC: fissare i punti condivisi per non indebolire l’atto delegato
La filiera italiana che prende parte al tavolo ecodesign MASE-MIMIT giudica in larga parte positivamente lo studio preparatorio del JRC sull’acciaio, ma con le osservazioni tecniche presentate punta a tenere fermi alcuni principi metodologici già presenti nel documento, evitando che il successivo confronto politico sull’atto delegato finisca per indebolirli o renderli più ambigui.
Passaporto digitale di prodotto tessile: ecco tutte le novità
Il nuovo documento del JRC sul passaporto digitale di prodotto tessile chiarisce come il Regolamento Ecodesign potrà trasformare la sostenibilità in dati verificabili: identificazione dei prodotti, granularità tra modello, lotto e articolo, responsabilità degli operatori, accessi differenziati, standard interoperabili e uso delle informazioni per controllo, riparazione, resale e riciclo. Per la filiera, la novità è il passaggio da documenti e claim a una governance digitale del prodotto lungo il ciclo di vita
Ecodesign, in arrivo il passaporto digitale della siderurgia europea
Il passaporto digitale di prodotto (DPP) potrebbe essere l’infrastruttura dati della decarbonizzazione siderurgica: un sistema che rende machine-readable ogni informazione ambientale rilevante, dalla carbon footprint alla composizione chimica degli alliganti. Nella proposta attuale i dati su acqua, energia, aria e composizione chimica sono assenti
Acciaio circolare? La partita ESPR tra decarbonizzazione e interessi industriali
Lo studio preparatorio del JRC sull’acciaio mette a fuoco il nodo decisivo del futuro atto delegato ESPR: come classificare l’impronta ambientale dei prodotti siderurgici senza penalizzare il riciclo né indebolire l’ambizione climatica. Al centro della questione c’è il metodo di calcolo della carbon footprint, da cui dipenderà quali modelli produttivi europei potranno davvero presentarsi come sostenibili.
Ecodesign, Prados (Policy Hub): “L’ambizione sul tessile resta, ma l’UE è più pragmatica”
Marina Prados, direttrice di Policy Hub, spiega perché il primo atto delegato tessile dell’ESPR non sarà ancora il punto di arrivo, ma il primo banco di prova del nuovo quadro normativo. Al centro ci sono dati, tracciabilità, requisiti di performance e rapporto con altre normative: nodi decisivi per capire quanto il sistema europeo in materia di ecodesign sarà credibile e applicabile.
Ecodesign, Prados (Policy Hub): “Ambition on textiles remains, but the EU turns pragmatic”
In this interview, Marina Prados, Director of Policy Hub, argues that the EU’s first textile rules under ESPR will not yet be the final model, but the foundation of one. As the preparatory study enters its next phase, she explains why data, traceability and verification are becoming as important as performance requirements, and why recycled content, PEFCR and global supply-chain operability will define the credibility of the new framework
Il design dei mercati circolari: progettare domanda e offerta lungo più livelli
Circolarità non è “aggiungere il riciclo alla fine”. Richiede di progettare mercati multipli per qualità intermedie, con scelte esplicite su soglie, prezzi e capacità, considerate insieme al tempo di ritorno dei beni e alla qualità al rientro. Solo così la riduzione di materia vergine e di scarti diventa un esito misurabile di decisioni di rete e di prezzo
Textile ecodesign: what is entering ESPR requirements (and what remains outside) for now
How will the Ecodesign for Sustainable Products Regulation affect the eco-design of textiles? Here is everything you need to know, based on what we know so far



