fbpx
sabato, Dicembre 5, 2020

Riprogettare per prevenire. Tenendo insieme sviluppo, sostenibilità e lavoro

Per dirigerci verso un modello circolare occorre fare passi in avanti, piuttosto che guardare indietro. Per il Presidente di Erion, Andrea Fluttero a cambiare devono essere l’intere filiere e i modelli di consumo, in gran parte ancora pensati per l’economia lineare

Andrea Fluttero
Andrea Fluttero
Presidente di E.C.O. s.c.r.l. Erion Compliance Organization. Esperto di ambiente, ha ricoperto diversi ruoli amministrativi locali ed è stato senatore della Repubblica e segretario della Commissione Ambiente nella XVI Legislatura. Dal 2013 è Consulente libero professionista e si occupa di Relazioni istituzionali e comunicazione nel settore Green Economy. Ha rivestito incarichi in enti pubblici e privati, presiedendo tra gli altri Fise Unicircular e il Consorzio Conau. Dal 2020 è alla guida di E.C.O.

La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti ci propone un problema: come ottenere la riduzione dello spreco di materie prime per garantire la sostenibilità sul pianeta Terra della presenza di oltre 7 miliardi di esseri umani. La soluzione a questo problema, che appare più semplice e se volete “lapalissiana”, è la teoria della decrescita felice, basata sull’inversione del paradigma “più cresci, più consumi, più rifiuti” in “meno crescita, meno consumi e meno rifiuti”.

A mio modo di vedere questa soluzione è sbagliata e dannosa. Considerando che la popolazione mondiale è composta per la grande maggioranza da persone dotate di bassissima, bassa e medio bassa disponibilità economica e da una esigua minoranza di persone con medio alta, alta ed altissima disponibilità finanziaria, l’applicazione di un tale modello – semplificando – comporterebbe che i pochi ”ricchi” giocherebbero a fare la “decrescita felice” tagliando un po’ i loro consumi, mentre i “poveri” precipiterebbero ancor più nella povertà a causa della perdita di milioni di posti di lavoro causata dal crollo dei consumi.

Leggi anche gli altri contributi sull’ecoprogettazione:Vai alla tavola rotonda In Circolo

La soluzione che mi convince è invece quella della transizione dell’economia da lineare a circolare, che “tiene insieme” consumi e sostenibilità, disaccoppiando la produzione di beni dal consumo di nuove materie prime. Materie prime rinnovabili esattamente come energie rinnovabili, in una circolarità di consumo e rigenerazione, utilizzo e riciclo, produzione e deproduzione.

In questo modo non si aumenta o crea povertà tramite la riduzione del lavoro, al contrario si generano enormi quantità di posti di  lavoro. “Fare e disfare è sempre lavorare” diceva un vecchio e quanto mai attuale adagio popolare.

Cambiare le filiere e i modelli di consumo

Quello che dobbiamo fare, dunque, non è andare indietro, ma avanti, puntando ad una rapida transizione verso un modello circolare delle produzioni e dei consumi. Basta riciclare di più? Assolutamente no. Sono le intere filiere a dover cambiare in ogni anello, partendo dalla progettazione dei prodotti che sono ancora in gran parte pensati per il modello lineare. Sono “errori di progettazione”? No, per il modello lineare nel quale siamo ancora immersi. Sì, per il modello circolare che dobbiamo costruire.

Ma dovranno cambiare molte altre cose, compreso il modello di consumo e utilizzo dei beni, con un passaggio dal pagare per la proprietà di un bene al pagare per l’utilizzo del servizio che quel bene ci rende, fino al concetto di rifiuto stesso che non potrà più essere applicato a un prodotto post-consumo conferito correttamente per essere avviato alla preparazione per il riuso o al riciclo di qualità, ma solo alle frazioni di scarto generate da questi processi. Frazioni di scarto che, con il crescere della qualità dell’ecoprogettazione, dovranno ridursi sempre più, lasciando spazio a grandi quantità di “vere” materie prime seconde da reimmettere in produzione.

Così potremo “tenere insieme” sviluppo tecnologico ed economico, sostenibilità ambientale e creazione di posti di lavoro. Il lavoro da fare è enorme e serve una politica che creda davvero a questa prospettiva, operi conseguentemente e non la usi dialetticamente solo a fini di facile propaganda.

Se sarà così, la crescita circolare, quella sì, sarà felice.

© Riproduzione riservata

Scopri la piattaforma ICESP
- Advertisement -

Ultime notizie

L’Europarlamento approva la risoluzione sul diritto alla riparazione. “Ora va cambiato il sistema”

Con una serie di obblighi per le case produttrici di dispositivi elettrici ed elettronici. il parlamento europeo ha approvato una risoluzione che rafforza il Right to Repair. Un passo in avanti contro l'obsolescenza programma e la riduzione dei rifiuti Raee. Il prossimo passo spetta alla Commissione

Genova Smart Week, il contributo delle città per l’economia circolare

Finora i centri urbani sono stati più consumatori di risorse e produttori di rifiuti che sistemi in grado di riutilizzare e valorizzare materiali e scarti. Eppure si può fare molto, come ha ribadito il panel che ha visto al centro del confronto il capoluogo ligure. “Ambiente ed economia non sono più contrapposte”

Bioplastiche, approvato lo statuto del consorzio Biorepack

Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, il consorzio entra a far parte della filiera Conai. Un settore d’eccellenza, quello delle bioplastiche, con Biorepack che racchiude da sola 252 aziende, 2600 addetti, 700 milioni di euro di fatturato. “Per rafforzare la leadership nel settore della bioeconomia circolare”

Se l’analisi Lca serve a non abbandonare la plastica monouso

Secondo un’indagine commissionata dal movimento Break free from plastic alla società Eunomia, l’analisi del ciclo di vita degli imballaggi in plastica spesso è distorta e serve alle aziende per non abbandonare l’usa e getta. Un’ombra pesante su uno strumento prezioso per valutare l’impatto delle scelte produttive

Oggi è il Circular Monday, l’anti Black Friday che incoraggia le alternative circolari

Nel pieno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, dalla Svezia torna l'iniziativa che al consumismo sfrenato del "venerdì nero" contrappone una giornata che pone l'accento sui consumi utili e necessario, all'insegna del riciclo e del riutilizzo. Quali sono le vostre scelte circolari?