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venerdì, Aprile 19, 2024

L’economia circolare in spalla con gli zaini nati dal riciclo dei materiali

Ormai inseparabili compagni di viaggio, gli zaini possono essere anche un esempio di sostenibilità. Sempre più aziende del settore stanno infatti realizzando collezioni grazie al recupero di materiali facendo di questo accessorio un prodotto non solo cult ma anche green

Valeria Morelli
Valeria Morelli
Content Manager e storyteller 2.0. Fa parte del network di Eco Connection Media. Si occupa di strategie di comunicazione web, gestione social, consulenza 2.0 e redazione news e testi SEO. Per Green Factor, all’interno dell’ufficio stampa, si occupa delle relazioni istituzionali.

Sono fedeli compagni negli anni della scuola, quando andiamo a lavoro o nelle nostre gite fuori porta ma non solo, rappresentano ormai un accessorio indispensabile grazie al quale possiamo portare con noi tutti gli strumenti per superare le lunghe giornate che ci vedono impegnati fuori casa: di cosa parliamo? Degli zaini, diventati oggi un vero must have grazie ai quali tutto il necessario – dai nostri device, alla borraccia dell’acqua, passando per snack, ombrello ed eventuali cambi di abito- può sempre essere a nostra disposizione ovunque ci troviamo.

A ben vedere le persone hanno sempre avuto la necessità di portare con sé degli oggetti, da quelli per il lavoro ai propri beni personali, oggi però gli zaini sono qualcosa di più di semplici “mezzi” di trasporto e sono diventati dei veri e propri oggetti fashion. Ne esistono tantissimi modelli per soddisfare le varie esigenze: quelli specifici per il trekking, quelli porta pc, gli zaini da viaggio e anche quelli termici. Diversi i materiali impiegati per la loro produzione, con colori e grafiche sempre più all’ultima moda. E se vi dicessimo che ora gli zaini possono essere anche perfetti esempi di economia circolare?

Sempre più aziende del settore stanno infatti realizzando collezioni grazie al recupero di materiali facendo di questo accessorio un prodotto non solo cult ma anche green: andiamo alla scoperta di alcuni di questi zaini, che dimostrano come sia possibile fare prodotti di moda rispettando il pianeta.

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L’Anima del riciclo

Come dice il suo slogan “per una moda sostenibile, ci vuole Anima”: si presenta così il prototipo di zaino prodotto al 100% con materiali di recupero e realizzato grazie alla collaborazione di tre brand della filiera tessile, dell’abbigliamento e footwear italiana: RadiciGroup, Save The Duck e Vibram. Si tratta di un progetto pilota di eco-design nato all’interno dell’iniziativa “Monitor for Circular Fashion” di SDA Bocconi e volto a dimostrare che anche il settore della moda può essere sostenibile.

Anima è composto di due materiali: un tessuto realizzato in Recycle, un filato prodotto da RadiciGroup e che deriva dal riciclo meccanico del nylon, mentre per le parti in gomma viene impiegato un materiale proveniente dal riciclo dello scarto industriale dello stabilimento Vibram, azienda leader nella produzione e commercializzazione di suole ad alte performance.

La sua peculiare caratteristica è che non solo è prodotto con materiali riciclati, ma questo zaino è anche facilmente disassemblabile rendendo più semplice il suo riciclo a fine vita. La parte in tessuto può essere trasformata in nuovo materiale polimerico impiegabile in qualsiasi settore, la parte in gomma può invece diventare un nuovo accessorio come ad esempio un astuccio.

Si tratta ancora di un prototipo, ma sarà sicuramente d’ispirazione per le collezioni del futuro.

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Zaini in plastica riciclata: dove trovarli

Come sappiamo l’inquinamento da plastica rappresenta una dei più gravi problemi ambientali che l’umanità si trovi ad affrontare, per tale ragione il recupero di questo materiale è oggi cruciale. Tra le tante applicazioni che la plastica riciclata può avere vi è anche quella di essere un’ottima materia prima seconda per creare zaini adatti in particolar modo per viaggi ed escursioni in quanto il materiale usato assicura loro leggerezza e impermeabilità.

Ne sono un esempio quelli della linea Black Hole® di Patagonia realizzati in poliestere riciclato al 100% (rPet), una fibra tessile sintetica che si ottiene fondendo la plastica e rifilandola. Un prodotto che garantisce la resistenza alle intemperie, quindi ideale per avventurarsi alla scoperta della natura che ci circonda.

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Dalla pubblicità agli accessori

I banner pubblicitari dismessi in PVC, tagliati e cuciti sono invece la materia prima degli zaini del marchio Malefatte Venezia, accessori che “racchiudono in sé pezzi di mostre, eventi, manifestazioni della città e del territorio.” Ogni modello pur appartenendo alla stessa collezione è quindi unico e irripetibile.

Oltre a essere prodotti ecosostenibili sono anche solidali in quanto realizzati all’interno del laboratorio di PVC riciclato della Cooperativa Sociale Rio Terà dei pensieri di Venezia, che accoglie i detenuti del carcere maschile di Santa Maria Maggiore in un percorso di riabilitazione professionale.

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Nuova vita agli scarti di produzioni

Dall’idea di Giusy Giacoia di ridare una seconda vita agli scarti di pelle e di tessuto derivanti dalla produzione di divani e poltrone ha origine la linea di accessori che si chiama “Ritagli di G”. In questo laboratorio di Altamura (BA) ogni zaino (e anche le borse) è realizzato a mano secondo la filosofia dell’upcycling con l’obiettivo di dare valore a quello che a prima vista sembrerebbe un rifiuto destinato alla discarica.

Un lavoro artigianale che vuole rendere questi prodotti studiati per durare nel tempo, nonché intramontabili. Come afferma la loro creatrice “li creo, uno ad uno, con la certezza che la sostenibilità non sia una moda passeggera, ma il futuro”.

A Trento grazie al marchio Redo upcycling, ossia Ri Fare, della Cooperativa A.L.P.I. vengono invece recuperati i tessuti da tappezzeria e i componenti per calzature che si trasformano nella materia prima dei loro zaini. Un progetto che vuole segnare un nuovo inizio per ciò che solo apparentemente è un rifiuto e che nasce anche con l’obiettivo di dare un’opportunità di lavoro a persone in condizioni di difficoltà.

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Dalle auto zaini di gran moda

Anche per i tessuti delle automobili dismesse e le cinture di sicurezza è possibile avere una seconda chance grazie alla moda green: da rifiuti si trasformano infatti nella materia prima seconda della linea degli zaini Assen prodotta dall’azienda marchigiana Exseatbag. Come si legge sul loro sito, la scelta di impiegare tessuti recuperati dalle tappezzerie delle auto permette di avere un materiale che si caratterizza per versatilità e robustezza. Inoltre, essendo disponibile in varie tipologie, colori e fantasie, consente all’azienda di creare diversi modelli in grado di soddisfare il gusto personale di ciascuno. A tutto questo si accompagna una lavorazione artigianale che rende ogni pezzo unico.

Dagli pneumatici o meglio dal riciclo delle mescole di scarto che scaturisce dalla produzione degli stessi hanno origine invece gli zaini Roy Rebel. Si tratta di un marchio che nasce nel 2018 dall’idea dell’azienda Center Gomma di riutilizzare in modo creativo questa mescola così che “lo scarto possa tornare in vetrina”. Il CUMMIS®, il foglio di gomma che nasce dalla “materia prima scartata” è 100% animal free e rappresenta una valida alternativa alla pelle e al cuoio di derivazione animale, conservando, al tempo stesso, le caratteristiche di resistenza, durata ed elasticità proprie degli pneumatici.

Dopo questa panoramica avete scelto l’idea circolare che volete portare sulle vostre spalle? Fateci sapere cosa ne pensate.

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