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sabato, Ottobre 23, 2021

La transizione verso l’economia circolare nelle città, nei territori e nella società

La transizione verso città, territori e società circolari è una necessità e non più una scelta. L’approccio affinché ci sia una efficace transizione verso l’economia circolare deve essere integrato e sistemico e deve basarsi su sinergie e collaborazioni che integrino tutte le funzioni urbane e territoriali e in collaborazione con i cittadini, le associazioni, le imprese e la comunità di ricerca

ENEA
Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile è l’ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e all’innovazione tecnologica. ENEA porta avanti attività di ricerca nell’ambito dell’economia circolare e promuove ICESP, iniziativa speculare e integrata a ECESP, Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con lo scopo di rappresentare in Europa le specificità italiane in tema di economia circolare.

Con il grande impatto socio-economico della attuale crisi pandemica e dell’emergenza climatica in corso, il passaggio sistemico a un modello economico rigenerativo è fondamentale per raggiungere la neutralità climatica, promuovere una società fiorente ed equa e mantenere il consumo di risorse entro i confini del pianeta. 

Passaggio al modello economico circolare: perché è necessario 

Il Green Deal Europeo pone al centro della ripresa la transizione digitale e la decarbonizzazione 

Parte integrante di questa strategia europea è il nuovo piano di azione per l’economia circolare, quale strumento chiave per la resilienza e la rigenerazione, il quale si rivolge principalmente alle città e alle regioni, che sono i principali produttori di impronte ambientali e, pertanto, con un alto potenziale di sviluppo sostenibile globale. 

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, le città svolgono un ruolo di primo piano nell’attuazione di un Green New Deal poiché ad oggi sono responsabili di circa il 75% delle emissioni mondiali di GHG (greenhouse gas). 

Passare a un’economia circolare significa pensare non solo alla dimensione fisica delle risorse ma anche ai comportamenti umani che favoriscono approcci e modalità circolari. In linea di principio, un’economia circolare mira a chiudere i cicli, estendere il ciclo di vita degli oggetti e implementare modelli di business per un consumo circolare che sia climaticamente neutro.  

Città circolare

Una città circolare promuove la transizione da un’economia lineare a un’economia circolare in modo integrato e considerando tutte le funzioni urbane in collaborazione con i cittadini, le associazioni, le imprese e la comunità di ricerca. Ciò significa in pratica promuovere modelli di business e comportamenti che separano l’uso delle risorse dall’attività economica mantenendo il valore e l’utilità di prodotti, componenti, materiali e nutrienti il ​​più a lungo possibile, al fine di chiudere i cicli dei materiali e ridurre al minimo l’uso delle risorse e la generazione di rifiuti. Attraverso la transizione circolare si migliora il benessere umano, si riducono le emissioni, si protegge e migliora la biodiversità e si promuovono equità e giustizia sociale, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, generando una città resiliente, sana e competitiva in grado di provvedere a tutti i bisogni sociali dei suoi cittadini entro i confini naturali della Terra. 

Comunità resilienti

Tutto ciò può essere supportato e concretamente realizzato solo creando comunità urbane resilienti attraverso la condivisione, la comproprietà e la co-gestione delle risorse urbane e territoriali. Questo approccio si basa necessariamente su un cambiamento sistemico che necessita di dinamiche integrate e innovative per poter raggiungere un ciclo trasformativo di autosufficienza su scala di medio termine. 

Le città sono il luogo principale di questa trasformazione, in cui la circolarità deve essere parte non solo dell’economia ma della società stessa e del sistema cittadino nel suo complesso, coinvolgendo i cittadini e le loro pratiche. 

Approccio integrato ENEA 

Il Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali (SSPT) di ENEA si occupa da molti anni di economia circolare e di sviluppo urbano e territoriale sostenibile e circolare, e ha sviluppato progetti, tecnologie, strumenti e approcci sistemici e transdisciplinari per innescare e accompagnare questo processo di transizione. 

Sono questi gli approcci con cui, infatti, è stata elaborata la nuova SRIA (Strategic Research And Innovation Agenda On Circular Economy) per l’economia circolare nell’ambito della quale le aree urbane rappresentano una delle sfide principali. 

Questi stessi approcci, attraverso un dialogo multistakeholder, sono alla base di ICESP, la piattaforma italiana degli stakeholder per l’economia circolare, creata quale interfaccia nazionale della analoga piattaforma europea ECESP, che opera con l’obiettivo di supportare il processo di transizione circolare in Italia e rappresenta il punto di convergenza nazionale su iniziative, esperienze, criticità e prospettive che l’Italia vuole e può rappresentare in Europa. 

L’approccio metodologico sviluppato dal Dipartimento SSPT è basato su domini, tematiche e interventi che possono essere rappresentati in parte con uno sviluppo di tipo verticale:

i) uso e gestione efficiente delle risorse;

ii) complementarietà agri-urbana;

iii) controllo e tutela della qualità dell’aria;

iv) tutela e valorizzazione del capitale storico-artistico e naturalistico e altre tematiche ed interventi che hanno uno sviluppo orizzontale:

     1) rigenerazione urbana;

     2) turismo sostenibile.

Ognuna di queste azioni viene sviluppata allo stesso tempo in autonomia ed in relazione con le altre, ed ha alla base un approccio partecipato e multistakeholder.  

L’uso e gestione efficiente delle risorse fa riferimento alle diverse strategie, metodologie e tecnologie per realizzare la chiusura dei cicli a livello urbano e/o territoriale. 

La complementarietà agri-urbana fa riferimento a tutte quelle attività che mettono in atto azioni e strumenti volti sia ad accrescere la biodiversità a livello urbano, sia a generare un efficientamento e restringimento dei cicli della filiera agroalimentare, recuperando e rigenerando aree verdi abbandonate, da destinare a nuove forme di agricoltura civica o per nuove aree verdi urbane. 

Il controllo e la tutela della qualità dell’aria è un insieme di attività che permette di gestire, elaborare e prevedere la circolazione e la dispersione degli inquinanti nell’aria, intervenendo sia attraverso il monitoraggio che l’utilizzo di modelli previsionali. 

La tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e naturalistico fa riferimento ad un vasto insieme di strumenti e tecniche per la conoscenza del territorio, dei suoi rischi naturali (sismico, idrogeologico) e della sua vulnerabilità, e a partire da una diagnosi del bene o del sito culturale (valutando lo stato di conservazione o di degrado) è poi possibile definire gli interventi da mettere in atto per la tutela e la conservazione del bene, utilizzando anche tecniche ecoinnovative (biorestauro, biopulitura). Inoltre, per valorizzare il patrimonio naturalistico si promuovono soluzioni basate sulle infrastrutture verdi per la molteplicità dei servizi ecosistemici che possono svolgere. 

Le azioni che promuovono la rigenerazione urbana e il turismo sostenibile si realizzano attraverso una pianificazione mirata alla qualità ecologica e al miglioramento della gestione del territorio e l’attuazione di attività di sensibilizzazione della popolazione locale, dei turisti e degli operatori turistici.  

Ognuna delle azioni viene progettata e realizzata innescando e promuovendo processi di info-formazione e progettazione partecipata, generando in tal modo innovazione socialenuova vivibilitàbenessere e forme di governance urbana partecipata. 

© Riproduzione riservata

 

Autori: Grazia Barberio, Carolina Innella

ENEA – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi produttivi e territoriali 

Sezione Supporto al coordinamento delle attività sull’economia circolare

 

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