giovedì, Maggio 6, 2021

Perchè building e fashion oggi puntano al Cradle to Cradle

Cradle to Cradle. C2C. Dalla culla alla culla. Un nuovo modo di fare le cose, capace di passare di generazione in generazione in un'ottica di sostenibilità. Una filosofia produttiva che oggi è anche una certificazione di circolarità molto diffusa negli Usa e richiesta in Italia soprattutto nel tessile e nell’edilizia.

Sara Dellabella
Sara Dellabella
Giornalista freelance. Attualmente collabora con Agi e scrive di politica ed economia per L'Espresso. In passato, è stata collaboratrice di Panorama.it e Il Fatto quotidiano. È autrice dell'ebook “L'altra faccia della Calabria, viaggio nelle navi dei veleni” (edizioni Quintadicopertina) che ha vinto il premio Piersanti Mattarella nel 2015; nel 2018 è co-autrice insieme a Romana Ranucci del saggio "Fake Republic, la satira politica ai tempi di Twitter" (edizione Ponte Sisto).

Cradle to Cradle. C2C. Dalla culla alla culla. Ovvero un nuovo modo di fare le cose, capace di passare di generazione in generazione in un’ottica di sostenibilità. Fondatori della filosofia Cradel to Cradle sono Michael Braungart e William McDonough che nel 2002 hanno pubblicato un libro intitolato “Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things“, un manifesto per il design C2C che nel tempo è diventata una vera e propria certificazione. Il prodotto viene validato sotto cinque aspetti che sono: salubrità dei materiali, riutilizzo dei materiali, gestione delle risorse idriche, utilizzo di energie rinnovabili ed equità sociale.

Rating di circolarità

“La cosa interessante rispetto alle altre certificazioni è che questo è un approccio di economia circolare (valuta il grado di riutilizzo e riciclabilità del prodotto) ed è impostato sull’attribuzione di un rating del prodotto che parte dal basic, bronze, silver, gold, platinum. Inoltre la certificazione indica anche le migliorie da fare per accedere ai gradi successivi, introducendo dei miglioramenti. Insomma, non è una classificazione statica ci suggerisce azioni che possiamo implementare” spiega l’ingegnere Guido Scaccabarozzi, di Demetra, un ente che in Italia si occupa di questo tipo di certificazione pur non essendo un assessor di C2C. Demetra si appoggia infatti ad un partner spagnolo per la certificazione, ma chi ha intenzione, in Italia, di far validare il proprio prodotto può essere aiutato da alcune realtà che aiutano nella preparazione dell’istruttoria, come Demetra o Sfridoo.

Leggi anche: 5 obiettivi globali per la circolarità. Le proposte della Ellen MacArthur Foundation

La filiera

Per i prodotti che si candidano alla C2C vengono analizzati i processi relativi a questi indicatori, non solo in azienda ma risalendo la filiera dei fornitori. I risultati vengono trasmessi all’istituto americano che li valuta e autorizza la certificazione. Grandi aziende dell’abbigliamento sportivo hanno aderito alla filosofia C2C, implementando la ricerca e lo sviluppo di abbigliamento e calzature compostabili.

Ma chi è interessato a dimostrare al mercato che il proprio prodotto risponde ai requisiti C2C? “Soprattutto chi esporta in America dove questo tipo di certificazione ha preso piede e infatti in Italia chi si rivolge a noi sono soprattutto aziende delle costruzioni e della moda” – racconta Scaccabarozzi che ogni anno da’ assistenza a circa quaranta aziende italiane interessate ad ottenere la certificazione per i propri prodotti.

Leggi anche:“Siamo troppo poco circolari per salvare il Pianeta”. I dati del Circularity Gap report 2021

L’intero ciclo di vita

Pur essendo uno dei certificati più accreditati in America, in Italia avere un prodotto bollinato C2c non porta nessun vantaggio nelle gare pubbliche perché la certificazione non è richiesta nei “Criteri ambientali minimi” meglio noti come CAM. Tuttavia, nell’edilizia le cose vanno leggermente meglio. Con la crescente attenzione all’edilizia circolare e a basso impatto ambientale, i prodotti con questa certificazione influiscono sullo standard di certificazione energetica Leed (Leadership in Energy and Environmental Design). Perché lo sviluppo sostenibile nell’edilizia tiene conto non solo degli edifici, ma anche delle infrastrutture, come dei singoli prodotti, componenti funzionali, servizi e processi in relazione al loro ciclo di vita. Quindi anche avere semplicemente installato delle finestre con il certificato C2C, contribuisce ad aumentare il rating di tutto l’edificio.

C2C vs C2G

L’approccio introdotto dal Cradle to Cradle è  uno dei tasselli essenziali dell’economia circolare, contrapposto alla filosofia del Cradle to Grave, ovvero dell’usa e getta che per molto tempo ha dominato i nostri consumi. Tuttavia è auspicabile che il cambio di paradigma immaginato da Michael Braungart e William McDonough diventi anche parte integrante dei Cam, al fine di avviare una svolta anche nella pubblica amministrazione, dove, spesso, alle parole non seguono le azioni.

© Riproduzione riservata

Scopri la piattaforma ICESP

Potrebbe interessarti

Ultime notizie