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venerdì, Ottobre 22, 2021

Buone idee per rafforzare i sistemi di responsabilità estesa del produttore

Una ricerca condotta da Sofies per Erion analizza i sistemi EPR in Europa e nel mondo e identifica le iniziative utili a renderli più efficaci economicamente ed ambientalmente

Daniele Di Stefano
Giornalista, scrive per diverse testate. È convinto che la sostenibilità ambientale abbia a che fare con la salute (del pianeta e la nostra), con l’innovazione e la competitività delle imprese, con la qualità della vita e la giustizia sociale.

I risultati di riciclo dell’Italia e degli altri grandi Paesi europei, dove il fine vita di prodotti e imballaggi è gestito da sistemi di responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility, Epr) dimostrano che questi sistemi, in cui il produttore e l’importatore sono responsabili ddi ritiro, riciclaggio, smaltimento finale, sono piuttosto efficaci. Un esempio? Tutti i sistemi di imballaggio nei grandi Paesi Ue (Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna) hanno raggiunto tassi di riciclaggio superiori al 60%, superando l’obiettivo della direttiva UE (2019).

Come possiamo allora renderli ancora più efficienti ed efficaci? Prova capirlo lo studio “I sistemi di Responsabilità estesa del produttore e il loro ruolo strategico per i produttori” elaborato da Sofies per Erion e presentato ieri durante l’evento “Economia Circolare e transizione ecologica, il ruolo strategico dei Sistemi EPR in Europa”.

L’obiettivo del rapporto (redatto da Federico Magalini, Joséphine Courtois, Amba Concheso, Caroline Heinz) è appunto “delineare le caratteristiche e le prassi che contribuiscono al successo di un sistema EPR e alla sua gestione efficiente”. Concentrandosi su Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), Rifiuti di pile e accumulatori (Rpa) e Rifiuti di imballaggi in Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito, ma allargando lo sguardo anche ad esperienze come quella dei rifiuti tessili in Francia, dei penumatici in Belgio o dell’olio esausto in Canada, lo studio mette in evidenza le prassi più efficaci (e che potrebbero essere prese a modello), in grado di contribuiscono alla performance dei consorzi nostrani.

Cos’è l’Epr e quanto sono diversi i sistemi europei

Il concetto di responsabilità estesa del produttore è stato introdotto per la prima volta nel 1990: “Implica – spiega il report – che i produttori (fabbricanti e importatori) si assumano la responsabilità finanziaria e/o organizzativa della raccolta dei rifiuti, nonché del loro smistamento e trattamento per il riciclo o riutilizzo”.

Nell’Unione Europea, il quadro legislativo per lo sviluppo di un sistema EPR è regolato da diverse direttive che forniscono un quadro generale che ogni Stato membro deve recepire sulla base della propria interpretazione. Il risultato è la presenza di politiche EPR eterogenee: con sistemi individuali o collettivi; cono imprese che li gestiscono in concorrenza tra di loro o meno; a copertura della sola gestione dei rifiuti o anche per servizi di supporto come la ricerca e la sensibilizzazione; con differenti livelli di trasparenza sulle informazioni.

Leggi anche: “L’Italia modello di responsabilità estesa in Europa, ma paghiamo i limiti del sistema Paese”

Le regole auree per Epr più efficienti

“Indipendentemente dalle sue caratteristiche, un sistema Epr dovrebbe mirare a fornire una raccolta efficace e un elevato livello di riutilizzo/riciclaggio, ottimizzando i costi per i produttori”, spiegano i ricercatori. Le variabili sulle quali puntare, dunque, sono efficacia nella raccolta, nel riutilizzo/riciclo, nei costi. Se non è stata ancora identificata la ricetta dell’Epr perfetto, possiamo però osservare le caratteristiche dei sistemi più efficienti e da queste imparare. Nella ricerca – redatta sulla base di dati pubblici e grazie ad interviste con stakeholder – e in particolare dalle buone prassi riscontrate nei diversi Paesi, vengono identificate diverse linee d’intervento sulle quali agire per migliorare i sistemi Epr: “Una serie di buone pratiche che permettono ai sistemi di adempiere meglio alle loro responsabilità nella gestione dei rifiuti, perseguendo anche l’efficienza economica, in modo da fornire ai loro membri un servizio di qualità senza costi esorbitanti”.

Vediamole con le rispettive best pratice (o #goodideas, come sono identificate nel report).

Ampio sistema di raccolta

L’ampiezza della raccolta dei prodotti giunti a fine vita è legata direttamente all’ampiezza geografica del sistema di raccolta, per questo “puntare a stabilire un ampio sistema di raccolta geografica dei rifiuti per fornire un sistema di raccolta facilmente accessibile per i prodotti usati, è elemento chiave per massimizzare il relativo recupero”.

Di seguito alcuni esempi di iniziative che hanno contribuito ad ampliare la raccolta:

  • Ecosystem, Francia. Ecosystem è il più grande sistema collettivo per i RAEE domestici e professionali in Francia, con 1,4 milioni di tonnellate sul mercato dai suoi 4.600 produttori membri. Ecosystem gestisce la raccolta, il trasporto, il trattamento e il riciclaggio dei Raee, organizzati in quattro categorie: domestici, professionali, lampade e piccoli estintori (anch’essi coperti dagli adempimenti Epr). E fornisce diversi punti di raccolta per i Raee professionali, tra cui la restituzione al distributore; la richiesta di un contenitore prelevato a intervalli regolari; la richiesta di una raccolta unica che può essere fatta presso il distributore il giorno stesso della consegna delle nuove apparecchiature;
  • Corepile, Francia. Corepile è il principale consorzio francese per batterie, con 836 membri che nel 2019hanno immesso sul mercato più di 20 mila tonnellate. Sono più di 32.000 i punti di raccolta con l’80% accessibile ai privati in supermercati, negozi di ferramenta o isole ecologiche. I supermercati e le isole ecologiche hanno il miglior rapporto tra numero di punti di raccolta e tonnellate raccolte. Corepile fornisce gratuitamente ai propri membri materiali per la sensibilizzazione, ma anche materiali per la raccolta diretta dei rifiuti;
  • Eco-mobilier e Valdelia, Francia. La Francia è l’unico Paese con un sistema Epr nazionale per i mobili. Il sistema, nato nel 2011, è riuscito a raddoppiare la quantità di mobili raccolti in soli 4 anni, passando da 600.000 tonnellate nel 2014 a 1,2 milioni di tonnellate nel 2018. Inoltre, per migliorare il tasso di riutilizzabilità dei mobili, è stato sviluppato un metodo di raccolta separata per limitare i danni ai mobili durante il trasporto. Due i consorzi: Eco-mobilier e Valdelia. Dei 2,68 milioni di tonnellate di mobili immessi sul mercato francese nel 2018, più di 1,2 milioni di tonnellate sono state raccolte: il 56% è stato riciclato, il 32% è andato al recupero energetico, l’1% è stato riutilizzato e l’11% è stato incenerito. Ampia la copertura geografica dei punti di raccolta, con oltre 4.000 punti. Il sistema Eco-mobilier, grazie ad una mappatura online dei punti di raccolta, permette di depositare facilmente i mobili domestici; mentre Valdelia raccoglie prevalentemente mobili usati non domestici direttamente dai proprietari (ad esempio ospedali, alberghi);
  • Recytyre, Belgio. Le tre province del Belgio hanno ciascuna regolamenti e obiettivi diversi per il recupero dei Pfu (pneumatici fuori uso). Un unico consorzio copre le tre province e applica gli obblighi stabiliti dal regolamento più esigente dei tre. Nonostante un quadro normativo complesso, questo sistema Epr ha un tasso di raccolta superiore al 100% dell’immesso al consumo (il programma copre anche i pneumatici immessi sul mercato negli anni precedenti e quelli provenienti dai paesi vicini) e un tasso di riciclaggio/riutilizzo che ha raggiunto il 97% nel 2019. Tutti i punti di raccolta, che sono per lo più i punti di vendita di pneumatici e garage, devono accettare il ritiro gratuito anche se non sono stati acquistati pneumatici nuovi. I Comuni possono effettuare raccolte indennizzate da Recytyre;
  • Bcuoma, Canada. Bcuoma è il consorzio nella Columbia Britannica che dal 2004 supervisiona la raccolta e la gestione dell’olio lubrificante, dei filtri dell’olio, dei contenitori dell’olio, dell’antigelo e dei contenitori dell’antigelo. Per garantire un numero sufficiente di punti di raccolta in tutta la Columbia Britannica, Bcuoma fornisce sovvenzioni infrastrutturali a Comuni, imprese private, organizzazioni senza scopo di lucro e altri operatori che richiedono strutture di raccolta aggiuntive. Per esempio, nel 2019, sono state fornite 39 sovvenzioni infrastrutturali per contribuire a garantire luoghi di raccolta nelle comunità più remote in tutta la provincia. Bcuoma fornisce anche supporto per eventi di raccolta comunitari gestiti da distretti regionali, Comuni e gruppi di comunità.

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Ricerca e sviluppo

Per creare nuovi mercati in cui valorizzare le materie da riciclo, l’innovazione è essenziale. Soprattutto al servizio delle imprese più piccole che non riescono ad fare innovazione internamente. Per questo è cruciale fornire supporto alle aziende per il miglioramento delle loro prestazioni ambientali attraverso attività di ricerca e sviluppo, per esempio aiutando a trovare nuovi metodi di valorizzazione dei materiali usati; oppure attraverso la promozione della collaborazione tra i membri della filiera organizzando ad esempio conferenze con i produttori che esplorano le questioni chiave del riciclaggio a livello industriale, linee guida di eco-design, servizi di raccolta dedicati.

Alcuni esempi:

  • Citeo, Francia. Citeo è uno dei due consorzi francesi (insieme a Adelphe) per gli imballaggi. Citeo fornisce diversi strumenti per aiutare i produttori a progettare i loro imballaggi con un design ecologico. Come “Feel”, per minimizzare il loro impatto sull’ambiente e ridurre il correlatoo contributo finanziario al sistema. O “Bee” per determinare l’impatto ambientale dell’imballaggio attraverso un’analisi del ciclo di vita;
  • Der Grüne Punkt, Germania. Der Grüne Punkt è stato fondato nel 1990, è a scopo di lucro dal 2004 e rappresenta circa il 50% dei produttori nazionali. Der Grüne Punkt aiuta a personalizzare le soluzioni per i sistemi di ritiro, ad esempio tramite macchine per la consegna di imballaggi in cambio di denaro o deposito cauzionale. Sostiene i propri membri per l’eco-design attraverso l’iniziativa Design4Recycling che fornisce ampie linee guida e consulenza ai produttori;
  • Eco Tlc, Francia. Nel 2007, la Francia è stata il primo e unico Paese a introdurre un quadro giuridico che stabilisse obblighi di Epr per chi produce, importa o distribuisce articoli tessili. Anche attraverso le attività di ricerca di Eco Tlc sull’eco-design, tra il 2018 e il 2019 la quantità degli articoli idonei a beneficiare di una eco-modulazione delle tariffe (pagare meno quando si è più sostenibili e più facilmente riciclabili) è aumentata di oltre 40 milioni di pezzi.

Sensibilizzazione e informazione

Dove si possono depositare i rifiuti? Come viene effettuata la raccolta? Come il riciclo? Ecco alcune delle domande che possono aiutare una raccolta ed un riciclo più efficace, riducendo ad esempio le frazioni estranee. La prova che l’informazione e la sensibilizzazione sono anelli fondamentali per il successo della filiera della raccolta e del riciclo di beni a fine vita.

Vediamo alcune esperienze internazionali da prendere a modello:

  • Corepile, Francia. Il consorzio punta su una forte comunicazione e su importanti campagne di sensibilizzazione. Come la creazione di giochi online e di un centro giochi a Parigi. O come le partnership con 15 influencer su Instagram e YouTube per raggiungere le giovani generazioni. O ancora attraverso l’organizzazione di una campagna nazionale e di una mostra sul riciclaggio;
  • Ecoembes, Spagna. Ecoembes, fondata nel 2019, è uno dei due sistemi collettivi in Spagna per i rifiuti di imballaggi, con 12.623 produttori registrati nel 2019. Il consorzio organizza corsi per la formazione del personale dei Comuni e degli operatori degli impianti di smistamento per migliorare l’efficienza del processo;
  • Eco Tlc, Francia. Ha avviato diverse attività di sensibilizzazione dei consumatori, sia attraverso il sostegno delle autorità locali, sia attraverso la propria vasta gamma di risorse digitali: ha infatti organizzato campagne sui social media e ha progettato una mappa online per trovare il punto di raccolta più vicino;
  • Recytyre, Belgio. Recytyre conduce programmi di prevenzione dell’usura dei pneumatici e attività di innovazione che includono conferenze con gli attori dell’industria per esplorare la diversificazione degli sbocchi commerciali per i materiali recuperati dal riciclaggio. Altro fattore di consapevolezza che aiuta il successo del recupero è l’importo visibile del contributo ambientale per lo smaltimento, che è indicato sullo scontrino;
  • BCuoma, Canada. Le attività di sensibilizzazione dei consumatori organizzate da BCUOMA includono ad esempio una mappa online per localizzare il punto di raccolta più vicino, una forte presenza sui social media e attività nelle strade per il coinvolgimento della comunità (per esempio, bancarelle di sensibilizzazione).

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Oltre il contributo ambientale: fonti alternative di reddito per i consorzi e nuovi servizi per le imprese

Alto fattore che rafforza i consorzi ma soprattutto le imprese associate è l’offerta di servizi aggiuntivi, che possono configurarsi come vere e proprie consulenze a vantaggio delle aziende, soprattutto quelle di dimensioni minori.

Alcuni esempi dal panorama internazionale:

  • BatteryBack, Gran Bretagna. BatteryBack è il più grande consorzio per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori (RPA) del Regno Unito, organizzato da luglio 2008 da WasteCare. BatteryBack ha aperto il primo impianto di riciclaggio di batterie nel Regno Unito, gestito da WasteCare, aiutando a ridurre gli attuali costi di riciclaggio all’estero. L’impianto di riciclaggio è l’unico nel Regno Unito e ha una capacità di 25.000 tonnellate/anno (sufficiente per riciclare tutte le batterie alcaline del Regno Unito);
  • Der Grüne Punkt, Germania. Ha creato un proprio marchio per riciclati di alta qualità sviluppati da rifiuti plastici post-consumo: ‘Systalen’. Der Grüne Punkt è uno dei più grandi commercianti di materie prime in Europa come metalli, plastica, vetro e altri materiali ottenuti dalla raccolta post-consumo. La sua società di gestione dei rifiuti offre alle imprese una gamma di servizi logistici, tra cui lo stoccaggio e il trasporto internazionale di merci pesanti.
  • Valpack, Gran Bretagna. È uno dei tanti sistemi collettivi per imballaggi nel Regno Unito ed è stato il primo ad essere istituito, nel 1997. Oggi ha esteso la propria attività a vari altri settori, tra cui Raee, batterie e cialde di caffè. Valpack ai suoi associati offre un’ampia offerta di servizi aggiuntivi a pagamento, oltre alla raccolta e alla gestione dei rifiuti: servizi di consulenza che aiutano le aziende ad aumentare la loro capacità di adempiere agli obblighi, così come di adottare standard come ISO:14001 o ISO:6001; servizio di adempimenti internazionali per aiutare i produttori britannici che esportano prodotti in altri paesi a rispettare i regolamenti Epr locali; servizi di interscambio tra settori: molti produttori di imballaggi sono anche produttori di Raee (e talvolta di batterie), per cui, coprendo più settori, Valpak offre ai produttori una maggiore convenienza, consentendo loro di soddisfare più requisiti con un solo sistema.

Altre iniziative

Oltre a quanto raccontato finora, il report “I sistemi di responsabilità estesa del produttore e il loro ruolo strategico per i produttori” descrive molte altre iniziative degne di nota.

Aggiungiamo qui quelle che, al di là della classificazione precedente, ci sembrano particolarmente interessanti:

  • Ecosystem, Francia. Ecosystem non solo ha reso visibile sullo scontrino, al momento dell’acquisto di prodotti elettronici, la quota destinata alla gestione del fine vita (tariffa visibile), ma ha anche introdotto un servizio di raccolta di telefoni cellulari tramite sistema postale, che l’anno scorso ha contribuito alla raccolta di 25.000 dispositivi;
  • Ecotic, Spagna. Ecotic rappresenta il 35,6% del mercato spagnolo dei rifiuti elettronici con oltre 700 produttori associati. Assicura la massima tracciabilità dei rifiuti attraverso un sistema di identificazione a radiofrequenza (Rfid) per identificare i Raee collocando etichette sui prodotti nei punti di raccolta. Una scelta funzionale principalmente per i condizionatori e i grandi elettrodomestici, per rimediare al problema dell’abbandono di Raee in Spagna (insomma, non siamo i soli…);
  • Grs, Germania. Fondazione per la gestione del fine vita delle batterie, GRS rappresenta oltre il 90% dei produttori registrati e – in Germania è meno diffusi che in Italia – è senza scopo di lucro. Per garantire la sicurezza della raccolta, Grs fornisce tre diversi contenitori di raccolta per batterie portatili, distinti secondo tre classi di sicurezza: 1) contenitori verdi per le batterie tradizionali; 2) gialli per le batterie ad alta energia; 3) rossi per le batterie danneggiate ad alta energia. Inoltre, a causa dei rischi per la sicurezza legati allo stoccaggio delle batterie al litio, Grs sta modificando la propria infrastruttura di raccolta per includere ulteriori punti di raccolta separati per le “batterie ad alta energia”, tra cui la creazione di “punti di restituzione qualificati” gestiti da autorità comunali, rivenditori specializzati e punti vendita.
    Sempre Grs gestisce il primo sistema di raccolta a livello nazionale per le batterie delle e-bike. La raccolta è organizzata attraverso l’uso di un fusto per il trasporto, una quantità adeguata di materiale di riempimento non infiammabile e dei sacchetti. Circa l’80% dei rivenditori di e-bike sono convenzionari con Grs;
  • Valpak, Gran Bretagna. H dato vita a “Valpak Insight”, il più grande database sugli imballaggi nel Regno Unito, che consente alle aziende di analizzare i dati sulle loro catene di approvvigionamento: la riciclabilità, l’impatto di carbonio, gli obiettivi del Patto per la Plastica (Plastic Pact Targets), i costi e le prestazioni dei fornitori. Il software viene utilizzato da rivenditori di generi alimentari e all’ingrosso, club calcistici, società di costruzioni e altri per comprendere i propri imballaggi con l’obiettivo di trovare un’alternativa o di eliminare gli imballaggi non necessari;
  • Ecoembes, Spagna. Fondata nel 2019, è uno dei due sistemi collettivi in Spagna per i rifiuti di imballaggi, con 12.623 produttori registrati nel 2019. Finanzia l’ecodesign e le iniziative per consentire la cooperazione tra produttori. Negli ultimi 20 anni ha permesso di risparmiare 525.300 tonnellate (al 2018) di materie prime grazie alla progettazione sempre più sostenibile degli imballaggi. Nel 2018, 2.179 produttori hanno aderito alle iniziative di eco-design proposte da Ecoembes.

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