fbpx
giovedì, Maggio 30, 2024

Bagno di sangue o nuove opportunità professionali? Ecco i lavori circolari del futuro

La transizione ecologica, se sceglieremo di esserne protagonisti e di non subirla, avrà bisogno di nuove competenze e di tante professionalità. Ecco una rapida carrellata dei mestieri circolari del futuro

EconomiaCircolare.com
EconomiaCircolare.com
Redazione EconomiaCircolare.com

La prospettiva che l’economia circolare ha sulla società non è solo il minor impatto ambientale nelle produzioni e quindi una maggiore sostenibilità: una vera e propria rivoluzione è in corso anche nell’ambito dei lavori. Nuovi impieghi e nuovi modelli produttivi. Piccole imprese con continuo bisogno di risorse umane e voglia di cambiamento. Un modello circolare di economia che produce lavoro. E c’è chi punta anche sulla formazione, per questi nuovi lavori, come la Fondazione Ellen Macarthur che mette a disposizione una serie di corsi su diverse tipologie di lavori circolari.

Ambiti diversi e diverse tipologie di lavori, tutt’ora in aumento, hanno attratto la nostra attenzione. Un elenco, non esaustivo ma certo efficace, è quello che vi presentiamo di seguito. Sono contesti molteplici e con diverse richieste di competenza e grado di istruzione. Un mercato intero sta pian piano diventando prospettiva e opportunità per molti in ambito di protezione ambientale, energie rinnovabili e gestione dei diversi rifiuti.

Nuovi lavori e nuove competenze: qualche numero

All’inizio di questo mese Delòitle ha presentato uno studio (“Work Toward net Zero”) su come la riduzione delle emissioni nette globali a zero entro il 2050 “cambierà per sempre l’economia mondiale, trasformando il ruolo della forza lavoro”. Non agire preventivamente a sostegno dell’ambiente rischia di rallentare la crescita economica e impattare negativamente i livelli di occupazione: sono 800 milioni i posti di lavoro in tutto il mondo – circa il 25% dell’attuale forza lavoro globale – altamente vulnerabili al cambiamento climatico e al suo impatto sull’economia (il famigerato “bagno di sangue” di cui ripetutamente parlava l’ex ministro della Transizione ecologica). Se invece lavoreremo per affrontare il cambiamento climatico con una transizione attiva non solo potremo raggiungere il target del net-zero ma anche, sottolineano i ricercatori, “favorisce contestualmente la crescita economica e l’espansione del dividendo occupazionale”. Intraprendendo questo percorso virtuoso, si prospetta una crescita dell’economia mondiale di circa 43.000 miliardi di dollari entro il 2070 – prevenendo perdite economiche quattro volte superiori (circa 178.000 miliardi di dollari) – e la creazione di oltre 300 milioni posti di lavoro in più entro il 2050. Di questi 21 milioni in Europa, 26 nelle Americhe, 75 in Africa e 180 in Asia. Alcuni saranno lavori nuovi, che oggi non ci sono ancora, per gli altri, la maggioranza, non sarà richiesto di fare un completo re-training delle persone, ma di intraprendere percorsi di up-skilling del set di competenze esistenti (e non ha caso Deloitte Italia ha dato vita a Deloitte Climate & Sustainability, nuova società benefit interamente dedicata ai temi del cambiamento climatico e della sostenibilità”.

Altri dati interessanti ci vengono da GreenItaly 2022, il report di Fondazione Symbola e Unioncamere sulla green economy nazionale. Secondo Symbola e Unioncamere i green jobs oggi in Italia sarebbero oltre 3 milioni. Nel 2021 (anno cui fa riferimento ilo studio presentato a novembre dello scorso anno) sono stati 1.600.000 i green jobs richiesti sul mercato italiano. Questo insieme di professioni è unito non solo dalle competenze green ma anche dalla difficoltà di reperimento da parte delle aziende. Nei questionari sottoposti da Unioncamere alle imprese, queste lamentano per i green jobs difficoltà di reperimento nel 40,6% dei casi contro il 27,8% delle altre professioni. E, una volta trovati, indicano la necessità di maggiore esigenza di formare il personale assunto.

Se questo è il contesto, veniamo ora ad alcuni dei lavori verdi più promettenti e interessanti secondo EconomiaCircolare.com

Leggi anche: Global Green Jobs: il lavoro che aumenta è solo quello che tutela l’ambiente

Progettista di imballaggi

L’ambito della progettazione di imballaggi è forse una delle principali forze propulsive di questo mercato. Pensate a quante spedizioni vengono fatte, giorno dopo giorno, attraverso ordini online: la mole di prodotti da spedire può dare un’idea della necessità di nuove strategie che portano ad un’alta richiesta di competenze. E le aziende stanno provvedendo, pian piano, a rendere meno impattanti e riutilizzabili tutti i loro imballaggi affidandosi ad aziende di settore. Economiacircolare.com sponsorizza anche una importante iniziativa. Imballaggi ecologici e riutilizzabili sono ormai richiesti da tutte le grandi aziende che lavorano molto con l’e-commerce.

Consulente LEED

Si tratta di consulenti che rilasciano certificazioni agli edifici che utilizzano componenti ecologici nella loro progettazione: LEED, Leadership in Energy and Environmental Design. Queste figure seguono tutte le fasi di progettazione e costruzione, indicando e poi certificando l’uso dei materiali da utilizzare, fino all’efficientamento energetico grazie alle rinnovabili.

Green marketer

Il green marketing è il marketing che aiuta i clienti a promuovere la loro attenzione alla sostenibilità e all’ambiente. I modelli di comunicazione, utili ad attrarre clienti, mettono quindi in evidenza politiche di sostenibilità: emissioni, imballaggi sostenibili, riciclo e riutilizzazione dei prodotti, tutto viene preso in considerazione per poter essere competitivi e green. I dati, in quasi tutti i settori, confermano che potenziali clienti preferiscono scegliere tra le aziende meno impattanti.

Leggi anche: Circular Jobs Monitor, la piattaforma sul lavoro circolare

Installatore e manutentore solare

Installazione, vendita dei pannelli e poi assistenza: e per questo genere di lavori, la competenza appresa grazie ad un corso di formazione efficace, allarga la prospettiva anche ai non laureati. Spesso la formazione lavoro è fatta direttamente dalle aziende.

Responsabile del programma di economia circolare

Essendo relativamente nuova l’idea stessa di circolarità in ambito produttivo e industriale, spesso le aziende investono in manager che possano controllare e promuovere programmi di produzione, vendita e commercio che siano circolari e sostenibili. Alcune facoltà universitarie hanno già messo in campo corsi di economia circolare e cicli di studio in questo ambito. Può essere difficile definire lo scopo preciso del lavoro di un manager dell’economia circolare, soprattutto perché si rivolge a molti e diversi ambiti di uno stesso sistema produttivo (interno all’azienda). È indubbio però che le richieste in tal senso siano in crescita costante.

Specialista in investimenti circolari

La storia lo insegna: dove i mercati vedono una prospettiva di guadagno, gli investitori spostano i finanziamenti e i quindi gli investimenti. E i sostenitori che investono ESG e quindi anche in innovazione, diventano sempre di più. Essere in grado di seguire l’andamento del mercato rispetto a queste aziende è certamente un punto a favore di chi vuole approcciarsi a questo genere di lavoro: uno specialista di investimenti circolari si concentra sull’indirizzare i clienti verso opportunità di investimento che supportano il passaggio a un’economia circolare.

Gestore Rifiuti Zero

I gestori di rifiuti zero aiutano le imprese, le organizzazioni e le comunità con lo sviluppo e l’attuazione di una politica di rifiuti zero. Un settore che non si limita al semplice “riciclo” dei prodotti usati, ma tiene conto di altri e importanti fattori che offrono, a loro volta, diversi ambiti in cui lavorare:

  • Compostaggio
  • Garantire che i prodotti siano progettati per godere di un ciclo di vita il più lungo possibile
  • Capire come dare una seconda vita ai materiali usati
  • Riduzione dei consumi complessivi
  • Trovare modi per integrare l’uso di risorse rigenerative

In questo senso, gli ambiti sono innumerevoli. Dalla raccolta e il riutilizzo dei Raee, alla gestione dei fine vita dei materiali plastici, carta… Un universo di prodotti che potrebbero avere una vita alternativa e su cui le aziende – tutte le aziende produttrici di beni di largo consumo – dovranno presto convergere. Le prospettive di lavoro in questo ambito sono diverse, e passano dalla semplice raccolta diretta, a lavori che riguardano la riprocessazione dei materiali che dovranno tornare a vivere.

Leggi anche: Lavoro, in tutto il mondo entro il 2050 potremmo avere 60 milioni di nuovi green jobs

Analista di ricerca sull’economia circolare

L’ analista in ambito di economia circolare, controlla e favorisce sviluppo di nuove politiche ecologiche grazie al monitoraggio e all’analisi comparativa di come un’azienda si comporta rispetto alle attività sostenibili. Gli analisti di ricerca svolgono un ruolo importante nell’aiutare i loro datori di lavoro a identificare opportunità di business economiche circolari. Data l’importanza dei servizi forniti da questi analisti, è possibile trovare lavori circolari a diversi livelli e in più ambiti.

In ultimo, ma solo nell’ordine di questo elenco, c’è da considerare che sono molte le aziende che cercano dei responsabili per il controllo del ciclo vita dei prodotti. I bilanci di sostenibilità delle aziende non sono (ancora, si spera) obbligatori, ma è un trend in crescita che riscuote successo soprattutto in ambito di markenting. Da tenere sempre in considerazione, quindi, che in ambito di piccole e medie imprese, dei consulenti che garantiscano il risultato sono sempre molto ricercati. Una giusta guida e le giuste procedure, servono a rendere l’azienda più sostenibile, efficiente e quindi redditizia.

© Riproduzione riservata

spot_img

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie